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Godzilla 2

  • Uscita:
  • Regia: Gareth Edwards, Michael Dougherty
  • Cast: Millie Bobby Brown, Bradley Whitford, Vera Farmiga, Sally Hawkins, Kyle Chandler
  • Prodotto nel: 2019 da LEGENDARY PICTURES, WARNER BROS. IN ASSOCIAZIONE CON TOHO CO., LTD
  • Distribuito da: WARNER BROS. PICTURES ITALIA

TRAMA

La nuova storia segue le eroiche gesta dell'agenzia cripto-zoologica Monarch e dei suoi membri, che fronteggeranno una serie di mostri dalle dimensioni divine, tra cui il possente Godzilla, che si scontrerà con Mothra, Rodan e la sua nemesi più pericolosa, il mostro a tre teste King Ghidorah. Quando queste antiche super specie - ritenute veri miti - tornano in vita, inizierà la competizione per la supremazia, mettendo a rischio l'esistenza dell'umanità.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Un dinosauro nell’apocalisse. Cieli di fuoco, colori da fine del mondo. L’arancione che diventa rosso, la luce che piano piano si spegne. Spazio all’oscurità, al terrore di un’invasione, di un nemico ancestrale che risorge dalle sue ceneri. Ombre al crepuscolo, proiettate su pitture rupestri, disegni stilizzati che trasformano la storia in leggenda. Una volta Godzilla rappresentava la paura del nucleare formato fumetto, oggi porta la bandiera di una rinnovata spinta ecologista. Distruggere per proteggere, fare tabula rasa per ripartire. Retorica da blockbuster. Pretesto (la devozione ambientalista) sempre affascinante per chi vuole scatenare un pandemonio. Godzilla contro Ghidorah (Idra a tre teste) ancora una volta, come in Sandai Kaiju – Chikiu Saidai no Kessen del 1964. Il mostro che si scopre protettore degli indifesi, spirito del nostro pianeta che non vuole abdicare davanti all’inarrestabile cavalcata dell’ambizione umana. Uno scontro tra giganti, una lotta tra dei, dove l’umanità può solo essere testimone della propria disfatta. È la linfa primaria del MonsterVerse, universo dove a sfidarsi sono bestioni sputafuoco alti come palazzi. Il ring sono le nostre metropoli, che si sgretolano, fatte a pezzi dal furore di creature millenarie. Godzilla II – King Of The Monsters è un’esperienza imponente, un’indigestione di effetti speciali degna di un appetito pantagruelico. Un pasto luculliano, che sazia gli amanti del frastuono ad alto budget. Aspettando l’arrivo di King Kong, per ora sull’Isola del Teschio, ma pronto a far esplodere la sua rabbia in Godzilla vs. Kong previsto per il 2020. I due si erano già scannati nel 1962 ne Il trionfo di King Kong , dove fu lo scimmione ad avere la meglio. Al suono della campana, sono pronti per un altro round. Intanto il regista Michael Dougherty studia alla scuola di Gareth Edwards (autore del Godzilla in salsa americana del 2014), e mette in scena la vittoria del gigantismo, avvolto da un’atmosfera cupa, dalle sfumature titaniche. Andata e ritorno in un girone dantesco senza via d’uscita.

  • Corriere della Sera

    Siamo alle solite. Da quando nel '54 è tornato il dragone Godzilla dall'alito pesante e radioattivo fino al film del 2014 e oggi a questo bis, un emporio di banalità di Michael Dougherty (siamo a 35 di totale), il cinema usa la polverosa paura finis mundi appena appena incerottata da note di Debussy. C'è l'agenzia che monitora e la leggenda delle arcaiche creature, che si rivela reale, una lotta, una passerella di titani orribili e una delle scienziate che in fondo dice, stile Greta Thunberg, che ci meritiamo la distruzione: (...) Il budget è di sicuro superiore ai risultati, modesti e ripetitivi, sapendo che gli effetti speciali apocalittici superano il comune senso espressivo del cast con Kyle Chandler e Vera Farmiga.

  • Il Messaggero

    Inscenare distruzioni di città statunitensi garantisce forti incassi proprio negli Stati Uniti. Anche la mega produzione 'Godzilla II - King of the Monsters' di Michael Dougherty si adegua: si apre sulle macerie di San Francisco del 'Godzilla I' (2014) e si chiude sulle macerie di Boston. Forse è odio per sé stessi; forse è senso di colpa per avere gli Stati Uniti, nella loro storia, bombardato mezzo mondo. Anche il pubblico giapponese corre dal 1954 al cinema per la distruzione delle sue città nella trentina di film su Godzilla (alias Gòjira) prodotti dalla Toho. Qui, forse, l'attrazione si spiega con la voglia di catarsi per il passato di bombardamenti subìti fino al 1945. Ancora nel 1954 la radioattività - diffusa da un esperimento nucleare americano a 'Bikini, nelle isole Marshall' - colpiva l'equipaggio del peschereccio Il dragone fortunato, ravvivando la memoria di Hiroshima e Nagasaki e, cinematograficamente, ispirando l'incipit del 'Godzilla' originario, quello così fascinoso di Ishiro Onda. (...) Prevedibile e convenzionale è invece il film di Dougherty, interpretato comunque da buoni attori come Sally Hawkins e Charles Dance, Ken Watanabe e Ziyi Zhang. Nella ormai ennesima resurrezione dei mostri appare un drappello di animalisti armati, guidato da un ex ufficiale britannico (Charles Dance). (...) L' animalismo è alla moda, il pacifismo non lo è più tanto. Così qui, tra gli scienziati che lavorano per la Monarch, in vista non è il personaggio dell'etologo (Kyle Chandler), ma quello dell'attivista (Vera Farmiga), cioè della sua ex moglie. Per ragioni diverse e con ineguale intensità entrambi vogliono Godzilla vivo. Pazienza se gli uomini, tutti o quasi, moriranno. In 'Godzilla I', la coppia aveva perso un figlio; in 'Godzilla II' rischiano di perdere la figlia (Millie Bobby Brown, eroina della serie tv Netflix Stranger Things), sola persona di buon senso in famiglia. Comprendendone il disagio, un militare quasi coetaneo nota: «Con genitori così scapperei di casa anch'io». Nella sceneggiatura di Dougherty e Zach Shields è l'unica osservazione condivisibile.

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