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Rocketman

  • Uscita:
  • Durata: 121min.
  • Regia: Michael Gracey, Dexter Fletcher
  • Cast: Taron Egerton, Jamie Bell, Tom Hardy
  • Prodotto nel: 2019 da LAWRENCE BENDER, DAVID FURNISH, STEVE HAMILTON SHAW, MATTHEW VAUGHN PER ROCKET PICTURES, MARV FILMS, MARV STUDIOS, NEW REPUBLIC PICTURES, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuito da: 20TH CENTURY FOX

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Gli eventi della vita dell'eccentrica star della musica inglese Elton John si combinano con elementi fantastici presi dalle sue canzoni.

Dalla critica

  • Cinematografo

    “I’m still standing after all this time Picking up the pieces of my life without you on my mind”… C’è stato un Elton John prima e dopo l’alcool. C’è stato un Elton John (Reginald Kenneth Dwight all’anagrafe) prima di Elton John. Dopo lo straordinario e forse inaspettato successo di Bohemian Rhapsody , Dexter Fletcher questa volta si appropria sin dall’inizio (lì arrivò in corso d’opera dopo l’allontanamento di Bryan Singer) del progetto biopic sull’iconica rock-pop-star britannica. Impossibile raccontarne vita morte (che per fortuna ancora non c’è stata) e miracoli, il film si concentra sulla prima fase della carriera, quella dell’exploit fulmineo dopo un’esibizione al mitologico Troubadour di Los Angeles nell’agosto del 1970, degli eccessi (“sono un alcolista, un cocainomane, un sex addicted, uno shopping addicted”…), delle difficoltà di accettarsi realmente per quello che era. E naturalmente l’origine di tutti i mali è da ricercare nell’infanzia di Reggie – un padre assente e anaffettivo, una madre presente ma svagata – infanzia che però già lasciava presagire lo sconfinato talento musicale di un bambino che, a orecchio, riusciva a suonare il pianoforte con incredibile maestria. Partendo dall’ingresso nel rehab (avvenuto ad inizio anni ’90), Rocketman opera questo percorso a ritroso per andare a ritrovare le radici dell’uomo Elton John e l’esplosione di un musicista cantante showman unico nel suo genere. Lo fa accarezzando i lidi del musical puro, supportato dalla performance straordinaria di Taron Egerton (che già aveva interpretato Elton John dando voce al gorilla del bellissimo Sing , cantando proprio I’m still standing ), trascinante nel suo continuo trasformismo – sempre caro all’eccentrico Elton – e nelle sue esibizioni canore. Taron Egerton è Elton John in Rocketman Anche per questo, ma non solo per questo, Rocketman è prodotto di gran lunga più riuscito rispetto al recente, analogo film sui Queen. Certo, come spesso accade in queste operazioni (stavolta completamente avallata e sostenuta dallo stesso Elton John, che ha anche accompagnato il cast del film sulla Croisette) il pericolo agiografia è dietro l’angolo (e puntuali arrivano i cartelli conclusivi con il cantante in cui si ricorda che è sobrio da 28 anni, abbracciato al marito e ai figli, abbracciato ai bimbi che aiuta con le celebri azioni benefiche), ma resta viva la bontà dell’impianto complessivo, capace di coniugare con disinvoltura gli aspetti lisergici e colorati di un intrattenimento reale. Fino al celebre videoclip di I’m still standing , con l’attore che si ritrova digitalmente sulla sabbia di Cannes insieme ai ballerini originali: “Yeah! Yeah! Yeah!”…

  • Famiglia Cristiana

    Lo abbiamo visto in una sala da più di duemila posti al Festival di Cannes, con il pubblico che ballava sulle note dei successi di Elton John. 'Rocketman' è un musical formato biopic. Spumeggiante, colorato, racconta di una delle rockstar più famose di sempre. Si inserisce nel filone dei rinnovati "musicarelli" ad altissimo budget. Il regista Dexter Fletcher è lo stesso che aveva portato a termine 'Bohemian Rhapsody' dopo le divergenze con Bryan Singer. (...) 'Rocketman' è un ritratto più sincero, pirotecnico, con numeri sfavillanti e coreografie ricercate. Il regista si lancia anche in un piano sequenza selvaggio per Saturday Night s Alright For Fighting, si concentra sull'eccentricità del suo divo, per poi metterlo a nudo. (...) Raggiunge le stelle, crolla sotto le luci della ribalta. Ma il significato della sua esistenza è nelle canzoni: 'I m Still Standing' ('Sono ancora in piedi', come diceva anche il gorilla del bellissimo film d animazione Sing). Promosso a pieni voti il protagonista Taron Egerton.

