Sarà capitato a moltissimi di voi di accorgersi, non appena allontanati da casa in auto, di aver dimenticato di portare con sé la carta d’identità o il passaporto e di essere costretti a tornare indietro per evitare di viaggiare senza documento di riconoscimento.
Situazione comune, che però potrebbe essere risolta in altro modo: nella maggior parte dei casi, infatti, la patente di guida vale come documento di identità. Possiamo dire che i due documenti in Italia sono equipollenti e anche in caso di alt da parte delle forze dell’ordine, non c’è bisogno di esibire altro documento di riconoscimento.
La tesserina in plastica rilasciata dagli uffici della Motorizzazione Civile, infatti, ha pieno valore legale e può essere usata senza problemi in fase di identificazione sul territorio nazionale. Esistono delle differenze fondamentali che bisogna sapere, e che si basano sull’uso che bisogna farne, e le vediamo di seguito.
Indice
Validità come documento d’identità
Secondo l’Art. 35 del D.P.R. 445/2000, la patente in Italia è considerata un documento di riconoscimento equipollente alla carta d’identità poiché è rilasciata da un’amministrazione dello Stato (il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) ed è munita di fotografia e timbro.
Si può quindi usare per identificarsi davanti a pubblici ufficiali, banche, uffici postali o per accedere a concorsi pubblici. Questo vale sia per il vecchio formato cartaceo che per quello plastificato.
Esistono dei limiti
Nonostante l’equipollenza per l’identificazione, la patente di guida non può sostituire totalmente la carta d’identità, si tratta comunque di due documenti differenti. In particolare, serve la carta d’identità in alcuni casi specifici:
- se si fa un viaggio all’estero, in questo caso la patente di guida non è un documento di riconoscimento valido per l’espatrio. Per viaggiare fuori dall’Italia (anche nei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea), è assolutamente obbligatorio avere con sé la carta d’identità valida per l’espatrio oppure, in sua assenza, il passaporto;
- per la certificazione della cittadinanza, in questo caso infatti la patente non certifica la cittadinanza del titolare, ma solo l’abilitazione alla guida, quindi è necessario presentare la carta d’identità.
Vediamo tutti i dettagli.
Si può sempre usare la patente come documento di riconoscimento?
In Italia, la patente di guida non può essere usata sempre come documento di identità. Come abbiamo detto, ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. 445/2000, si tratta di un documento di riconoscimento equipollente alla carta d’identità, ma esistono eccezioni e limiti invalicabili, tra cui i viaggi all’estero e la certificazione della cittadinanza, come spiegato, ma anche nel caso di cittadini non italiani.
Per gli stranieri infatti la patente di guida italiana può non bastare come unico documento d’identità, poiché le autorità possono chiedere anche il passaporto o il permesso di soggiorno per verificare la regolarità della permanenza sul territorio.
Dove è accettata
Sul territorio nazionale, la patente deve essere accettata per:
- operazioni all’interno di uffici pubblici come le Poste Italiane, il Comune, il Ministero;
- operazioni presso enti privati e banche;
- identificazione da parte delle forze dell’ordine a un posto di blocco o eventi simili;
- accesso esami e/o concorsi pubblici.
Ci sono alcuni casi, sebbene rari, in cui degli uffici privati possono richiedere la carta d’identità per alcune loro procedure interne, ma per la legge italiana il rifiuto della patente come documento di riconoscimento da parte di un pubblico ufficiale può addirittura costituire un’omissione di atti d’ufficio.
Esistono persone che non possono usare la patente come documento di identità?
Per alcune categorie di persone la patente di guida non è sufficiente o non può essere usata come documento d’identità all’interno del territorio italiano:
- cittadini stranieri (Extra-Ue), la patente non vale per l’identificazione ufficiale;
- cittadini dell’Unione Europea (non italiani), all’interno dell’Unione Europea le patenti sono tutte riconosciute per guidare, ma non come documenti d’identità validi ai sensi della direttiva europea 2004/38/CE perché non contengono tutte le informazioni necessarie, come la cittadinanza o lo stato civile;
- persone che presentano una patente illeggibile o degradata, che perde quindi il suo valore di riconoscimento per chiunque. Se i dati sono illeggibili, la foto è sbiadita o inesistente o se ci sono errori gravi nei dati anagrafici, allora il documento può essere rifiutato nelle sedi ufficiali;
- minorenni con patente AM o A1, anche il patentino e la patente della moto contengono foto e timbro, però ci sono alcune procedure amministrative rigide che necessitano la carta d’identità rilasciata dal Comune, che certifica anche la patria potestà o l’assenso dei genitori.
