Reggio Calabria, i sindacati: 'gestione antidemocratica e autoritaria dell'Università Mediterranea'

Reggio Calabria, la R.S.U. della Mediterranea ed i sindacati esprimono 'preoccupazione riguardo alla gestione antidemocratica e autoritaria dell'Università' 'La R.S.U. della Mediterranea e le OO.SS. CISL Federazione Università- FGU GILDA - SNALS CONFSAL - USB P.I. esprimono preoccupazione riguardo alla gestione antidemocratica e autoritaria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria. L'Ateneo in cui non esistono regole: niente trasparenza, niente programmazione, niente organizzazione, , niente sicurezza nei luoghi di lavoro, niente relazioni sindacali È prassi della Governance calpestare i diritti del personale tecnico amministrativo e bibliotecario e delle rappresentanze sindacali.  Le relazioni sindacali sono inesistenti, con conseguenze dannose per tutta la categoria, sempre più delegittimata nelle funzioni e nei ruoli.  In questo momento buio per l'Università, che dura ormai da sei anni, non si vuole dare vita a ulteriori e inutili polemiche. Piuttosto si tratta di difendere il nostro Ateneo. Chiediamo che l'Università inverta al più presto la rotta orientata al declino! Invitiamo, ancora una volta, l'attuale Governance a prendere coscienza dei vuoti culturali e istituzionali che ha generato una disattenta attività pervasa da un provincialismo becero, tendente a: ridurre gli interventi, operare in modo chiuso, escludere volutamente i lavoratori mortificandone la dignità', è quanto scrivono in una nota le  R.S.U. di Ateneo Giuseppe Toscano e  Giovanni Rositani , il rappresentante della CISL Federazione Università , Consolato Santa Caterina , il rappresentante della FGU GILDA, Domenico Favasuli Foti, il rappresentante della SNALS CONFSAL,  Giuseppe Pangallo , il rappresentante dell'USB P.I., Giuseppe Toscano . 'Da anni - continua la nota - la Comunità Accademica attende che venga eseguita la sentenza n. /2012 del TAR di Reggio Calabria che ha dichiarato illegittima la disposizione dello Statuto che "esclude dal voto sulle deliberazioni relative alle chiamate dei docenti, o implicanti valutazione sull'attività scientifica, le rappresentanze degli studenti e del personale tecnico amministrativo". Non applicare questa sentenza che ha cassato una disposizione vessatoria nei confronti di due fondamentali categorie della Mediterranea, studenti e PTAB rappresenta a nostro avviso un comportamento omissivo e doloso. È scandaloso che una istituzione universitaria pubblica non esegua una sentenza. È ancor più grave che ciò accada in nell'istituzione al vertice della formazione dei cittadini di domani, un Ateneo che tra i Valori Fondamentali "promuove la cultura della legalità", "promuove azioni che favoriscano il superamento di ogni forma di discriminazione". Anche sui temi di stabilizzazione del personale precario storico, di nuovi bandi di assunzione dall'esterno e delle progressioni del PTAB, l'Università Mediterranea non intende avviare le procedure, nonostante la disponibilità delle risorse economiche. La conferma viene dalla mancata adozione del Piano triennale dei fabbisogni del personale 2018 " 2020, quale primo passo per procedere alla stabilizzazione dei lavoratori precari storici in possesso dei requisiti per l'attivazione delle procedure previste dalla Legge "Madia", D.Lgs. n. 75/2017, e conseguente mancato confronto sindacale per stabilire il percorso e i tempi di stabilizzazione dei lavoratori precari. Il prof. nonché Direttore generale Ottavio Amaro si sottrae al confronto con i sindacati di Ateneo e la mancata attuazione della normativa anti-corruzione, che si manifesta nell'assenza di rotazione per le posizioni considerate ad alto rischio, dimostra ancora una volta la leggerezza con cui si affrontano situazioni importanti che diventano vitali in questo martoriato territorio. Il mancato rispetto delle regole si manifesta anche nelle iniziative di mobilità interna, selvaggia ed illogica, cui il personale è sottoposto. Il DG continua nella politica dei trasferimenti selvaggi di personale tra i vari Uffici e Strutture dell'Ateneo disposti senza un regolare e trasparente bando di mobilità interna. Il DG non ha fornito ai R.L.S. il Documento di Valutazione dei Rischi ed attuazione di tutti gli interventi previsti nel DVR o obbligatori per legge, ex D.Lgs. n. 81/2008,, ignorando il ruolo dei Rappresentanti per la sicurezza nei luoghi di lavoro soprattutto nei laboratori dove il personale spesso opera in condizioni ambientali, igienico-sanitarie e di sicurezza precarie. E per coerenza, anche la costituzione dell'Ufficio procedimenti disciplinari, UPD, - previsto dall'art. 55-bis, comma 2 del d. lgs. n. 165/2001 " nell'Università Mediterranea è molto "particolare". Infatti tra i componenti dell'ufficio oltre la specifica incompatibilità di un sindacalista, è stato nominato addirittura un docente che potremmo definire "fuori ruolo" in quanto non appartenente alla categoria del personale non dirigente. Riguardo al componente docente lo stesso, successivamente alla impropria nomina in seno all'UPD, è stato inopportunamente nominato come delegato del rettore rappresentante di parte pubblica in seno al tavolo negoziale. Infine, riteniamo che ragioni di opportunità avrebbero suggerito che il ruolo di Presidente di questo delicato ufficio non fosse affidato a chi nell'esercizio delle proprie funzioni abbia avuto contrasti con diversi rappresentanti sindacali ', concludono. Leggi tutta la notizia

Categoria: POLITICA

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