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Avengers: Endgame

  • Uscita:
  • Regia: Anthony Russo, Joe Russo
  • Cast: Karen Gillan, Brie Larson, Bradley Cooper, Brie Larson, Scarlett Johansson, Scarlett Johansson, Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Don Cheadle, Benedict Cumberbatch, Tom Holland (II), Chadwick Boseman, Zoe Saldana, Tom Hiddleston, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Idris Elba, Danai Gurira, Peter Dinklage, Benedict Wong, Pom Klementieff, Dave Bautista, Gwyneth Paltrow, Benicio Del Toro, Josh Brolin, Chris Pratt
  • Prodotto nel: 2019 da KEVIN FEIGE PER MARVEL STUDIOS
  • Distribuito da: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Tratto da: personaggi dei fumetti Marvel ideati da Stan Lee e Jack Kirby,

TRAMA

Il più grande dispiegamento di supereroi pronti a sacrificare tutto nel tentativo di sconfiggere il potente Thanos, prima che il suo impeto di devastazione e rovina porti alla fine dell'universo.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Fine . È il concetto alla base dell’ultima fatica in casa Marvel-Disney , a cominciare dal titolo stesso: Endgame . Il quarto film dedicato agli Avengers, diretto da Joe e Antony Russo , chiude la Fase 3 del Marvel Cinematic Universe , nonostante vi si includa anche il prossimo Spider-Man: Far from home . Quest’ultimo,  a meno di grosse sorprese non sarà che un amichevole epilogo, un “ film post-credit ”. Il cataclismatico scontro di Infinity War doveva essere la fine, e lo sembrava, se è per questo. Ma non ci ha mai creduto nessuno veramente: né il pubblico (accorso in sala, un anno fa, in quantità massive) né gli eroi. Sconfitti, persi, disperati, soffrono proprio perché incapaci di abbandonare la speranza. Il cast più ridotto dei “ Vendicatori originali ”, meno compresso sull’altare del montaggio, aiuta i registi a prendersi il proprio tempo, un tempo piuttosto lungo, per raccontare le conseguenze dell’apocalisse. Forse proprio in virtù di questo il primo terzo di film, in barba a trailer, clip e spot TV, riesce a colpire con un paio di svolte a sorpresa. Ma è anche l’occhio, la visione a risultare nuova, anch’essa alla ricerca disperata di emozioni. Più della media dei precedenti film di supereroi. Laddove Inifinity War eccelle in spettacolarità, Endgame sviluppa l’introspezione. Non siamo comunque di fronte a un film profondissimo, ma il distacco si nota. E il ritmo lo riflette ubbidientemente. Si è parlato tanto della durata , ai limiti delle tre ore , di questo Avengers . Si supponeva tuttavia che la si spendesse in gran parte sull’epicità, come per un Ritorno del Re di jacksoniana memoria. Invece si passano molti, molti più minuti a ricordare. Ricordare e celebrare. Endgame è un viaggio, neanche troppo allegorico, attraverso dieci anni di film Marvel . Citazioni, rimandi, persino inquadrature rubate a pellicole precedenti. Pare di assistere a un questionario sulla storia del MCU , sui fumetti, sui supereroi protagonisti. Per gli spettatori e lettori più esperti è un premio, una laurea ad honorem , per i più casuali è un grosso limite. L’ultimo Avengers è un labirinto che rischia di far annegare la struttura in un mare magnum di memoria e nostalgia, a un passo, per l’appunto, dalla fine. Ma proprio al culmine dello spaesamento, quando si teme che il coraggio e i rischi assunti in cabina di regia finiscano per togliere al film più di quanto gli danno, il conflitto risorge più potente di prima. Il finale è uno spareggio, ciò che ci si sarebbe aspettati dall’inizio. Ma, ormai è chiaro, Infinity War era l’inizio, Endgame è la fine . Il risultato è un’opera di meta-cinema dichiarato , che trova il suo punto di forza maggiore nel non sacrificarsi completamente alle aspettative comandate dal grande pubblico. Se convincerà quest’ultimo del proprio valore più di quanto fatto dal suo immediato predecessore, tecnicamente superiore ma meno coraggioso (considerati gli standard dell’intrattenimento di massa), costituirà un precedente di cui fare tesoro. A maggior ragione per il manifesto programmatico , riflesso della celebrazione del passato, che lancia verso il futuro: una Fase 4 di supereroi che, potendo contare sulle proprietà Fox recentemente acquisite ( X-Men , Fantastici Quattro ), si preannuncia altrettanto ingombrante nell’immaginario culturale collettivo. Un passaggio di testimone fondamentale nei confronti della prossima generazione di cinema, pubblico e valori . Da un grande potere, d’altronde, derivano grandi responsabilità.

