Benzina e diesel come le sigarette, stop alla pubblicità

Il segretario generale delle Nazioni Unite esorta a porre fine alle pubblicità dei combustibili fossili e dei prodotti derivanti, compresi benzina e diesel

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Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

In un lungo discorso, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres punta il dito contro i combustibili fossili, alla base di benzina e diesel. “Gli esseri umani costituiscono una minaccia per la vita sulla Terra paragonabile al meteorite che ha causato l’estinzione dei dinosauri -ha dichiarato a New York, durante la Giornata mondiale dell’ambiente. Per quanto riguarda il clima, non siamo i dinosauri ma il meteorite. Non siamo solo in pericolo, siamo il pericolo”.

Lotta ai combustibili fossili

L’emergenza persiste da tempo e ha toccato il punto peggiore negli ultimi anni. Di sconvolgenti fenomeni climatici ne accadono sempre più, e ormai non solo gli studiosi esprimono allarmismo. Il tema è diventato di attualità, seguito pure da un pubblico generalista, intimorito su quel che accadrà in futuro. Le prospettive lasciano ben poco sereni, perciò gli operatori di settore, anche i player dell’automotive, sono chiamati a uno sforzo.

“Dobbiamo confrontarci direttamente con coloro che operano nel settore dei combustibili fossili. Miliardi di dollari sono stati spesi per distorcere la verità, ingannare il pubblico e seminare dubbi”, ha aggiunto Guterres. Che rilancia: “Invito ogni Paese a vietare la pubblicità delle aziende produttrici di combustibili fossili. E invito i media e le aziende tecnologiche a smettere di fare pubblicità ai combustibili fossili”. Già ora diversi Paesi hanno avviato una campagna contro i combustibili fossili, ad esempio la Francia, la Scozia o l’Australia. Inoltre, delle celebri testate come Le Monde, The Guardian, Vox sposano la stessa filosofia.

L’obiettivo

“La verità – ha spiegato il segreto generale delle Nazioni Unite – è che le emissioni globali devono diminuire del 9% ogni anno fino al 2030 per mantenere in vita il limite di 1,5 gradi. Ma stanno andando nella direzione sbagliata. L’anno scorso sono aumentati dell’1%”.

La situazione politica sfavorevole, dilaniata da diversi conflitti, comprese in Israele e in Ucraina, rischia di far passare in secondo piano la questione ecologista. Per Guterres ciò costituirebbe un grave errore: “Non possiamo permettere che le orribili guerre in corso nel mondo ci distraggano da questa minaccia esistenziale per l’umanità”.

Nel programma fissato dalle Nazioni Unite le emissioni di gas serra globali dovranno azzerarsi entro il 2050. Benché l’obiettivo sia ambizioso, secondo il segretario generale ci sono le risorse adeguate: “Abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno per salvarci. Dobbiamo garantire il futuro più sicuro possibile per le persone e il pianeta.

Ciò significa intraprendere azioni urgenti, in particolare nei prossimi diciotto mesi: ridurre le emissioni; proteggere le persone e la natura dagli estremi climatici; per rilanciare la finanza climatica e reprimere l’industria dei combustibili fossili”. Che “sono responsabili del caos climatico ma continuano ad accumulare profitti record, grazie anche ai sussidi pubblici”.

In chiusura, Guterres ha ringraziato i giovani, la società civile, le città, le regioni, le imprese e ulteriori soggetti promotrici che hanno aderito alla causa. “Siete dalla parte giusta della storia. Parlate a nome della maggioranza. Continuate così. Non perdete il coraggio. Non perdete la speranza. Siamo noi, i popoli, contro chi inquina e gli approfittatori. Insieme possiamo vincere. Ma è tempo che i leader decidano da che parte stare. Domani è troppo tardi”.