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A Milano una mostra celebra i 200 anni dalla scomparsa di Napoleone

Nelle sommosse e nelle guerre. Gli archivi milanesi durante l'età napoleonica

 

Nell'ambito delle celebrazioni per il bicentenario della scomparsa di Napoleone Bonaparte, l'Archivio di Stato di Milano ospita, fino al 31 gennaio 2022, la mostra Nelle sommosse e nelle guerre. Gli archivi milanesi durante l'età napoleonicache analizza quali furono le conseguenze e le ricadute prodotte dall’arrivo del nuovo potere napoleonico sugli archivi milanesi.

 

L'esposizione presenta una serie di documenti, carte, pergamene dall'alto significato simbolico, oltre a intestazioni finemente decorate, sigilli, progetti di monumenti, stampe e molti altri pezzi rari tratti dai fondi del patrimonio archivistico milanese.

 

Il percorso espositivo si costruisce lungo quattro filoni narrativi e si apre con la sezione che inquadra da un punto di vista storico il contesto che fa da sfondo alle vicende archivistiche.

 

Qui si trova una selezione di documenti, molti dei quali con firma autografa di Napoleone stesso, che si caratterizza per intestazioni finemente decorate, spesso realizzate da importanti artisti quali Andrea Appiani, per esaltare l’inizio di una nuova era di uguaglianza e libertà.

 

Con Napoleone ci si trova di fronte a un nuovo repertorio di immagini, ricavate dalla simbologia massonica e derivate dalle rappresentazioni dell’antica Roma repubblicana, che doveva raffigurare gli emblemi collegati alla nuova Repubblica Francese.

 

Nacque così una nuova tipologia documentaria: la carta intestata delle lettere e dei documenti ufficiali, caratterizzata da fregi e testate incise dove proliferavano allegorie della Libertà, berretti frigi che troneggiavano in cima agli alberi della libertà, fasci littori dell'autorità romana, raffigurazione di personaggi, esempi di eroismo, influenzati artisticamente dal Neoclassicismo.

 

Composta da 5 sezioni, la rassegna presenta il caso del curioso destino di tre ciocche di capelli di Napoleone, sequestrate nel 1817 a Natale Santini, suo collaboratore giunto in Italia con il singolare "cimelio". I capelli entrarono dunque a far parte del fascicolo archivistico relativo alle indagini sul Santini, arrivato all'interno del fondo Presidenza di Governo. 

 

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