Migranti: giudici,eritreo vittima errore

"A fronte degli elementi di prova sinora esposti che consentono di escludere che l'imputato sia il trafficante Medhanie Yedhego Mered, ed in positivo di affermare che questi vada in identificato in Medhanie Tesfamariam Berhe, tutti gli ulteriori dati fattuali, pur valorizzati nell'ottica accusatoria, sono assolutamente inconsistenti e inadeguati a minare l'errore di persone". Lo dicono i giudici della Corte di assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, nelle motivazioni della sentenza con cui a luglio scorso hanno assolto l'imputato dall'accusa di essere il capo di una delle maggiori organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti dall'Africa alla Sicilia. Per i giudici l'imputato sarebbe vittima di un errore di persona e alla sbarra sarebbe finito un falegname eritreo è non io capo della banda. I giudici però, pur negando che si trattasse del boss della tratta, hanno condannato l'africano per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a 5 anni di carcere.

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