Fernando Alonso, il profilo del pilota: bio, carriera, curiosità

Due volte campione del mondo, talento puro e una carriera leggendaria: storia del pilota asturiano tra trionfi, sfide e un'infinita passione per la F1

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Matteo Mattei

esperto di motorsport e automotive

Classe 1982, a Favalanciata cresce con pane e Max Biaggi. Ha collaborato con varie testate online spaziando tra Esports e motori. Il mio motto: ''Per aspera ad astra''.

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Nel panorama della F1, pochi nomi risuonano con la stessa forza di Fernando Alonso. Due volte campione del mondo, ha scritto pagine indelebili nella storia del motorsport grazie al suo talento, alla sua determinazione e a una carriera lunga e ricca di successi.

Nato il 29 luglio 1981 a Oviedo in Spagna, è uno dei personaggi più amati e rispettati del Circus. Nel 2026, a 44 anni, continua a essere uno dei piloti più longevi e competitivi della griglia, dimostrando che la passione per le corse non ha età.

Dalle origini ai primi successi

Alonso ha dimostrato fin dalla giovane età una passione irrefrenabile per le corse. Il padre, appassionato di motori, gli regalò un kart quando aveva solo tre anni e da lì iniziò un percorso che lo avrebbe portato ai vertici del motorsport mondiale. Negli anni ’90 dominò le competizioni kartistiche in Spagna e in Europa, attirando l’attenzione di talent scout e team manager. Il salto alle monoposto avvenne nel 1999 con il campionato Euro Open by Nissan, che vinse al primo tentativo. Questo successo gli aprì le porte della Formula 3000, ultimo step prima della F1.

L’esordio e i titoli mondiali in Formula 1

Il debutto in F1 avvenne nel 2001 con Minardi, un team non di vertice ma che gli permise di mettere in mostra il suo talento nonostante le limitate risorse tecniche. Le sue prestazioni non passarono inosservate e su precisa indicazione di Flavio Briatore, nel 2002 divenne collaudatore per Renault, squadra con cui avrebbe poi scritto la storia. Nel 2003 Alonso ottenne il primo podio e la prima vittoria in F1, diventando il pilota più giovane a riuscirci fino a quel momento. Nel 2005, al volante della Renault R25, vinse il suo primo titolo mondiale, interrompendo l’egemonia di Michael Schumacher e della Ferrari. L’anno successivo, nel 2006 il secondo titolo mondiale, battendo ancora il tedesco e dimostrandosi il nuovo punto di riferimento della F1.

La McLaren, la Renault e l’era Ferrari

Nel 2007 passò alla McLaren, dove si trovò a dover fronteggiare non solo gli avversari in pista, ma anche il giovane compagno di squadra Lewis Hamilton, in una stagione segnata da tensioni interne. Alla fine dell’anno, lasciò il team per tornare in Renault, dove ottenne due vittorie nel 2008, ma senza la competitività necessaria per lottare per il titolo. Nel 2010 arrivò la chiamata della Ferrari, un’opportunità che Alonso colse al volo con l’obiettivo di riportare il titolo a Maranello. Nei cinque anni in rosso sfiorò il mondiale due volte nel 2010 e nel 2012, perdendolo all’ultima gara. Nonostante le difficoltà, Alonso fu protagonista di gare leggendarie, dimostrando una capacità di guida fuori dal comune.

Il ritorno in McLaren e la seconda giovinezza

Nel 2015 Alonso tornò in McLaren, ma il progetto con Honda non si rivelò all’altezza del livello di competizione. Amareggiato dalla mancanza di competitività, lasciò la F1 nel 2018 per dedicarsi ad altre competizioni, vincendo la 24 Ore di Le Mans con Toyota nel 2018 e nel 2019, e partecipando alla Dakar. Nel 2021 Alonso a sorpresa, annunciò il suo attesissimo ritorno in F1 con Alpine, l’evoluzione della Renault, dimostrando che, nonostante l’età, la sua grinta era rimasta intatta. Nel 2023 approdò in Aston Martin, dove negli anni successivi ha continuato a essere un punto di riferimento tecnico e sportivo per il team britannico. Tra il 2025 e il 2026, Alonso ha assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo della monoposto, contribuendo alla crescita del progetto Aston Martin nella nuova era regolamentare.

Stile di guida

Con i suoi 171 centimetri di altezza e 68 chilogrammi di peso, Alonso sta ancora dimostrando di poter battere chiunque con la macchina giusta. Aggressivo ma incredibilmente preciso, per molti resta un maestro nel gestire la macchina ai limiti, adattandosi rapidamente alla pista e alle condizioni meteorologiche. Noto per il suo meticoloso approccio al lavoro, è uno dei piloti più esigenti nel dare feedback tecnici dei propri team. Ha una delle migliori capacità difensive della F1, riuscendo a tenere dietro piloti più veloci con traiettorie intelligenti e frenate al limite. Qualunque cosa tu faccia nella vita, devi avere questa competitività dentro di te. Devi avere questa fame per essere il migliore” la massima dell’asturiano che riassume il suo pensiero sul portale ufficiale dell’Aston Martin.

Numeri e Curiosità

Nella sua prima parte della carriera in F1, ha detenuto il record di più giovane vincitore di un titolo mondiale, conseguito al termine della stagione 2005. Ottenne anche quello di più giovane bi-campione del mondo di categoria. Il primo spagnolo ad aver vinto un GP di F1 e l’unico campione del mondo. Nel 2007 è divenuto il secondo pilota, dopo Michael Schumacher, ad aver ottenuto un punteggio superiore a 100 punti nel campionato mondiale per tre stagioni consecutive. Nel 2014, al momento dell’addio alla Ferrari, era il pilota con più punti conquistati nella storia della Scuderia, superato successivamente da Sebastian Vettel.  Nel corso della sua carriera ha superato ampiamente le 400 presenze in F1, confermandosi tra i piloti più longevi e presenti di sempre nella storia del mondiale. Ha corso in pista anche con il padre di Max Verstappen, Jos.

Dicono di lui

La cosa più impressionante di Fernando è stata che ha imparato i circuiti molto rapidamente, molto più veloce della maggior parte. Anche in un nuovo circuito, sarebbe subito molto veloce, trovando il limite in un paio di giri. Alcuni piloti hanno molte difficoltà con questo“, le parole di stima di Tarso Marques compagno di squadra ai tempi della Minardi.

Obiettivi

Fernando Alonso non è solo un pilota di talento, ma una vera leggenda del motorsport. L’abilità, la velocità e l’esperienza dello spagnolo lo rendono già pronto ai nuovi regolamenti tecnici del 2026.  Con l’arrivo della nuova era della F1 e il coinvolgimento di figure chiave nello sviluppo del progetto Aston Martin, Alonso punta a restare competitivo e a sfruttare ogni occasione per tornare sul podio.

La scelta di continuare dipenderà molto anche dal rapporto e dalle strategie del team nel lungo periodo. Il suo ruolo, oggi, non è solo quello di pilota ma anche di guida esperta per un progetto ambizioso.

Prossimo obiettivo resta la 33esima vittoria di un GP, perché Fernando Alonso è abituato a non mollare mai. Un traguardo che nel 2026 rappresenta ancora una motivazione concreta per uno dei piloti più determinati della storia della F1.