SCEGLI DATA
FILTRA PER FILTRA PER

ESSERE UMANE - Le grandi fotografe raccontano il mondo

ESSERE UMANE - Le grandi fotografe raccontano il mondo

Tra le oltre 250 fotografie in mostra, si possono segnalare sin d'ora le leggendarie immagini di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, la strepitosa serie delle maschere di Inge Morath, realizzata con Saul Steinberg, gli iconici volti dei contadini durante la Grande Depressione di Dorothea Lange, il sorprendente servizio di Eve Arnold su una sfilata di moda ad Harlem negli anni Cinquanta e i rivoluzionari scatti di Annie Leibovitz per una epocale edizione del Calendario Pirelli.

Un viaggio per immagini nell’evoluzione del linguaggio fotografico mondiale, con una specifica attenzione allo “sguardo femminile”, a partire dagli anni Trenta del Novecento, quando grazie all’affermazione delle prime riviste illustrate la fotografia è diventata il principale linguaggio della comunicazione contemporanea. In mostra, dunque, sarà possibile seguire questa evoluzione attraverso i grandi reportage di guerra e i cambiamenti dei costumi sociali, la ricostruzione post-bellica e le questioni di genere, l’affermarsi della società dei consumi e l’osservazione del ruolo della donna nei paesi extra-occidentali.

"Abbiamo voluto - dichiara Guadagnini - creare una mostra che per ampiezza di orizzonte e qualità delle autrici possa posizionarsi tra le più importanti rassegne dedicate alle fotografe di tutto il mondo. Le autrici - prosegue il curatore - che con i loro scatti hanno raccontato l'ultimo secolo con immagini di un Buon Vivere praticato ma anche spesso negato"

Tre sono le sezioni temporali che compongono la mostra:

Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, all’interno della quale vengono affrontati temi cruciali come quello della grande crisi economica statunitense degli anni Trenta, la tragedia della seconda guerra mondiale e la successiva ricostruzione, eventi testimoniati dagli sguardi delle americane Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller, Lisette Model e Ruth Orkin, e delle europee Tina Modotti, Giséle Freund e Inge Morath.

Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta il focus si concentra sui grandi rivolgimenti sociali e di costume, la guerra del Vietnam, l’affermazione della società dei consumi, la mafia e le questioni di genere, che hanno caratterizzato il periodo. In alcuni casi, le artiste non si sono limitate a essere testimoni ma sono state anche protagoniste attive di tali rivolgimenti. Tra le presenze, si citano Susan Meiselas, Eve Arnold, Annie Leibovitz, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Dayanita Singh, Graciela Iturbide, Paola Mattioli, Claudia Andujar.

Negli ultimi anni del Ventesimo secolo e i primi del Ventunesimo il viaggio si concentra infine sull’emersione e sull’affermazione di tutte quelle culture extra-occidentali che acquistano nel periodo una centralità prima sconosciuta e che portano con sé anche tutta una serie di questioni relative al ruolo femminile all’interno dei diversi contesti socio-culturali ed economici. Qui le protagoniste sono fotografe africane come Zanele Muholi, asiatiche come Cao Fei, iraniane come Shadi Gadhirian o Natasha Tavakolian, europee come l’italiana Silvia Camporesi, la ceca residente in Germania Jitka Hanzlova e la giovanissima russa Nanna Heitmann, un’europea che vive in Sudamerica come Cristina De Middel, proprio a rimarcare la specificità di questo momento storico, e come esso si rispecchi nella ricerca fotografica contemporanea.

Si rinnova la tradizione delle mostre fotografiche che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha inaugurato con nel 2015 con Steve McCurry, proseguendo l’anno seguente con Sebastiao Salgado, poi Elliott Erwitt, Ferdinando Scianna e con l’appena conclusa mostra “Cibo”, che ha visto nuovamente protagonista McCurry, richiamando complessivamente a Forlì oltre 200.000 visitatori. Un percorso di immagini che ha accompagnato, aprendolo, il Festival del Buon Vivere, la kermesse che mette al centro il significato profondo del buon vivere, dal punto di vista dell’economia etica, bene comune, uguaglianza, giustizia, innovazione responsabile, sostenibilità e cultura e che quest’anno avrà come tema centrale la parità di genere. La mostra prosegue un percorso narrativo e artistico che attraverso la bellezza, l’emozione, la forza irripetibile e l’incisività della fotografia d’autore promuove e sensibilizza sui temi del buon vivere. Il progresso sociale, la relazione, l’equità e lo sviluppo durevole.

Le date
Dal 28 novembre 2020 al 20 febbraio 2021 Forlì, Complesso Museale di SAn Domenico Folrì

Orari
Da martedì a Domenica: dalle 9.30 alle 19

Chiusure straordinaria
Tutti i lunedì e il 25 dicembre ad eccezione del 28 dicembre e del 4 gennaio

Aperture straordinarie
24 e 31 dicembre dalle 9.30 alle 13.30
1 gennaio 2021 dalle 14.30 alle 19
8, 26 dicembre e 6 gennaio dalle 9.30 alle 19

Info ridotti
Biglietto Ridotto: valido per gruppi superiori alle 15 unità (max 25), minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino
Biglietto Ridotto Speciale: valido per bambini dai 6 ai 14 anni
Biglietto Ridotto Family 3 pax: valido per 2 adulti e 1 bambino fino ai 14 anni
Biglietto Ridotto Family 4 pax: valido per 2 adulti e 2 bambini fino ai 14 anni
Biglietto Integrato Mostra - Musei : valido per l’ingresso alla mostra e ai Musei Civici di Forlì (Pinacoteca Civica e Palazzo Romagnoli)
Biglietto Omaggio: valido per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.

Per maggiori informazioni

Altre date relative all'evento

Acquista
  • 09:30
Orari e prezzi potrebbero cambiare a seconda dei giorni. Controllali sul calendario.

Ti potrebbero interessare

Nel frattempo, in altre città d'Italia...

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963