Una sessione di prove libere piuttosto complicata: possiamo definire così le FP3 di Las Vegas, dove le condizioni dell’asfalto sono andate migliorando in maniera lenta e progressiva. Ferrari si è comportata molto bene sino all’ultimo stint, dove non è riuscita ad accendere le gomme Soft. Resta pertanto da capire cosa ci si possa aspettare in vista della qualifica, dove l’uso corretto delle mescole farà una grande differenza.
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Ferrari studia l’asfalto bagnato con estrema attenzione
Purtroppo, ciò che si poteva pensare accadesse è andato in scena: la pista bagnata. Un bel problema per la definizione della messa a punto finale, in quanto complica tremendamente le scelte relative agli ultimi ritocchi sull’assetto. Chiaramente la situazione si complica per tutti. Nella prima mezz’ora il lavoro dei piloti passa attraverso le gomme intermedie. La pista non era allagata, ma serviva questo tipo di mescola.
I ferraristi hanno realizzato uno stint molto lungo, superiore ai 10 giri, dove hanno cercato i riferimenti senza commettere errori. I riscontri cronometrici erano in continua evoluzione e capire che tipo di competitività potessero avere le Rosse non era affatto semplice. Fatto sta che, in questo tipo di condizioni, le SF-25 sembravano abbastanza competitive, sebbene nono siano mancate alcune difficoltà nel gestire le temperature target.
Hamilton e Leclerc in palla mentre la pista si asciuga
Per il secondo run, le vetture italiane scendono in pista con le gomme Soft. Pirelli cerchiate di rosso che, tramite l’extra grip aiuteranno e non poco i piloti. La pista si sta asciugando in maniera progressiva. In questo momento, la capacità dei ferraristi consiste nel rendersi conto al meglio delle condizioni per spingere al massimo senza però esagerare. Tenendo presente il contesto, le auto modenesi sono abbastanza equilibrate.
Sin dai primi giri si notano alcune difficoltà, con i piloti costretti a remare e non poco per mantenere l’auto nella giusta traiettoria. Tuttavia i tempi sono buoni, con gli alfieri della Rossa che si collocando sempre tra i primi. Leclerc in particolare è molto attivo e ispirato, ma pure Lewis sta andando forte. Chiaramente l’evoluzione della pista è molto grande e, con il passare dei minuti, i tempi scendono di continuo.
Adami e Bozzi offrono una pletora infinita di suggerimenti per migliorare l’handling. Si lavora parecchio sulle mappature dei freni per cercare di rendere quanto più stabile possibile l’auto. Interessante notare che, in queste fasi, Red Bull e Ferrari siano le vetture più attive, mentre Mercedes e McLaren adottano un atteggiamento più cauto, non spingendo con troppi giri. Sino ad ora, molto buono il lavoro del team italiano.
Ferrari non riesce a ottimizzare l’utilizzo delle Soft con pista più asciutta
Il secondo stint con le Soft termina in maniera piuttosto solida: circa dieci giri in cui le Rosse erano sempre al comando della classifica con Max Verstappen. Per la terza e ultima sgambata, le Rosse montano un ulteriore set di pneumatici Pirelli a banda rossa. L’obiettivo è quello di spingere al massimo delle possibilità, tenendo presente che la pista, sebbene sia tutto tranne che perfetta, è comunque ormai praticamente asciutta.
Durante l’outlap si cura in maniera particolare l’asse anteriore, nel tentativo di scaldarlo al meglio. In questi casi è quasi superfluo sottolineare l’importanza della gestione termica, situazione in cui il Cavallino Rampante si è comportato molto bene sino a questo momento. Messo da parte un giro di preparazione, necessario per scaldare bene le mescole, si imposta la modalità push e si inizia a spingere.
Le fasi di inserimento sembrano buone con poco sottosterzo, tenendo quindi a bada la carenza di rotazione. C’è un po’ di sovrasterzo in uscita ma nulla di così preoccupante. Va detto però che c’è molto traffico e non è facile mettere assieme un giro competitivo. Charles commette un errore nel T3 che non gli permette di raggiungere un riscontro cronometrico all’altezza, mentre Lewis resta imbottigliato nel traffico.
