Codice della Strada, le regole più assurde nel resto d’Europa

Ci sono regole davvero assurde nel Codice della Strada del resto d'Europa. Per non farsi cogliere in contrattempo (e pagare multe salate) tanto vale prepararsi

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Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

Pensate di conoscere le regole del “vivere civile”? Forse ci tocca smentirvi, soprattutto nel caso in cui amiate viaggiare in auto. In Europa, infatti, ci sono alcune norme di guida che potrebbero lasciarvi sorpresi o, addirittura, sconcertati. Mentre in tanti sono sul punto di partire all’estero, alla scoperta di luoghi inesplorati, che sia al mare, in montagna oppure in città d’arte, delle dritte vi possono essere utili. Avvezzi al Codice della Strada italiano siamo portati a credere che certe regole valgano dappertutto. Ma ogni Paese ha le sue peculiarità e, se delle nostre abitudini sembreranno strane all’estero, vale pure il viceversa. Andiamo allora a scoprirne cinque, in grado di cogliervi alla sprovvista.

Chiavi dimenticate? Scatta la multa

Nella vicina Svizzera, si sa, nulla sfugge al controllo. Tutto deve filare regolare, come un… orologio svizzero, giusto per riprendere un noto modo di dire. Ebbene, nello Stato elvetico dimenticare le chiavi del veicolo a bordo può costare non solo il furto, bensì pure una multa salata. Inoltre, il legislatore vieta di lavare la vettura di domenica. Gli organi competenti di Malta, Bulgaria, Bielorussia e Russia perseguono coloro che vanno in giro con la quattro ruote sporca.

Terra della “vida loca”, la Spagna pullula di discoteche e di locali notturni. Guai, però, ad alzare la musica “a palla” al volante: così come le telefonate, costituisce un tabù assoluto. Persino guidare con indosso gli auricolari, sia per ascoltare musica che per parlare al telefono, configura un illecito. Si accetta solo il vivavoce e, grazie al cielo, con l’innovazione tecnologica degli ultimi anni sempre più auto, anche di fascia bassa, lo prevedono.

In passato gli autostop erano una pratica comune, emblema di un animo selvaggio, amante dell’avventura e della vita on-the-road. Se vi trovate in Svizzera, Liechtenstein e Russia non azzardatevi a porvi sul ciglio della strada e ad alzare il pollicione, in attesa di qualche buon’anima disposta a darvi uno “strappo”: configura un illecito.

Niente acqua, please

Circolare sotto effetto di sostanze è, ovviamente, proibito in Italia e nel resto del Vecchio Continente. L’Unione Europea ha intrapreso una crociata contro quei cattivi comportamenti rei di porre l’incolumità propria e altrui a repentaglio. Tuttavia, forse vi sfugge che in Macedonia è proibito anche al passeggero anteriore “alzare il gomito”. In Francia è, invece, obbligatorio avere con sé un alcoltest fai da te, pena una multa di 11.000 euro. Sfociamo nell’approccio di tolleranza zero sull’isola di Cipro, che, oltre a bandire le bevande alcoliche, dice “no” all’acqua. In Grecia permane il veto sul fumo.

Se dimentichi di mettere la freccia in Italia ti linciano, altrove è un optional, a Malta per l’esattezza. Fa l’esatto opposto la Slovenia, che obbliga a inserire una vettura in retromarcia, dotata delle quattro frecce. Tema parcheggi: in Spagna si lascia su lati diversi della strada a seconda del giorno della settimana. In Bielorussia, al contrario, non sanno neppure cosa sono parchimetri e posti riservati ai disabili. Infine, in Islanda è vietato oltrepassare con le ruote il limite della carreggiata (salvo aree delimitate): ne va della flora.