GP Singapore: tra grattacieli e umidità, la maratona più dura della stagione F1

La notte di Marina Bay regala alla F1 la sfida più affascinante: una gara notturna tra umidità, spettacolo e record che spinge piloti e scuderie al limite

Foto di Matteo Mattei

Matteo Mattei

esperto di motorsport e automotive

Classe 1982, a Favalanciata cresce con pane e Max Biaggi. Ha collaborato con varie testate online spaziando tra Esports e motori. Il mio motto: ''Per aspera ad astra''.

4 min di lettura

Chiedi a Virgilio

Il GP Singapore si corre nel cuore pulsante di una metropoli che non dorme mai, dove l’attesa e l’energia sembrano vibrare nell’aria ben oltre i confini del circuito. Per chi ama la F1, è come varcare la soglia di un altro mondo: luci accecanti, umidità soffocante e l’abbraccio dei grattacieli che fanno da cornice. Non è una gara qualunque, i piloti si preparano a una sfida fisica e mentale estrema, resa unica dal fascino della notte di Marina Bay.

Il circuito

Il circuito di Marina Bay misura 4,940 km dopo la revisione del layout introdotta nel 2023, quando è stata eliminata la celebre chicane delle curve 16-19, creando un rettilineo più veloce. La lunghezza complessiva della gara resta tra le più alte del campionato, ben 62 giri che comprendono 19 curve e che portano i piloti a coprire oltre 306 km. Ci sono ben 4 zone DRS e sosta singola praticamente obbligata.

Settore 1

Il giro comincia sul rettilineo principale davanti alle tribune centrali. La partenza di Singapore è sempre carica di tensione, la prima curva, una destra che immette subito in una sequenza stretta, non lascia margini di errore. Curva 1, 2 e 3 sono un test di trazione e stabilità. Le monoposto devono scaricare potenza senza perdere aderenza e già alla prima staccata si vedono differenze tra chi osa e chi preferisce risparmiarsi. Nel 2017, Vettel, Verstappen e Raikkonen dimostrarono quanto potesse essere caotico questo imbuto, con un incidente che fece storia.

Dal rettilineo verso curva 5, la pista si apre leggermente, ma resta un punto cruciale per tentare sorpassi. Chi riesce a uscire bene da questa sezione ha il vantaggio di poter attaccare sfruttando il DRS.

Settore 2

Il secondo settore è quello più scenografico, si passa accanto al celebre Fullerton, alle luci dei grattacieli, correndo praticamente in parallelo con la baia. In questo settore si percepisce il contrasto tra l’asfalto e la vita cittadina che continua a scorrere a pochi metri.

Le curve 7, 8 e 9 mettono a dura prova i freni. L’asfalto cambia spesso aderenza perché il tracciato è ricavato dalle strade ordinarie della città. È anche la zona in cui si vedono più spesso safety car: Il settore 2 è il regno del controllo. Non si tratta di spingere al massimo, ma di gestire gomme e freni per avere ancora energia da spendere nella parte finale.

Settore 3

Il terzo settore è pura sopravvivenza. La sequenza finale è molto veloce, ma resta un tratto in cui la concentrazione deve essere totale. Curve 14 e 15, portano a un rettilineo che permette di superare facilmente. Ma è nelle ultime due curve 22 e 23 che tutto si decide. Il muro sembra una calamita, la pista si stringe e chi osa troppo rischia di finire a bordo pista. Non è raro che le gare a Singapore vengano decise proprio in questo settore, al limite della resistenza fisica e mentale.

Curiosità

Il GP Singapore non è una gara qualunque. È stato il primo della storia a disputarsi in notturna, nel 2008, trasformando il circuito cittadino in un palcoscenico illuminato da 1.600 proiettori. Ognuno riproduce la luminosità del sole, ma con una tonalità studiata apposta per permettere alle telecamere di catturare ogni dettaglio. Correre di notte, sotto queste luci artificiali, è una sfida di resistenza e precisione che nessun altro tracciato può offrire.

Nelle monoposto, il caldo e l’umidità fanno sì che la temperatura superi i 50 gradi. I piloti perdono fino a 3 litri di liquidi durante la gara, il doppio rispetto a una tappa europea. Il collo è sotto pressione costante, perché tra i muretti non c’è spazio per sbagliare. Ogni curva e ogni frenata sono un equilibrio precario tra coraggio e calcolo. La gara si svolge alle 20 ora locale mantenendosi sullo stesso fuso orario europeo.

Singapore è anche il luogo dove Alonso è gran protagonista, la vittoria del 2008 contornata dal “Crashgate” e il duello ruota a routa nel 2010 con Vettel, manifesto del motorsport. Nella maggior parte delle edizioni, il vincitore è partito dalla pole position, a testimonianza di quanto la qualifica sia fondamentale per il risultato finale.

Numeri e record

Sono 15 le edizioni fin qui disputate. Il record sul giro in gara appartiene a Daniel Ricciardo con 1:34.486 nel 2024. Il pilota con più successi è Sebastian Vettel con 5, seguito da Lewis Hamilton con 4. Dei 7 piloti che si sono spartiti la vittoria in questa gara 4 saranno in pista questo fine settimana; fra questi non c’è Max Verstappen, per l’olandese il circuito di Marina Bay è ancora un tabù.

Fra i team, Mercedes, Ferrari e Red Bull sono prime con 4 vittorie ciascuna. In termini di pole position, Vettel e Hamilton conducono la classifica con 4 partenze al palo a testa mentre la Ferrari è nettamente prima fra i team con 7. Il pilota tedesco è primo anche con 8 piazzamenti sul podio, ancora davanti ad Hamilton con 7 e Alonso con 5. In quest’ultima statistica, Red Bull è prima con 15 podi, davanti alla Ferrari con 11, Mercedes e McLaren terze a quota 7. Singapore detiene il record assoluto di presenza Safety Car in pista con almeno un’uscita della vettura di sicurezza in ogni edizione.

Il futuro di Marina Bay

Singapore ha rinnovato il contratto con la F1 fino al 2028, confermandosi una tappa imprescindibile. E c’è chi sogna ulteriori modifiche al tracciato per aumentare i punti di sorpasso. L’organizzazione è all’avanguardia: sostenibilità, intrattenimento e spettacolo convivono in un format che ogni anno attira oltre 250 mila spettatori da tutto il mondo.

La città-stato vede nel GP non solo una vetrina sportiva, ma un’occasione per raccontare al pianeta la sua modernità. La notte avvolge tutto e le luci dei riflettori trasformano il circuito in un’isola a parte, sospesa nel tempo. La F1, che punta sempre di più a coniugare tradizione e futuro, trova qui un alleato naturale.

La maratona che aspetta i campioni

La prossima gara a Singapore sarà ancora una volta un banco di prova decisivo per la stagione. Non è solo questione di punti in classifica, qui si misura il carattere. Il pilota che vince a Marina Bay non porta a casa un trofeo, ma un titolo non scritto, quello di gladiatore della notte. Spettacolo, tecnologia, resistenza e futuro, una notte che si accende ogni anno e che nessuno che ami davvero questo sport dovrebbe perdersi.