In questa ultima fase, le due SF-25 non riescono a trovare l’aderenza corretta. Per questo i tempi sono lontani dalla vetta. Stesso discorso per le due McLaren, che sono addirittura tra gli ultimi posti. Al contrario, Red Bull riesce a massimizzare il grip con Verstappen, idem Russell con la Mercedes. I riscontri cronometrici attesi non arrivano nell’ultima parte delle FP3, e si evidenzia una certa difficoltà per il team italiano.
La sessione volge al termine con un importante punto interrogativo: Ferrari riuscirà a massimizzare l’utilizzo delle coperture in qualifica? Nelle libere 3 ci è riuscita solo in parte, soffrendo appunto nell’ultima fase. Restano due ore e mezza di pausa per capire come presentarsi al meglio nella prima sessione ufficiale del weekend, dove, al netto del setup, ancora una volta usare al meglio le mescole sarà decisivo.
GP Las Vegas, classifica Fp3:
- George Russell (Mercedes)
- Max Verstappen (Red Bull)
- Alexander Albon (Williams)
- Isack Hadjar (Racing Bulls)
- Lewis Hamilton (Ferrari)
- Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
- Liam Lawson (Racing Bulls)
- Lance Stroll (Aston Martin)
- Fernando Alonso (Aston Martin)
- Pierre Gasly (Alpine)
GP Las Vegas, Resoconto FP2
Nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Las Vegas, abbiamo assistito a una Ferrari ben messa in pista. Malgrado le condizioni non ottimali della pista, le due SF-25 si sono disimpegnate in maniera positiva. Certo, serve prendere la giusta direzione sulla messa a punto per sviluppare al meglio il setup, ma l’inizio è promettente. Serve, però, una corretta gestione delle gomme, aspetto non facile da ottenere.
Ferrari in palla con le Medium
Le vetture italiane tornano a calcare l’asfalto del Nevada. Il primo a scendere in pista è Lewis: Adami gli suggerisce come utilizzare lo stato di ricarica della batteria, decisamente più spinto rispetto alle prime prove libere. Il programma prevede un giro di preparazione per scaldare al meglio l’asse anteriore. Lo si nota chiaramente, in quanto l’inglese adotta un’andatura a zig-zag lungo i rettilinei.
Nel mentre anche Charles entra in pista, seguendo le stesse impostazioni del compagno. Come da programma, il britannico mette assieme due giri lanciati uno dietro l’altro. Per il monegasco si nota un’andatura un po’ scomposta nei tratti più lenti, con forte controllo richiesto nel secondo settore dove perde aderenza. Nel frattempo arrivano diversi suggerimenti per migliorare l’handling delle vetture.
In linea generale sembra ancora mancare quella solidità richiesta nelle fasi di entrata, sebbene nella fase di staccata il rendimento sia buono. Come anticipato, era proprio questa la strategia del team, volendo costruire il giro proprio in ingresso. I ferraristi vanno inanellando diversi giri con altrettante pause per raffreddare le gomme. Si prosegue pertanto nel mero studio sul setup.
Adami è piuttosto contento delle performance di Hamilton, sebbene ancora qualcosa vada corretto a livello di handling. Al contrario, per Charles c’è stato qualche problema in più, sino a quando non è riuscito a centrare il giro mettendo assieme i tre settori, riuscendo a trovare il feeling corretto con la sua SF-25. I ferraristi tornano ai box, dove verranno montate le gomme Soft per il secondo run.
Ferrari molto buona, ma deve ancora ottimizzare il rendimento con le gomme
Va detto che con le Medium il bilanciamento dell’auto era molto buono, con la carenza di rotazione minimizzata e la possibilità di raggiungere l’apice senza difficoltà. Rispetto alla McLaren, sembra che la fase di trazione sia gestita molto meglio, riuscendo a mettere a terra i cavalli nella maniera corretta. Come da programma, per la seconda sgambata in pista ecco le Pirelli cerchiate di rosso.
Nel primo giro lanciato di Charles si nota una vettura piuttosto composta, sebbene a volte si registrino dei piccoli colpetti sul volante in alcune curve per migliorare l’inserimento. Per il resto, andamento pulito. Più in difficoltà Lewis, che sino a questo momento non è riuscito a massimizzare il potenziale delle coperture Soft. Mentre stava migliorando il suo giro con intertempi da primo posto, viene interrotto dalla bandiera rossa.
