SCEGLI IL CINEMA
filtra per filtra per

Men in Black: International

  • Uscita:
  • Regia: F. Gary Gray
  • Cast: Emma Thompson, Liam Neeson, Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Rebecca Ferguson, Kumail Nanjiani, Rafe Spall, Les Twins, Larry Bourgeois, Laurent Bourgeois
  • Prodotto nel: 2019 da WALTER F. PARKES, LAURIE MACDONALD PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuito da: WARNER BROS. ITALIA
  • Tratto da: personaggi del fumetto creati da Lowell Cunningham

TRAMA

Gli Uomini in Nero hanno sempre protetto la Terra dalla feccia dell'universo. In questa nuova avventura, affrontano la loro più grande e più globale minaccia fino ad oggi: una talpa nell'organizzazione Men in Black...

Dalla critica

  • Cinematografo

    Agenti segreti al servizio di un equilibrio intergalattico, dal 1997 a oggi. All’epoca erano Will Smith e Tommy Lee Jones a fare la parte del leone. Erano 007 che agivano nell’ombra, di cui anche i governi ignoravano l’esistenza. L’Area 51 a confronto è una favoletta. Gli alieni erano e sono tra noi, si mimetizzano, fanno finta di essere umani. Hanno i nostri stessi vizi, e non disprezzano i terrestri. In questo nuovo Men in Black: International una “polipessa” lascia morire il suo compare pur di poter passare una notte di fuoco col nostro aitante paladino. Non si può darle torto: l’eroe di turno arriva direttamente dalla Marvel ed è Chris Hemsworth, con al suo fianco Tessa Thompson. Si ricrea la coppia di Thor: Ragnarok . Lui è il “re” dell’ufficio, il più affascinante della città, mentre lei è la stagista, la novellina in prova, con una mente geniale. In un certo senso è ancora la guardiana del regno di Avengers: Endgame , con un pizzico della Detroit di Sorry to Bother You e il carisma della fiamma di Adonis Creed nel dittico Creed e Creed II . Men in Black si tinge di rosa, si uniforma agli standard del politicamente corretto, e punta tutto sull’ironia che sfocia nell’eccesso. Le donne rubano la scena agli uomini, dettano le regole, e si dimostrano ancora più toste dei loro colleghi più blasonati. Ma l’atmosfera scanzonata del primo film qui si perde, in un buddy movie a cui manca la grinta dei tempi d’oro. Lo spirito è International , il viaggio intorno al modo è garantito, e per un attimo possono brillare anche gli occhi quando si apre un portale in cima alla Torre Eiffel. Ma forse il vero problema di questo Men in Black è la mancanza di una scena madre, di un cardine che possa far girare l’intera avventura nel verso giusto (nel caso del terzo capitolo poteva essere l’incursione nella Factory di Andy Warhol o il lancio dell’Apollo 11 a Cape Canaveral). È come se i supereroi ormai si fossero impossessati anche dei Men in Black , mettendo a tacere il talento del regista F. Gary Gray: fenomenale in Straight Outta Compton e pirotecnico in Fast and Furious 8 , senza dimenticare le follie di Giustizia privata . E gli echi di Fast and Furious qui si sentono ancora in un inseguimento in moto che si conclude nel deserto. Di che cosa parla Men in Black: International ? Di una bambina che fin da piccola viene a contatto con i mitici extraterrestri. Decide di consacrare la sua vita alla comprensione dei segreti dell’universo. Studia giorno e notte, cerca i Men in Black in ogni angolo del pianeta. Alla fine riesce a farsi assumere per un periodo di prova, e conosce i pezzi da novanta dell’agenzia: il severo direttore interpretato da Liam Neeson e il blasonato Agente H, uno sbruffone dal cuore tenero. Dovranno unire le forze per evitare l’apocalisse, e il resto è prevedibile. La scelta è se decidere di stare al gioco o scegliere di dimenticare tutto, come se i Men in Black vi avessero cancellato la memoria.

  • La Repubblica

    (...) La scelta della protagonista è un po' meccanicamente portata dai tempi, come il ribaltamento che vede al posto dell'oca bionda il nerboruto attore che già impersonava Thor. I duetti tra i due sono già visti, e punteggiano una trama semplice semplice, con un ribaltamento telefonato a due terzi. E gli effetti speciali, come troppo spesso accade, non riescono a stupire. Rimane simpatico quel gusto di modernariato, di scenografie e luoghi che mostrano il futuribile nel desueto, come i treni-rottami che diventano veicoli aerodinamici, o il laboratorio di riparazione delle macchine per scrivere, che nasconde la base segreta dei 'Men in black'. Più in generale, però, è tutta l'operazione che ormai, a tanti anni dal primo episodio, sembra giocare anche sull'effetto nostalgia, per acchiappare il pubblico di mezza età oltre ai ragazzini. In realtà, alla fine il pubblico over 10 (comunque secondario per questo genere di film) si può consolare riconoscendo le prestazioni di attori che sornioni si prendono in giro: qui Liam Neeson e Emma Thompson, nel ruolo di vecchi capi dell'agenzia.

  • La Stampa

    (...) In assoluto 245 milioni di incasso planetario non sarebbero pochi, ma a fronte di un investimento di 110 milioni di dollari era lecito attendersi qualcosa di più, e adesso in casa Sony si cerca di capire cos' è che non ha funzionato nel re-styling della serie. L'esilità del filo narrativo? I due nuovi agenti scelti a sostituire la coppia vincente composta dal pirotecnico J/ Will Smith e dall' impassibile K/Tommy Lee Jones? In realtà l' egocentrico, aitante H(enry) non manca di fascino e simpatia: lo impersona un autoironico Chris Hemsworth, che non disdegna di indossare pantaloni rosa o di afferrare il primo martello a portata di mano; mentre la graziosa M(olly) Tessa Thompson, già accanto a Thor in veste di Walkiria (Ragnarok), provvede a introdurre, in sintonia con lo spirito MeToo dei tempi, il punto di vista femminile all'interno di un mondo finora rigorosamente maschile. A parte la O/Emma Thompson, che già in MIB 3 era a capo di questa agenzia segreta governativa incaricata di scongiurare minacce aliene sulla Terra. (...)

  • Il Giornale

    Se cercate qui il cuore di una saga che si è sempre caratterizzata per la sua ironia, rimarrete delusi. Questo nuovo capitolo di Men in Black, ribattezzato International, ha rare occasioni di comicità, restando ben lontano dal quella che può essere considerata l'«anima» della serie. Ed è un peccato, perché se avessero sfruttato meglio Hemsworth, ne avrebbe giovato, e di molto, la pellicola. È allora un brutto film? Dipende. Nel senso che se andate al cinema pensando di vedere la falsariga delle puntate precedenti, rimarrete delusi. Se, invece, non siete dei patiti del franchise, ma amate il genere fantasy, allora, soprattutto in questo periodo estivo, troverete pane per i vostri denti. (...)

VEDI TUTTE LE RECENSIONI

In programmazione in questi cinema

Cosa vuoi fare?

Idee per il tempo libero

SCOPRI TUTTI GLI EVENTI

Altri film nei dintorni

Nel frattempo, in altre città d'Italia...