L'eredità mafiosa del padre Orazio Nicolosi jr, killer e boss dei Mazzei

CATANIA - Agli inizi del nuovo millennio Pietro Nicolosi era considerato, a livello criminale, il 'principe' del rione Angeli Custodi. Suo padre, 'Orazio u lisciu', è stato negli anni 80 e 90  il delfino del boss Antonio Puglisi, 'a Savasta. Poi, quando il suo capo ha deciso di voltare le spalle alla malavita ed è entrato nel programma di protezione, Orazio dal carcere si è avvicinato al gruppo di Santo Mazzei. È stata l'epoca dell'estinzione del clan di Nino 'a Savasta. E anche della transumanza nei carcagnusi. Nicolosi jr, conosciuto come Piero 'a palla, si è così ritrovato nell'alveo della famiglia del Traforo, così è chiamata la parte di via Belfiore a San Cristoforo roccaforte territoriale dei Mazzei. Qualche giorno fa è arrivata per lui la condanna a 30 anni di carcere per mafia e droga, ma nel suo curriculum criminale ci sono anche due omicidi. Uno è quello di Giuseppe Ranno, ucciso il 24 ottobre 2001 davanti a un chiosco di bibite in via della Concordia. Pietro 'a palla avrebbe voluto mandare un messaggio chiaro ad alcuni personaggi che avrebbero cercato spazio, soprattutto, nel campo delle estorsioni  prendendo a spallate i Mazzei e allargando la direttrice del potere dei Cappello. Una tensione rovente, che Pietro Nicolosi trasforma in una guerra armata. E in quell'agguato insieme a lui ci sarebbe stato un suo uomo fidato, Salvatore Costanzo, citato anche negli atti del processo Plenum, ndr,, che nell'agosto del 2003 sarebbe stato ucciso proprio per vendicare Giuseppe Ranno. Una testa calda Pietro 'a palla. Perché nel 2002 uccide, senza scrupoli, Melo Magrì. La mafia, però, questa volta non c'entra. La vittima era il fratello del boss emergente dei Santapaola, Franco Magrì. Vicino al gruppo dell'uomo d'onore Daniele Nizza a San Cristoforo, è finito in carcere nelle ultime operazioni della Dda che hanno completamente azzerato l'impero creato dai fratelli di Librino. Ma torniamo alla figura di Nicolosi jr, da anni ormai dietro le sbarre. Sarebbe stato proprio il carcere, nei primi anni 2000, a salvargli la vita. Pietro 'a palla sarebbe stato nel mirino di un gruppo di fuoco. Ma le manette ai polsi sono arrivate prima di qualsiasi pallottola. Leggi tutta la notizia

Categoria: CRONACA

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