Le cosiddette auto senza patente non sono veicoli che si possono guidare senza alcun titolo di guida. Per condurre una minicar o una microcar serve comunque una licenza di guida: nella maggior parte dei casi la patente AM, conseguibile dai 14 anni, oppure la patente B1, disponibile dai 16 anni per i quadricicli più potenti. La differenza rispetto a un’automobile tradizionale è la non indispensabilità della patente B, quella richiesta per guidare le normali autovetture.
Il Codice della Strada classifica i veicoli in categorie diverse e distingue ciclomotori, motoveicoli, autoveicoli e altre tipologie. Le minicar rientrano nel mondo dei quadricicli, cioè veicoli a quattro ruote con limiti tecnici di massa, potenza e velocità. Le minicar sono quadricicli leggeri, non superano i 45 km/h e possono essere guidate con patentino AM dai 14 anni mentre i quadricicli pesanti richiedono la patente B1 o B dai 16 anni in su.
Indice
Cosa sono minicar, microcar e quadricicli
Nel linguaggio commerciale si usano parole diverse: minicar, microcar, auto senza patente, quadricicli elettrici, city car leggere. Dal punto di vista giuridico a contare è la distinzione tra quadricicli leggeri e quadricicli pesanti. I primi appartengono alla categoria L6e, i secondi alla categoria L7e.
I quadricicli leggeri sono i veicoli che più spesso vengono chiamati auto senza patente. Hanno dimensioni compatte, velocità limitata, massa contenuta e prestazioni pensate soprattutto per la città. Possono essere guidati con patente AM e sono equiparati, per molti aspetti, ai ciclomotori. I quadricicli leggeri sono assimilati ai ciclomotori e possono essere condotti da chi possiede patente AM, conseguibile al compimento dei 14 anni, o una categoria superiore.
I quadricicli pesanti sono più prestazionali. Possono raggiungere velocità superiori e richiedono la patente B1, conseguibile dai 16 anni, oppure la patente B. In questa categoria rientrano modelli più robusti, spesso più vicini per impostazione a una piccola automobile urbana, ma sempre soggetti a limiti tecnici.
Patenti AM e B1, cosa posso guidare
La patente AM è il titolo minimo richiesto per guidare i quadricicli leggeri. Abilita alla guida di ciclomotori e quadricicli leggeri. Nell’ambito dell’Unione europea è valida a partire dai 16 anni, salvo il riconoscimento da parte dei singoli Stati del limite dei 14 anni. In Italia può essere infatti conseguita a 14 anni. Con la patente AM si possono guidare minicar con velocità massima di 45 km/h e potenza limitata. Per i quadricicli leggeri con abitacolo chiuso la potenza massima è fino a 6 kW mentre per altre configurazioni il limite può essere inferiore.
La patente B1 permette di guidare quadricicli diversi da quelli leggeri. In pratica riguarda i mezzi della categoria L7e, più potenti e più veloci delle minicar da patente AM. La B1 abilita alla guida di quadricicli con massa a vuoto fino a 400 kg per il trasporto persone, o 550 kg per il trasporto merci, esclusa la massa delle batterie nei veicoli elettrici, e con potenza massima fino a 15 kW.
La patente B1 si può conseguire dai 16 anni. È una soluzione intermedia per chi vuole guidare un mezzo a quattro ruote più prestazionale di una minicar limitata a 45 km/h, ma non ha ancora l’età per ottenere la patente B. Non va però confusa con una patente auto ridotta. La B1 non consente di guidare una normale automobile: autorizza soltanto la guida dei quadricicli pesanti che rispettano i limiti previsti.
Sul mercato italiano questa categoria è meno popolare rispetto alle minicar AM, ma sta tornando interessante con alcuni quadricicli elettrici più evoluti. Il vantaggio è una maggiore versatilità urbana ed extraurbana a bassa percorrenza. Il limite resta la natura del veicolo, che non offre le stesse prestazioni, la stessa protezione e la medesima libertà d’uso di una vera automobile.
