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Debutta in prima nazionale lo spettacolo "Alice"

Liberamente tratto dall'opera di Lewis Carroll

Sabato 23 Ottobre, alle ore 21, debutta in prima nazionale al Teatro Fenaroli di Lanciano (Ch) “Alice”, l’ultima produzione firmata “Shakespeare in sneakers”. Lo spettacolo sarà replicato domenica 24 alle ore 17.

 

Liberamente tratto da “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll, “Alice” è frutto di due anni di intensissimo lavoro da parte dell’autrice e regista Veronica Pace e degli attori e delle attrici dell’Associazione Teatrale “Shakespeare in sneakers”. Pur mantenendo i personaggi e i tratti narrativi principali dell’opera di Carroll, lo spettacolo se ne discosta profondamente.

 

“Alice” viaggia su due piani, o meglio, tra due mondi: il mondo reale (sopramondo) e il mondo di fantasia (sottomondo). La storia si svolge in un manicomio, dove la protagonista è ricoverata in quanto affetta da disturbo dissociativo dell’identità, a causa del quale percepisce il mondo in maniera distorta. La sua patologia è la conseguenza di un trauma subito nell’infanzia, trauma che ha rimosso nascondendosi in un mondo di sogno costruito ad hoc dalla sua mente. Per Alice l’ospedale psichiatrico è solo la cornice fisica di questo mondo fantastico. Dietro a creature stravaganti e al “mondo delle meraviglie” si nasconde quindi un segreto oscuro, e sogno, incubo e realtà si uniscono e si confondono inesorabilmente. Attraverso questo groviglio emotivo, Alice valica i confini del suo dolore e comincia un percorso di consapevolezza.

 

Gli spettacoli di “Shakespeare in sneakers” sono sempre stati caratterizzati da un impatto visivo molto forte, e “Alice” non è da meno. Le scenografie sono ridotte al minimo per lasciare che siano le performance a riempire lo spazio scenico, e l’intensità, il colore e la direzionalità delle luci che accompagnano i vari momenti della storia sono stati studiati per ottenere il maggiore effetto narrativo.

 

Nel silenzio assordante della malattia, emergono nenie e colonne sonore al confine tra inquietudine e meraviglia, in cui a prevalere sono le voci dei personaggi. “Alice” è senza dubbio figlio del periodo di confinamento dovuto alla pandemia di covid-19 che l’autrice ha passato a scrivere ininterrottamente. La sensazione di precarietà, incertezza, paura e claustrofobia che ha investito il mondo ha sicuramente contribuito alla stesura di un’opera drammaturgica a tratti estenuante, in cui il dissidio umano e lo sconforto la fanno da padrone. Pur essendo uno spettacolo psicologico e sociale, “Alice” è anche e soprattutto un’elegia di rivalsa, una delicata poesia d’amore e di bisogno. La sofferenza catartica della protagonista, per anni soffocata nel mondo della fantasia, la travolge, mandando in cortocircuito quel meccanismo di difesa che l’allontanava da se stessa. La storia di Alice diventa emblema della crudeltà del mondo, ma ci mostra come anche nei luoghi più oscuri la luce riesca a squarciare le tenebre grazie all’amore, la forza più universale.

Spettacolo non adatto ai minori di 14 anni.

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