Pastorale turismo nel segno accoglienza

Ogliastra, un nuovo modello di vacanze. Mare di mattina e di pomeriggio. Poi deejay e rap ad Arbatax, letteratura e teatro tra Jerzu e Perdarsdefogu. E spiritualità a Tortolì. Con incontri, dibattiti che parlano di argomenti di stretta attualità: quest'anno la Pastorale del turismo 2019, promossa dalla diocesi di Lanusei, si occupa di ambiente, alimentazione e lavoro. Tre parole sacre nella terra della longevità che cerca anche di combattere lo spopolamento. Temi da affrontare spaziando tra musica e teatro con ospiti come Pippo Franco, Mogol e Giacomo Poretti, il "nonno" nelle scenette sarde del trio Aldo, Giovanni e Giacomo ai tempi della Gialappa's. La pastorale si è aperta lo scorso 1 agosto davanti a un migliaio di persone e andrà avanti sino al 7 settembre. "Vogliamo dare un'occasione d'incontro alle persone, residenti e turisti, che vogliono riflettere", ha spiegato il vescovo di Lanusei, Antonello Mura, presentando l'evento a Cagliari. "I vacanzieri - ha sottolineato don Pietro Sabatini, responsabile per l'ufficio diocesano della Pastorale del turismo - non cercano solo una Sardegna da cartolina, ma vogliono cogliere lo spirito della comunità". Di alimentazione e ambiente si parlerà con don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, comune della Terra dei fuochi. Verrà poi consegnato il premio "Persona fraterna", il 18 agosto, a Enzo Bianchi, priore e fondatore della comunità monastica di Bose, in provincia di Biella. Parola d'ordine di tutti gli incontri, "Prima l'accoglienza". Chiusura sabato 7 settembre con la lezione spettacolo di Pier Luigi Bartolomei dal titolo "Il lavoro è per l'uomo, non l'uomo per il lavoro, la grandezza della vita quotidiana". Numeri che crescono: agli appuntamenti con gli ospiti di maggior richiamo partecipano sempre oltre mille persone. (ANSA).

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