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Creed II

  • Uscita:
  • Regia: Steven Caple Jr.
  • Cast: Michael B. Jordan, Tessa Thompson, Sylvester Stallone, Florian Munteanu, Dolph Lundgren, Wood Harris, Phylicia Rashad, Kristina Aponte, Andre Ward, Russell Hornsby, Myles Humphus, Kristoffe Brodeur, Michael Buffer, Gina Destra, Christopher Mann
  • Prodotto nel: 2018 da WILLIAM CHARTOFF, SYLVESTER STALLONE, KEVIN KING TEMPLETON, CHARLES WINKLER, DAVID WINKLER, IRWIN WINKLER PER METRO-GOLDWYN-MAYER STUDIOS, NEW LINE CINEMA, WARNER BROS., IN COPRODUZIONE CON UDI NEDIVI
  • Distribuito da: WARNER BROS. PICTURES

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

La vita di Adonis Creed è diventata un equilibrio tra gli impegni personali e l'allenamento per il suo prossimo grande combattimento: la sfida della sua vita. Affrontare un avversario legato al passato della sua famiglia, non fa altro che rendere più intenso il suo imminente incontro sul ring. Rocky Balboa è sempre al suo fianco e, insieme, Rocky e Adonis si preparano ad affrontare un passato condiviso, chiedendosi per cosa valga la pena combattere per poi scoprire che nulla è più importante della famiglia. Creed II è un ritorno alle origini, alla scoperta di ciò che un tempo ti ha reso un campione, senza dimenticare che, ovunque andrai, non puoi sfuggire al tuo passato.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Rocky. Il campione della working class , della New Hollywood. L’immagine di un’America che si rialza. Dopo una corsa selvaggia sulla scalinata del Philadelphia Museum of Art, sulle indimenticabili note di Bill Conti. Il pugno alzato verso il cielo, l’inizio di un’epoca. 1976-2019. Quarantatré anni di un mito. Oggi è diventato un allenatore, un guerriero “in pensione” che si prende cura del suo pupillo. Sul ring sale Adonis, il figlio di Apollo Creed. Passaggio di consegne, la vecchia generazione che cede il passo alla nuova. Soprattutto in Creed II , lo specchio di Rocky IV . Dalla Russia con amore, il ritorno di Ivan Drago, del suo intramontabile: “Ti spiezzo in due”. Ma questa volta non è una “semplice” macchina da guerra. Ha un lato umano, forse tenero, sente il peso delle responsabilità, rifiuta la Russia che celebra solo i vincitori, condannando i perdenti all’oblio. Dall’altra parte il capitalismo, il sistema acchiappasoldi dello spettacolo, con le provocazioni in tv che si inseguono, gli incontri da milioni di dollari, la disciplina che passa quasi in secondo piano. Una rinnovata Guerra Fredda, con un occhio al politicamente corretto. “Adriana” non è una donna di casa da chiamare a raccogliere i pezzi, ma accompagna il suo eroe anche prima della battaglia. E poi l’epica, il suono del gong, gli uomini mandati al macello. È un cinema di corpi costretti in pochi metri, che sanguinano, si massacrano, scaricano in quel quadrato tutti i loro traumi. Il fascino della boxe sullo schermo. Nessuno sport restituisce le stesse emozioni, richiama con nostalgia cinefila il dolore di Stasera ho vinto anch’io e l’impossibilità di comunicare di Città amara (capolavoro). Creed contro Drago, ieri come oggi. Istantanea di una storia che si ripete, di un effetto da brivido, tutto racchiuso in uno sguardo, in pochi secondi. Rocky guarda Ivan, Ivan guarda Rocky, come due antichi rivali che hanno scoperto di non essere invincibili. Due padri, preoccupati per i loro ragazzi che si stanno pestando sul ring, due colossi, ormai nell’ombra. Spazio alle leve più fresche, mentre le glorie di un tempo hanno deposto “le armi”. Fa quasi tenerezza vedere Balboa che non riesce a farsi aggiustare il lampione davanti a casa, o che si appisola nel corridoio di un ospedale. La fine di un mito, un immaginario che prende forme moderne, con un’anima crepuscolare. E pensare che, nel 1985, “lo Stallone italiano” andava ad allenarsi in un fienile in mezzo alla neve, mentre John Cafferty cantava Heart’s On Fire . Oggi Adonis si ritira nel deserto, quasi richiamando una metafora biblica, per il bisogno di capire che cosa lo spinge a infilarsi i guantoni, per la necessità di ritrovare se stesso. Combattere. Per la famiglia, per l’onore, per avere un posto nel mondo. Perché Rocky è ancora vivo e lotta insieme a noi. Perché Rocky è leggenda.

  • Corriere della Sera

    Per l'ottava volta il 72enne Sylvester Stallone, torna Rocky, non più sul ring ma come allenatore, in calzoni lunghi. Sequel dello spin off Creed , continua la boxe story infinita iniziata nel '76, passando il testimone ad Adonis Creed campione del mondo che sfida, in memoria paterna, l'ucraino alto 1.93 Drago jr. allenato dal genitore Ivan, che uccise il padre sul ring ed è 1.96. (...) Creed II è sempre lo stesso film, con Stallone trainer preoccupato, fessura per gli occhi, affettuoso come uno zio tanto che si teme, quando va in clinica per Creed papà, faccia pure l'ostetrico. Comunque il film del giovane Steven Caple Jr. funziona proprio perché è fotocopia di molti tori scatenati, dal match Creed-Drago fino la sfida di Rocky a Mosca. C'è opposta tifoseria da guerra fredda, per il resto è un melò di pesi massimi con pugni, sangue e la metafora cara a Sylvester che nella vita si vince sempre con fatica. Star è il bravo 31enne Michael B. Jordan, cui compete massimo coraggio nell'affrontare la via crucis di un incontro cui assiste, trionfo chirurgico drag kitsch, Brigitte Nielsen, muscolosa mamma dell'avversario ed ex moglie di Stallone che potrebbe benissimo stare sul ring.

  • La Stampa

    Si intitola Creed II , ma si legge Rocky alias Sylvester Stallone, il quale rilancia con successo il suo storico personaggio nello spin-off creato in spirito di continuità dal Ryan Coogan di Black Panther. Qui, pur affidando la regia a Steven Caple Jr, Coogan firma con Stallone un copione giocato sui temi base della saga, la vittoria come forma di riscatto e l'importanza della mozione degli affetti: il ring è anche il ring della vita, dove i giovani si battono in nome dei padri e un anziano pugile cerca di recuperare la paternità perduta. Si obietterà che, pur nella magniloquenza della messa in scena, si tratta della solita semplice (e semplicistica) storia. Ma i pugni di Stallone e del suo pupillo Michael B.Jordan arrivano immancabilmente a segno e fanno scattare l'emozione.

  • Il Giornale

    Creed contro Drago, atto secondo. (...) Pugilato, ovvio, ma non solo. Il vero tema di fondo è il rapporto padre-figlio che fa da colonna sonora alle varie sottotrame. Ne esce un film intenso, tra stati d'animo turbati e inaspettati ritorni, come quello di Brigitte Nielsen.

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