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A mano disarmata

  • Uscita:
  • Regia: Claudio Bonivento
  • Cast: Claudia Gerini, Francesco Pannofino, Claudio Vanni, Francesco Venditti, Mirko Frezza, Rodolfo Laganà, Gaetano Amato, Nini Salerno, Giorgio Gobbi, Emanuela Fanelli, Milena Mancini, Maurizio Mattioli, Massimo De Francovich
  • Prodotto nel: 2019 da ANDREA DI NARDO PER LASER DIGITAL FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuito da: EAGLE PICTURES
  • Tratto da: libro autobiografico di Federica Angeli (Ed. Baldini+Castoldi)

TRAMA

Da cronista dell'edizione romana di "La Repubblica", Federica Angeli prende in mano la sua vita e decide di usarla, senza risparmio, in una causa civile: la lotta ai clan mafiosi che infestano Ostia. La sua arma è - e sarà sempre - la penna. Il film racconta le tappe della sua sfida alla malavita, iniziata nel 2013 e non ancora finita, senza mai dimenticare la sua dimensione di donna, madre e moglie: il coraggio e la paura, la solitudine e la solidarietà, la disperazione e l'entusiasmo per una battaglia combattuta a viso aperto.

Dalla critica

  • Cinematografo

    A mano disarmata, eccetto per la tastiera. Cronista a Repubblica, dal 2013 Federica Angeli vive sotto scorta a causa delle minacce ricevute per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Ostia: ne ha fatto un’autobiografia, A mano disarmata , da cui viene ora il film omonimo, diretto da Claudio Bonivento, interpretato da Claudia Gerini, scritto da Domitilla Shaula Di Pietro con la collaborazione della giornalista. Tra debolezze esplicite e ingenuità assortite, derivanti anche dal budget limitato e dalle riprese mordi-e-fuggi, ha però un pregio non equivocabile e un senso non differibile: nell’exemplum della Angeli, eroina poco borghese, inquadra il tradizionale fuoricampo del crime, nello specifico del mafia-movie, non solo privilegiando la vittima, ma di questa ancor più che il coté professionale, quello familiare, amicale, relazionale. A tenere in resta la penna, perché “chi sta dalla parte giusta non perde mai”, è Federica, una credibile Gerini, ma l’inchiostro è un precipitato collettivo. Cineasta di lungo corso, produttore di Mery per sempre ,  Ragazzi fuori , Ultrà e La scorta , regista di Altri uomini e Le giraffe , Bonivento guarda al genere, ma in maniera eterodossa, e mette in primo piano il quotidiano, perfino il prosaico: nessuna iperqualità agli eroi, bensì onestà di racconto e semplicità di vedute. Un film ad altezza d’uomo, pardon, di donna: la mitizzazione può attendere.

  • Il Mattino

    Con «A mano disarmata» il versatile e pugnace Bonivento si conferma tra i pochi professionisti italiani votati al buon cinema di genere. (...) La Gerini si cala anima e corpo nel ruolo (...), giovandosi del ritmo serrato del copione, rivisto da Shaula Di Pietro, e del resto del cast solido e credibile, ma scontando il compiacimento con cui s'esalta una donna «nata per fare la rivoluzione e dire la verità», il carisma un po' abusivo attribuito al noto quotidiano su cui tutt'ora scrive e il tono declamatorio che mitiga alquanto il pathos epico.

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