Kendall Jenner si regala una Ferrari 512 TR, la supercar anni ’90 amata dai collezionisti

Colpo da collezionista per Kendall Jenner, che mette in garage la Ferrari 512 TR: un investimento da oltre 300.000 dollari per celebrare l'eredità del Flat-12

Foto di Manuel Magarini

Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

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Per molti è solo la “sorella di”, per altri la regina delle passerelle da 20 milioni di dollari l’anno. Ma per gli appassionati di motori, Kendall Jenner è appena diventata quella che ha avuto la fortuna (economica) di mettersi in garage una Ferrari 512 TR. Anche se quando il bolide di Maranello debuttò lei non era neppure nata, la top model ha puntato dritto al “punto dolce” della produzione del Cavallino, meno teatrale della Testarossa classica, ma molto più efficace nelle curve impegnative.

L’evoluzione che ha “corretto” il mito Testarossa

Appena sente parlare di una Ferrari larga e con le lamelle laterali, il grande pubblico pensa a una Testarossa. Se, però, viene interrogato un vero appassionato, potrà confermare come tra il gioiello degli anni Ottanta e la 512 TR presentata nel 1991 c’è un abisso. Mentre la prima, icona pop della serie Miami Vice, soffriva di alcuni limiti dinamici, la 512 TR (dove TR sta appunto per Testa Rossa) corregge le sbavature e sprigiona efficacemente i 428 CV del 12 cilindri boxer da 4.9 litri, nascosto sotto la grande griglia posteriore.

Tra le ultime bellezze analogiche della Casa, la 512 TR non ti concede il lusso di appoggiarti sui controlli di trazione elettrici o cambi a doppia frizione. Il selettore manuale a cinque marce con la leggendaria griglia metallica richiede concentrazione al volante, delle pretese elevate che potrebbero aver stuzzicato Kendall Jenner, che alla comodità di un software ha preferito il carattere di una meccanica spietata.

Rispetto alla sua antenata, la 512 TR beneficia di un telaio irrigidito e un baricentro più radente al suolo. La scelta dei tecnici di Maranello di abbassare il motore mirava a massimizzare la precisione e la stabilità della vettura nei cambi di direzione, forgiando un veicolo dalla solidità granitica anche al raggiungimento dei 314 km/h di velocità massima.

Il design curato da Pininfarina ne preserva l’impatto scenico, caratterizzato da fianchi larghissimi — quasi come un camion, ma alti meno di un metro e venti — e un muso reso più pulito e moderno dagli interventi stilistici degli anni ’90. Lontano dall’eleganza rassicurante (e talvolta asettica) delle Gran Turismo contemporanee, la 512 TR esibisce una fisicità prepotente.

Quotazioni alle stelle

Gli scatti pubblicati sui profili social della stessa Kendall Jenner danno una scossa al mercato. Prodotta in soli 2.261 esemplari, la 512 TR è ormai uscita dall’ingombrante ombra della Testarossa e le quotazioni attuali sul mercato si aggirano intorno ai 300.000 euro, con punte superiori ai 350.000 per gli esemplari con pochi chilometri e manutenzione documentata.

Non è il primo incontro tra Kendall Jenner e Maranello. La modella possedeva già una 488 GTB (oltre a diverse altre auto da sogno, tra cui un’Audi R8), ma la 512 TR porta il discorso lontano dalle fredde performance e rimette al centro il valore di una supercar meno addomesticata. In una mossa, la 512 TR ottiene il riscatto tanto meritato. Del resto, è stata lei una delle ultime Ferrari stradali a motore centrale con il leggendario Flat-12, prima del passaggio all’unità anteriore con la 550 Maranello. Certi pezzi di storia non tornano: era l’ora di consacrarla una volta per tutte al mito automobilistico.