Sul canale radio della numero 16 viene riferito a Leclerc che la differenza principale con la MCL39 di Lando Norris si registra tra curva 7 e 9: parliamo pertanto del secondo settore della pista, il T2, dove il monegasco perde quasi un decimo rispetto alla vettura color papaya: 0,070s. Questo significa che la differenza di un decimo pagata nel primo settore, considerando il giro più rapido di Charles, è ritenuta un ritardo recuperabile.
Leclerc rompe i cambio della SF-25
Per fortuna i commissari sistemano velocemente il tombino di curva 17 e, quando mancano poco più di 5 minuti, si torna a calcare l’asfalto statunitense. Ancora una volta il run verrà percorso con le gomme Soft. Nemmeno il tempo di lanciarsi e la trasmissione di Charles perde colpi: il cambio non funziona e il ferrarista è costretto a prendere una via di fuga, resta in macchina e parla con il suo ingegnere di pista.
Nel mentre Hamilton si lancia, ma anche lui viene stoppato dalla seconda bandiera rossa. Al momento non è dato sapere il perché. Con ogni probabilità si tratta sempre del solito tombino. I sessanta minuti delle FP2 terminano così, senza l’ultimo test sulle gomme rosse. Ferrari conferma le ottime sensazioni delle prime libere, consapevole che servirà ancora tanto lavoro per lottare ad armi pari con i migliori.
GP Las Vegas, classifica Fp2:
- Lando Norris (McLaren)
- Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
- Charles Leclerc (Ferrari)
- Nico Hulkemberg (Stake)
- Isack Hadjar (Racing Bulls)
- Liam Lawson (Racing Bulls)
- George Russell (Mercedes)
- Alexander Albon (Williams)
- Max Verstappen (Red Bull)
- Lewis Hamilton (Ferrari)
GP Las Vegas, Resoconto Fp1
Poco più di dieci giorni dal doppio zero del Brasile, la Rossa torna in pista. Lo fa dopo la grande polemica che ha investito il team riguardo alle parole di John Elkann. Ieri i toni si sono smorzati, grazie agli stessi piloti che hanno preferito guardare avanti, senza rancore. Las Vegas è una pista amica per la Ferrari? Potrebbe esserlo. Tutto dipenderà dalla realizzazione del fine settimana: pratica sempre molto chiacchierata da Vasseur.
Ferrari molto prudente per la manca di grip della pista statunitense
Il Cavallino Rampante scende in pista con Leclerc che monta un set di pneumatici Medium. Il grip, in pratica, non esiste: la pista è molto “green” e tutti i piloti sono costretti ad affrontare il tracciato con parecchia calma. Tre minuti più tardi è la volta di Hamilton che, esattamente come il compagno, utilizza molta prudenza. In queste condizioni basta una piccola distrazione per finire contro i muretti.
Il grip, in questo momento, è davvero basso. Le due Ferrari hanno precise istruzioni: girare con estrema attenzione senza spingere. A differenza di altre situazioni simili, il team italiano sceglie di anticipare il programma di lavoro, portandosi avanti nello studio del setup. In tali condizioni, almeno per il momento, non ha molto senso parlare di balance. Gli esami del primo stint continuano con estrema precauzione.
L’evoluzione della pista sarà molto grande nelle Libere 1: l’obiettivo è adattarsi in maniera progressiva senza commettere errori. Va detto che le mappature motore delle SF-25 sono molto basse, praticamente al minimo. In questa fase c’è l’occasione per lavorare parecchio sui freni: diverse le regolazioni in merito alle mappature. Oltre alla normale ripartizione di frenata si provano diverse configurazioni relative al brake shaping.
Ricordiamo che il team di Maranello ha scelto di utilizzare un approccio preciso per quanto riguarda le staccate: lo scorso anno le SF-24 perdevano molto in ingresso. Ecco perché il team sta prestando particolare attenzione nella primissima fase delle curve, proponendo una messa a punto che possa rendere quanto più solido possibile l’avantreno. Il primo stint termina con una decina di giri accumulati, dopo aver raccolto la prima tranche di dati.
Altro dato interessante riguarda la gestione delle temperature. Gli ingegneri di pista dei ferraristi, malgrado le rivoluzioni della power unit fossero molto basse e non si è affatto spinto, hanno comunque dovuto amministrare l’auto con il solito lift off: provvedimento necessario malgrado le temperature dell’aria siano tutto tranne che alte. Gli alfieri della Rossa tornano in garage, in attesa di realizzare il secondo stint, si spera più probante.