Dove possono circolare le auto senza patente
Le minicar da patente AM sono pensate per l’uso urbano. Possono circolare sulle strade consentite alla loro categoria, ma non sono adatte alle arterie veloci e non vanno confuse con autovetture tradizionali. In generale i quadricicli leggeri non possono essere usati su autostrade e strade extraurbane principali perché appartengono alla categoria dei veicoli non ammessi su quelle infrastrutture.
Con una velocità massima di 45 km/h, una microcar si muove bene nei centri urbani, nei quartieri residenziali e nei tragitti brevi. Su strade dove il traffico procede a 70 o 90 km/h, diventa un elemento vulnerabile. I quadricicli pesanti da patente B1 possono offrire una velocità più alta, fino a circa 80 km/h nei limiti della categoria, ma restano comunque mezzi specifici.
Le minicar offrono più protezione di uno scooter contro pioggia, freddo e piccoli urti, ma non garantiscono il livello di sicurezza passiva di un’automobile tradizionale. Struttura, massa, sistemi di assistenza, comportamento in caso di crash e dotazioni di sicurezza non sono paragonabili a quelli di un’auto moderna di categoria M1. Significa che devono essere usate per ciò che sono: veicoli leggeri da mobilità urbana.
Assicurazione, bollo e costi di gestione
Le auto senza patente devono essere assicurate. Non c’è una deroga perché il veicolo è piccolo o guidabile senza patente B. La responsabilità civile è obbligatoria per circolare su strada pubblica, esattamente come per gli altri veicoli a motore. In molti casi le compagnie assicurative trattano i quadricicli leggeri in modo vicino ai ciclomotori, ma il premio varia molto in base a età del conducente, provincia, alimentazione, valore del mezzo e garanzie accessorie.
Il costo dell’assicurazione non è sempre basso. Una minicar guidata da un quattordicenne o sedicenne viene valutata dalle compagnie con un profilo di rischio specifico e può incidere sul premio. Anche il bollo e gli eventuali costi locali vanno verificati. I quadricicli possono seguire regole diverse rispetto alle autovetture e le differenze regionali hanno il loro peso. A questi costi si aggiungono manutenzione, pneumatici, freni, batteria nel caso delle elettriche e ricambi.
Auto senza patente usate, cosa controllare
Il mercato dell’usato è molto attivo, soprattutto per le minicar tradizionali diesel e per i modelli guidati da adolescenti. Una microcar usata può aver vissuto una vita urbana intensa, con parcheggi stretti, piccoli urti, manutenzione irregolare e conducenti inesperti. Il chilometraggio, da solo, dice poco.
Prima di acquistare, si consiglia di controllare:
- documenti;
- omologazione;
- categoria del veicolo;
- revisione;
- stato della carrozzeria;
- telaio, freni, sospensioni;
- pneumatici;
- impianto elettrico, eventuale batteria di trazione e disponibilità dei ricambi.
Per i modelli elettrici, la batteria è il punto centrale: autonomia reale, stato di salute e costo di sostituzione possono cambiare la convenienza dell’acquisto.
Il nuovo offre garanzia, tecnologia più aggiornata, batterie fresche nel caso delle elettriche e minori incognite. Costa però di più, soprattutto se si scelgono modelli premium o minicar con dotazione ricca. L’usato permette di risparmiare, ma richiede controlli più severi e può diventare costoso se emergono problemi meccanici o documentali.
Per un adolescente al primo veicolo, il nuovo può avere senso se la famiglia vuole massima tranquillità e assistenza ufficiale. Per un uso occasionale o per brevi tragitti, un usato recente e ben controllato può essere più razionale. Per un adulto che cerca un mezzo urbano alternativo, il confronto va fatto anche con scooter, e-bike, abbonamenti al trasporto pubblico, car sharing e city car usate.