Alexander Albon, il profilo del pilota: bio, carriera, curiosità

Il pilota anglo thailandese è pronto a togliersi nuove soddisfazioni con la Williams. La sua grande abilità difensiva lo rende uno dei piloti F1 più completi

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Matteo Mattei

esperto di motorsport e automotive

Classe 1982, a Favalanciata cresce con pane e Max Biaggi. Ha collaborato con varie testate online spaziando tra Esports e motori. Il mio motto: ''Per aspera ad astra''.

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Alexander Albon è uno dei volti più interessanti del panorama attuale della F1. Il pilota anglo thailandese ha vissuto una carriera fatta di alti e bassi, ma ha sempre saputo rialzarsi con grinta e talento. Dalla gavetta nelle formule minori al debutto con la Toro Rosso, dal sogno Red Bull alla consolidata rinascita con Williams, ripercorriamo la storia di un pilota che non ha mai smesso di credere in sé stesso.

Nato il 23 marzo 1996 a Londra, ha dimostrato di meritare un posto nel circus. Nel 2026 continua a essere la punta di diamante della Williams, con l’obiettivo di spingere il team inglese sempre più in alto e il sogno di tornare a lottare per le posizioni di vertice potrebbe diventare realtà.

Le origini e la passione per le corse

Nella famiglia di Albon i motori sono di casa, il padre Nigel è stato un pilota britannico di successo nelle corse endurance e turismo. Fin da bambino, Alexander dimostra una grande passione per la velocità e inizia a correre nei kart all’età di otto anni. Il suo talento è evidente sin da subito e lo porta a vincere diversi campionati. Nel 2010 entra nel prestigioso Red Bull Junior Team, ma dopo qualche stagione difficile perde il supporto della scuderia austriaca. La sua determinazione lo spinge a proseguire il percorso nelle monoposto, fino a diventare uno dei piloti più promettenti della sua generazione.

La scalata nelle formule minori

Dopo il karting, Albon fa il suo debutto nelle monoposto nel 2012, gareggiando nella Formula Renault 2.0. I risultati iniziali sono altalenanti, ma nel 2014 si mette in mostra con alcuni podi importanti. Nel 2015 passa alla F3 Europea con il team Signature, chiudendo la stagione al settimo posto in classifica generale.

L’anno della svolta arriva nel 2016, quando si trasferisce in GP3 Series con ART Grand Prix. Qui diventa uno dei protagonisti della stagione, battagliando con Charles Leclerc e chiudendo il campionato al secondo posto. Questo risultato gli apre le porte della F2 nel 2017, ma è nel 2018 che il suo talento esplode definitivamente vincendo quattro gare con DAMS e chiudendo il campionato al terzo posto dietro George Russell e Lando Norris.

Il debutto in F1

Il 2019 segna il grande salto di Albon in F1. Dopo un inaspettato annuncio, la Red Bull lo riaccoglie nel suo programma giovani e lo schiera con la Toro Rosso al fianco di Daniil Kvyat. Il suo debutto è impressionante, sin dalle prime gare dimostra velocità e solidità, conquistando punti importanti. Le sue prestazioni non passano inosservate e, dopo la pausa estiva, arriva la chiamata della Red Bull Racing per sostituire Pierre Gasly. Il team di Milton Keynes lo affianca a Max Verstappen, dandogli la grande opportunità di correre con una monoposto di vertice.

L’esperienza in Red Bull

Il 2019 di Albon con Red Bull è positivo pur non ottenendo podi, dimostra una buona costanza e viene confermato per il 2020. Tuttavia, la stagione successiva si rivela complicata. Il confronto con Verstappen è impietoso e Albon fatica a tenere il passo del compagno di squadra che straccia diversi record. Nonostante due podi conquistati al Mugello e in Bahrain, il suo rendimento non convince del tutto la Red Bull, che alla fine del 2020 decide di sostituirlo con Sergio Perez. Per Albon un duro colpo, ma invece di arrendersi sceglie di rimanere nel team come pilota di riserva e lavora intensamente al simulatore per migliorare.

La Williams

Dopo un anno di pausa forzata, nel 2022 arriva l’opportunità di tornare in griglia con la Williams. Il team alla ricerca di un pilota di talento per sostituire George Russell, punta su Albon e gli affida il ruolo di prima guida. Il ritorno in pista è sorprendente nonostante una vettura poco competitiva, Albon riesce a portare punti preziosi alla squadra e dimostra di essere maturato molto rispetto al passato.

Nel 2023 e nel 2024 consolida la sua posizione, diventando il pilota di riferimento della Williams e ottenendo piazzamenti regolari nei punti. Nel 2025 continua a farsi notare con risultati solidi, contribuendo in modo significativo alla crescita della scuderia per l’attuale stagione. Lo stesso James Vowles, Team Principal della Williams, ha più volte elogiato la leadership di Albon e il suo contributo alla strategia di sviluppo della vettura.

Lo stile di guida

Il suo stile di guida pulito e la sua capacità di gestire le gomme lo rendono un elemento chiave per il futuro della Williams Racing, tanto che la squadra punta su di lui per guidare il progetto nei prossimi anni. Con i suoi 186 centimetri di altezza e i 74 chilogrammi di peso è uno dei piloti più versatili e adattabili della F1 moderna. Il thailandese ha una straordinaria capacità di difesa in gara. Albon predilige traiettorie ampie e attacchi all’esterno, sfruttando la massima aderenza disponibile per uscire più veloce dalle curve. Questa tecnica lo ha reso protagonista di manovre spettacolari, e in più occasioni nel corso delle ultime stagioni ha dimostrato di saper mantenere la posizione con manovre pulite ma decise, soprattutto in battaglie serrate nei punti.

Numeri e curiosità

Oltre alla sua carriera in pista, Albon è un personaggio molto apprezzato anche fuori dai circuiti. Ha il doppio passaporto britannico e thailandese, ma corre sotto la bandiera della Thailandia in onore della madre. Nel corso della sua carriera in F1 ha raggiunto oltre 100 partenze, incluso il raggiungimento della sua 100esima partenza al GP degli Stati Uniti del 2024. È stato il primo pilota thailandese a salire sul podio di F1 e, nonostante la sua esperienza, continua a godere di un forte rapporto con i tifosi per il suo carattere umile e genuino. Ama gli animali e ha diversi cani, spesso protagonisti delle sue foto sui social.

Obiettivo top team

Dopo il suo ritorno da pilota ufficiale in F1, Alexander Albon ha dimostrato ampiamente di meritare un posto nel circus e il suo nome viene spesso accostato a squadre di vertice. Con l’evoluzione della griglia e i continui cambiamenti di line‑up, non è escluso che possa avere una nuova opportunità con un team più competitivo nei prossimi anni, soprattutto se continuerà a ottenere risultati solidi e costanti.

Per ora, la sua missione nel 2026 è portare la Williams a competere stabilmente con le squadre di centro gruppo e, quando possibile, insidiare anche le posizioni di vertice. Con il talento e la determinazione che lo contraddistinguono, il sogno di tornare a lottare per le posizioni di testa potrebbe diventare realtà, una possibilità concreta anche con l’attuale team se la Williams proseguirà il suo processo di crescita tecnica e sportiva. Se questo accadrà, Albon potrebbe essere uno dei protagonisti più incisivi della stagione e un esempio per la nuova generazione di piloti.