Difesa Fosson,beni erano già intoccabili

Nessuna volontà di depauperare il patrimonio in vista del procedimento contabile sui 140 milioni di euro di fondi regionali erogati alla Casinò de la Vallée spa, ma soltanto una "donazione fatta ai figli dopo un malore avuto nel 2016, per ottenere vantaggi fiscali in caso di decesso". E' questa la linea difensiva dell'avvocato Massimiliano Sciulli, che assiste il presidente della Regione, Antonio Fosson, nel giudizio sull'azione revocatoria avviata dalla procura della Corte dei conti. Oggetto del contendere nell'udienza di oggi è stata la donazione, fatta da Fosson ai figli, della nuda proprietà, con riserva di usufrutto, di 10 immobili, il cui valore fiscale ammonta a 351 mila 700 euro. Quei beni, ha sottolineato Sciulli insieme all'avvocato Massimo Balì, che assiste i tre figli, "sono gravati da un fondo patrimoniale fin dal 2006, come tale consolidato dal 2011". Per questo quando "ha fatto la donazione non di certo voleva spogliarsi dei propri beni per evitare" un sequestro, "perché erano già bloccati".

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