  • Il Giornale

    Più che un biopic, questo è un musical dove, con il pretesto di far ascoltare alcune delle canzoni più belle (con omissioni) di Elton John, ci costruiscono attorno dei quadretti, più o meno riusciti. La discesa all'inferno dell'artista, tra droga, alcol, amori gay consumati (e ostentati nel film) ma non corrisposti, padre asettico, madre apatica, manager spietato, in una pellicola poco originale e sceneggiata peggio. 'Bohemian Rhapsody', al confronto, pare un film di Fellini.

  • La Repubblica

    In un periodo in cui "cinema" fa sempre più rima con "nostalgia", e dopo il successo di 'Bohemian Rhapsody', il biopic musicale sta diventando un investimento garantito. Dirige Dexter Fletcher, co-regista del film sui Queen, e co-produce lo stesso Elton John: che però (pur limando gli aspetti più estremi della sua personalità) ha evitato di farsi il "santino". (...) Un musical biografico come tanti altri, solo con più luccichini e paillettes e con un apparato visivo più kitsch (che ci sta anche), condotto a ritmo veloce per non interrompere le emozioni dello spettatore. Felice la scelta di Taron Egerton, che "interpreta" il protagonista anziché accontentarsi di imitarlo.

  • La Stampa

    Con Rocketman è in qualche modo inevitabile tirare in ballo 'Bohemian Rhapsody', e non solo in virtù di alcune evidenti analogie (creatività, età, omosessualità) nel percorso esistenziale delle due rockstar inglesi protagoniste. È noto infatti che, dopo l'abbandono del set da parte di Bryan Singer, a terminare il film dedicato a Freddie Mercury è stato proprio il Dexter Fletcher che ora firma la pellicola su Elton John. E la faccenda è ancora più complicata di così, in quanto Fletcher inizialmente aveva rifiutato la regia di 'Bohemian' per divergenze su una sceneggiatura che giudicava troppo edulcorata. Mentre 'Rocketman' si propone come un ritratto senza infingimenti del grande Elton, il quale - e gli fa onore - ha lui stesso preteso che i suoi trascorsi di abuso di droghe, alcool, sessuomania venissero raccontati con completa onestà. Vedendo il film, l'artista ha confessato di essersi commosso alle lacrime: sarà così anche per il pubblico, che pure ama la sua musica non meno di quella di Mercury? (...) in una stilizzata chiave di musical che, pur fluidamente giocato sul filo delle indimenticabili hit di John, resta sotto le righe e non riesce a far scattar l'onda dell'emozione tanto abilmente cavalcata da 'Bohemian Rhapsody'. Ma nei panni del «Nuovo Messia del Rock» (come lo battezzò la critica americana), un coinvolgente Taron Egerton, che canta benissimo lui stesso, si produce in un'interpretazione fantastica, riverberando del personaggio fragilità e ironia, voracità di vita e disperazione, nonché l'immenso talento.

  • Libero Quotidiano

    (...) Piacerà agli eltoniani inguaribili naturalmente. Perché 'Rocketman' fornisce loro quello che volevano. Più o meno un "santino" sul baronetto e tanta tanta musica. I pezzi fatidici di sir Reginald ci sono più o meno tutti: da 'Tiny dancer', 'Your song' a 'Candle in the wind' a 'I'm still standing' a 'Saturday night' s alright for fighting'. Per felice scelta di regia i brani non sono cantati su un palcoscenico, ma accompagnano l'azione, le camminate di Elton fuori dall'inferno. Una domanda che si faranno molti: 'Rocketman' è meglio o peggio di 'Bohemian Rhapsody'? L'interrogativo è legittimo. Il regista è lo stesso (Dexter Fletcher) entrambi i film sono biopic di star del pop. Bè, 'Rocket' è uno spettacolone che appaga sempre occhi e orecchie. E per noi ha un interprete migliore. Taron Egerton come Elton è più bravo di Malek- Mercury perché lo recita non si limita a imitarlo. Certo, a 'Rocketman' manca il pathos. Racconta una storia destinata a finire bene come tutti sanno. Su 'Bohemian' incombeva la tragedia. Mercury superava sé stesso a Wembley e aveva i giorni contati. Lui non lo sapeva, ma il pubblico di 'Bohemian' sì. E ingroppisce da circa un anno.

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