Da quando la patente è diventata documento di riconoscimento
La patente di guida viene considerata come un documento di riconoscimento in Italia dal 1967, ma la conferma definitiva arriva con il D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000.
È questo infatti il testo unico attuale che mette la parola “fine” a qualsiasi dubbio, specificando che tutti i documenti rilasciati da una pubblica amministrazione, muniti di fotografia e di timbro (o segnatura equivalente), come la patente di guida, il passaporto o il porto d’armi, sono equipollenti alla carta d’identità.
Si è creata un po’ di confusione in passato, quando è stata introdotta la patente “formato tessera/card”, che non presenta più l’indirizzo di residenza, a differenza di quella cartacea del passato. Tuttavia, il Ministero dell’Interno ha chiarito con differenti circolari che anche la patente plastificata rimane un documento di identità valido a tutti gli effetti.
La patente elettronica è documento di identità?
E infatti questa è una domanda che ancora oggi si fanno in tanti, troppi. Ma la risposta è sì, la patente elettronica (quella nel formato card plastificata) è a tutti gli effetti un documento di riconoscimento equipollente alla carta d’identità in Italia.
Attenzione solo a una cosa importante, da non confondere con quanto detto sinora: la patente digitale IT Wallet, ovvero la versione che viene caricata sull’App IO, è valida per i controlli stradali in Italia, ma per procedure amministrative complesse o identificazioni formali fisiche non può essere considerata valida, o meglio, non sempre. È quindi importante avere con sé il supporto plastificato originale, per evitare problemi, visto che in alcuni casi potrebbe essere richiesto.
Circolare del Ministero per patente come documento di identità
Le circolari principali che confermano la validità della patente come documento di identità sono tre e sono state emanate dal Ministero dell’Interno per chiarire i dubbi interpretativi, vediamole nel dettaglio, riassunte:
- la prima è la circolare n. 4 del 14 marzo 2000: ha chiarito per la prima volta che la patente di guida, essendo rilasciata da un’amministrazione dello Stato e munita di fotografia, è un documento di identità a tutti gli effetti ai sensi del D.P.R. 445/2000;
- poi viene la circolare n. 107/2010: è intervenuta specificamente sul formato card plastificato, per andare a chiarire molti dubbi che si erano creati in quel momento. Tanti uffici avevano difficoltà a capire se si poteva usare la patente come documento di riconoscimento oppure no, perché nel documento formato tessera non viene più segnato più l’indirizzo di residenza, come avveniva in passato con il formato cartaceo. Ma il Ministero ha subito chiarito che l’assenza della residenza non incide sulla funzione di identificazione, rendendo la patente elettronica valida quanto quella cartacea;
- e infine c’è una nota del Ministero dell’Interno, la n. 400/A/2013/1.12.3, che ha nuovamente specificato che la patente è un documento di riconoscimento equipollente alla carta d’identità per tutte le finalità di identificazione sul territorio nazionale.
Secondo queste circolari quindi nessun ufficio pubblico o ente privato può rifiutare la patente di guida come documento di riconoscimento, a meno che non sia scaduta, contraffatta, illeggibile, deteriorata, manchino i dati anagrafici corretti o la foto. Il rifiuto ingiustificato può anche configurare il reato di omissione di atti d’ufficio.
La patente vale come documento di identità per viaggiare?
In questo caso, la validità della patente come documento d’identità dipende dalla destinazione:
- per voli e treni nazionali, all’interno del territorio italiano, la patente è riconosciuta come documento di identità, quindi valida per l’imbarco o il controllo del biglietto, poiché l’identificazione avviene su territorio italiano secondo il DPR 445/2000;
- per quanto riguarda invece l’Europa (Area Schengen e Ue) non possiamo invece dire lo stesso. È vero, esiste un formato unico di “patente europea”, che vale come permesso di guida per tutta l’Ue, ma non è un documento di viaggio e quindi, per attraversare i confini (anche all’interno dell’area Schengen), la legge richiede un documento valido per l’espatrio (che non è appunto la patente di guida, ma passaporto o carta di identità). Il motivo c’è: la patente non certifica la cittadinanza, dato necessario per circolare tra Stati diversi;
- nel Mondo (Extra Ue), non è mai possibile viaggiare con la patente di guida come documento di riconoscimento identità. In questi casi nemmeno la carta di identità basta, è obbligatorio il passaporto. La patente non ha alcun valore legale come documento di identità internazionale e non viene accettata per l’ingresso in paesi stranieri o per le procedure di visto.
Attenzione al caso di San Marino, qui serve la carta d’identità anche per noi italiani, diverso invece per Livigno, che non è estero ma Italia, quindi la patente basta.