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La Festa delle fave di San Nicola

Il rito della cottura

Dopo le funzioni religiose e la processione, in cui viene condotto per le vie del paese un prezioso busto argenteo, nel primo pomeriggio ha inizio il rito della cottura delle fave. In piazza i deputati della festa preparano sette enormi caldaie colme di fave precedentemente ammorbidite in un lungo ammollo nell'acqua. Al primo tocco del campanone si provvede a dare fuoco alle fascine. Ognuno tifa per il caldaio abbinato al proprio quartiere. Infatti è consuetudine che il caldaio che bollirà per primo riceverà un premio e, soprattutto, le felicitazioni di tutti i pollutresi che dallo svolgimento del rito traggono auspici di benessere e prosperità. Le fave, poi, una volta cotte, vengono distribuite insieme alle panicelle e consumate per devozione. Una leggenda narra che San Nicola, Santo dell'abbondanza, come dimostra anche la manna che si distribuisce a Bari e le palle d'oro che egli tiene in mano nella iconografia corrente, avrebbe salvato la gente di Pollutri durante una terribile carestia, moltiplicando a dismisura proprio un pugnetto di fave.

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