Ferrari si porta avanti studiando con molta cura l’utilizzo della mescola Soft.
Pochi minuti più tardi eccoci ancora in pista. Questa volta le vetture italiane montano un set di Pirelli a banda rossa per godere dell’extra grip delle mescole Soft. Nell’outlap i ferraristi lavorano parecchio per scaldare l’asse anteriore che, nei lunghi tratti ad alta velocità di percorrenza che caratterizzano la pista statunitense, tende a raffreddarsi: si deve in tutti i modi evitare la tediosa asincronia termica.
Lewis chiude la sua prestazione, mentre Leclerc alza il piede per un lungo nel secondo settore. E, in effetti, si nota proprio questa tendenza già conosciuta dell’auto italiana: attivare con precisione l’anteriore non è facile per la Rossa, che inizia il giro sotto la temperatura target per poi raggiungerla nel T2. Nel mentre il posteriore è più caldo e per questo si utilizzano particolari mappature sui freni per gestire il tutto.
Non a caso il team ha scelto di iniziare molto presto a studiare la Soft, sapendo che dovrà lavorare molto sul giro secco per massimizzare l’utilizzo delle coperture. Al netto che sia ancora un po’ presto per parlare di bilanciamento, l’aderenza della pista non è infatti ancora ottimale, la base di equilibrio delle vetture italiane pare abbastanza buona. Resta da capire se il team sceglierà la strada corretta sulla messa a punto.
Va detto che con la mescola Soft il grado di sottosterzo aumenta: c’è infatti una difficoltà maggiore nel avvicinarsi al meglio verso l’apice di alcune curve: Lewis lo fa notare in radio, sostenendo che la carenza di rotazione gli sta dando un po’ di fastidio in questa fase. Altra informazione interessante riguarda la ripartizione dell’energia ibrida. Osservando il volante si nota come l’overboost K2 venga utilizzato nel terzo settore.
Parliamo del tratto che porta da curva 12 alla 14, dove serve un’ottima velocità di punta per ottimizzare il tempo sul giro. Lewis offre tanto riferimenti sulle gomme e come previsto parla della temperatura troppo alta sul posteriore. Termina così il secondo stint con un consiglio del muretto ad ambedue i piloti: curare maggiormente la velocità in ingresso alla 12, proprio per affrontare meglio i lungo tratto in flat out del T3.
Ferrari buona ma non perfetta con tanta benzina
Per l’ultima sgambata in pista si torna all’utilizzo della Medium: circa otto minuti per testare l’auto con carico di benzina a bordo più alto: “constant running” per raccogliere dati preliminari sul comportamento della vettura. In questa fase c’è un po’ di instabilità nelle curve più lente, dove i ferraristi, specie Charles, sono un po’ costretti a remare sul volante. Va detto che tale tendenza tende a svanire nelle tornate successive.
Per analizzare in tempi sul giro è troppo presto, tenendo anche presente che le condizioni della pista saranno comunque differenti nelle Fp2. Tutto sommato possiamo definire anche i in questo caso abbastanza buono l’equilibrio delle Rossa. Interessante notare come l’auto tenda a sobbalzare un pelo nei tratti più rapidi mostrando un leggero grado di porpoising. Tirando le somme, l’inizio della Rossa è senza dubbio più che sufficiente.
Il team italiano dovrà essere bravo a studiare i dati raccolti in questa prima sessione per scegliere la giusta direzione sulla messa a punto. Come sempre sottolinea Vasseur, l’importanza relativa all’esecuzione in pista farà tutta la differenza del mondo. Prima di tornare ai box, le solite prove di partenza sulla retta principale. Poi in garage per analizzare la telemetria e iniziare la fase di studio verso le FP2.
GP Las Vegas, risultati Fp1
- Charles Leclerc (Ferrari)
- Alexander Albon (Williams)
- Yuki Tsunoda (Red Bull)
- Max Verstappen (Red Bull)
- Carlos Sainz (Williams)
- Lando Norris (McLaren)
- Oscar Piastri (McLaren)
- George Russell (Mercedes)
- Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
- Lewis Hamilton (Ferrari)