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L'ultima ora

  • Uscita:
  • Durata: 103min.
  • Regia: Sébastien Marnier
  • Cast: Laurent Lafitte, Emmanuelle Bercot, Pascal Greggory, Félix Lefebvre, Grégory Montel, Thomas Scimeca, Christopher Ramoné, Gringe, Anne Loiret, Cyrille Hertel, Elsa Steyaert, Lily Brière de La Hosseraye, Adèle Castillon, Capucine Valmary, Isabelle Tillou, Matteo Perez, Luàna Bajrami, Victor Bonnel, Leopold Buchsbaum, Thomas Guy, Véronique Ruggia-Saura
  • Prodotto nel: 2018 da CAROLINE BONMARCHAND PER AVENUE B PRODUCTIONS
  • Distribuito da: TEODORA FILM (2019)
  • Tratto da: liberamente tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé (Ed. Einaudi)

TRAMA

Un insegnante di scuola superiore si getta dalla finestra davanti agli studenti atterriti. Nonostante la tragedia, sei di essi restano stranamente freddi e impassibili. Pierre, il nuovo supplente, nota che il gruppo, molto unito, ha un atteggiamento ostile. Intelligenti e precoci, i sei adolescenti sembrano impegnati a preparare un piano misterioso. Pierre è ossessionato da loro e viene risucchiato nel loro gioco sinistro. Presto, la sua vita diventa un incubo.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Tratto dal romanzo di Christophe Dufossé e opera seconda di Sébastien Marnier, L’heure de la sortie (titolo originale) segue le inquietanti vicende che avvolgono pian piano la vita del giovane professore di letteratura Pierre Hoffman (Lafitte), supplente in seguito al suicidio del suo predecessore in una classe di liceali dotati di “intelligenza precoce”. Ben presto il docente si convince che un gruppo di sei allievi, dedito in segreto a pratiche di sopportazione del dolore, abbia in mente un oscuro disegno da condurre a termine. Film d’atmosfere calibrate al millimetro, complici un buon uso della profondità di campo e un uso accorto del grandangolo, L’ultima ora deve molto all’ inquilino del terzo piano di polanskiana memoria, secondo il modello dell’uomo comune che vede andare in pezzi la logica, e persino la propria identità, dinanzi a un mondo impazzito. Al netto di qualche lungaggine, il film di Marnier affronta nondimeno, e con una certa efficacia, la questione del senso adolescenziale per la fine del mondo, con tutto il suo corollario di conseguenze spesso anche tragiche, e ci lascia con un finale segnato da un nichilismo tanto estremo quanto inusitato

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