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Assoluzione autoriciclaggio, i motivi

A far cadere l'accusa di autoriciclaggio (la prima in Valle) per Josefina Bienvenida Herrera Nunez (53), titolare di un salone di parrucchiera ad Aosta, e per il suo convivente, Antonino Tripodi (55) è stata la mancanza di "indagini patrimoniali per rogatoria nello Stato caraibico" della Repubblica dominicana. Inoltre l'attico in centro, la villa con piscina e i due saloni di bellezza - che la coppia secondo l'accusa avrebbe realizzato a Santo Domingo inviando a propri conoscenti 150 mila euro di tasse non pagate in Italia - sono antecedenti al 2015, anno in cui è entrato in vigore la norma sull'autoriciclaggio, che di conseguenza non si può applicare. Così il gup Davide Paladino nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 8 gennaio, li ha condannati a due anni di reclusione ciascuno per indebita sottrazione al pagamento delle imposte, assolvendoli perché il fatto non sussiste dall'accusa di associazione a delinquere e - appunto - di autoriciclaggio. La procura aveva chiesto sei anni per ciascuno.

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