Marsilio, qui troppa conflittualità

Trecentoventiquattro giorni sull'asse Roma-L'Aquila-Pescara, passando per le urgenze di Bruxelles: il primo limitato bilancio di Marco Marsilio, presidente d'Abruzzo dallo scorso 10 febbraio, è una salita con brio, una rumba anzi un salterello su più tavoli dove la musica non è quella che immaginava all'inizio, perché, 'un conto è la politica a livello nazionale, sui grandi temi', confrontandosi coi grandi scenari, 'un conto è scendere sul campo e avere a che fare con la logica dell'amministrazione pubblica'. Ma ciò che forse ha fin qui caratterizzato il bilancio del primi 324 giorni da presidente è ben chiaro nella sua mente. "Il limite dell'Abruzzo è di non imporsi mai - dice Marsilio - Alla sua conflittualità ero... preparato, e combatto affinché tutto questo venga superato: a volte ci sono riuscito, a volte ho fatto da garante. Il più grosso difetto incontrato? Il limite della reciproca diffidenza tra persone e luoghi, senza progetti strategici, frutto di una conflittualità secolare, generazionale".

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