  • Il Giornale

    (...) 'Avengers: Endgame' è la pellicola numero ventidue (avete letto bene) di quello che è stato definito come il Marvel Cinematic Universe, messo in piedi, undici anni fa, dal produttore Kevin Feige (con la Disney) suddiviso in fasi (con questo titolo si chiude la terza), opera faranoica, senza precedenti, che ha rivoluzionato il mondo del cinecomic mondiale. A partire da 'Iron Man' (2008), la Marvel ha realizzato film con protagonisti singoli supereroi da far convergere, tramite snodi di trame, in un crossover delle varie pellicole. Una strategia vincente, con anticipazioni (nei titoli di coda) per ricordare, allo spettatore, che quello appena visto non era un film totalmente autoconclusivo, ma inserito in un qualcosa di più grande, universale appunto. Del resto, la serialità delle saghe Tv, ha cambiato il modo anche di far cinema e il dio merchandising ha fatto il resto: su eBay si vende un prodotto a tema Avengers ogni 5 secondi. Che poi, sia ormai un trionfo di CGI, anche se in questo capitolo, finalmente, si dà più spazio alle star, poco importa. (...) La vera pellicola decolla da questo momento. Peccato che, intanto, siano già passati 75 stanchi minuti degli oltre 180 di durata. Vale la pena aspettare, però, perché i fan saranno trascinati tra risate, emozioni forti (abbiamo visto colleghi piangere) e, soprattutto, colpi di scena a non finire. Una degna conclusione del percorso, fino ad ora, intrapreso e pietra angolare di una nuova espansione di questo particolare universo cinematografico. E, per una volta, non fermatevi sui titoli di coda perché non ci saranno le abituali scene extra.

  • Il Manifesto

    (...) il finale commuove: l'altra metà del mondo (il Wakanda, le donne, gli adolescenti) contro il maschio bianco suprematista (ok: blu... come i cattivoni dei Beatles). E no: 'Endgame' non è il trionfo delle merci come accade con i 'Transformers'. Stan Lee vedeva le eroine e gli eroi in calzamaglia come la parte migliore di noi. Le nostre potenzialità condivise con gli altri. E 'Avengers: Endgame' è il discorso sullo Stato dell'Unione che ci piace pensare avrebbe potuto pronunciare Stan Lee.

  • La Repubblica

    (...) È un cinema della mutazione, quasi pedagogico, che educa gli spettatori all'apocalisse e al postumano, e non ha molto a che vedere con il cinema come lo conosciamo, fatto di cose e corpi reali. Nel nuovo episodio, curiosamente, si esibiscono spesso i corpi degli attori dimagriti o ingrassati: come ad aggrapparsi a una fisicità residua, per timore di essere andati troppo in là. Nel film precedente, l'umanità era dimezzata dal perfido Thanos con un solo gesto. Per far riavviare la storia, gli sceneggiatori mettono in campo una macchina del tempo. Trovata ovvia e perfino sleale, si dirà. Ma il viaggio nel tempo porta con sé una serie di riflessioni: sul concetto di remake (ritornare sulla storia passata, rifarla), sui simulacri (i personaggi guardano in pratica i film precedenti). Quando li vediamo schierati, offerti alla contemplazione come oggetti sacri, questi supereroi ci appaiono con evidenza assoluta come pure immagini della merce. (...).

  • Libero

    (...) Piacerà sicuramente. Perché la Marvel ce l'ha messa proprio tutta (leggi un budget stratosferico) per fare del nuovo 'Avengers' il blockbuster dell'estate e magari dell'anno. Ce l'han messa anche i fratelli Anthony e Joe Russo (già promossi in precedenza al quinto posto nella classifica dei registi più redditizi) che non si sono accontentati di orchestrare il grande spettacolo, ma si sono affidati a sceneggiatori (Markus e Mc Feely) in grado di lavorare di fino sui personaggi (più afflitti da angosce che in tutti i capitoli precedenti). Bene. Obiettivo raggiunto. Un caldo consiglio però. Meglio andare alla visione muniti di qualche libercolo della Panini Comics. Nella smania di buttar dentro tutto, ma proprio tutto, nella storia vanno e vengono molti personaggi (la frase più frequente è «Io ti ho già visto da qualche parte») la cui identità lì per lì rimane misteriosa per il comune spettatore. La prima parte, a dir la verità è un filino noiosetta (prima di venire al sodo il film vuol fare amare e riamare tutti gli eroi). Poi il battaglione, preceduto da un paio di colpi di scena mica male. Dove come s'è detto tornano tra l'entusiasmo generale tutti i super. E dove, fra la costernazione sempre generale ne muoiono due (un sospetto, muoiono perché dovevano o perché gli attori avevano chiuso il contratto?).

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