{"id":177525,"date":"2022-06-09T10:30:18","date_gmt":"2022-06-09T08:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=177525"},"modified":"2022-06-09T10:48:22","modified_gmt":"2022-06-09T08:48:22","slug":"la-prima-e-unica-moto-di-fiat-che-stupi-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/la-prima-e-unica-moto-di-fiat-che-stupi-il-mondo\/177525\/","title":{"rendered":"La prima e unica moto di Fiat che stup\u00ec il mondo"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono marchi storici come BMW, Honda e Suzuki, che si collocano da anni sia nel settore automobilistico sia in quello motociclistico. Industrie che, al fianco di una tradizione automobilistica di primissimo livello, vantano motociclette molto apprezzate. Ma quali case con un\u2019intensa produzione di auto non sono riuscite a sfondare nel settore delle moto? Pur avendo tutte le tecnologie e le qualit\u00e0 per riuscirci, una di queste \u00e8 stata la Fiat.<\/p>\n<p>L\u2019azienda torinese progett\u00f2 una moto molto speciale, il cui prototipo \u00e8 considerato ancora oggi <strong>un vero capolavoro<\/strong>: la Moto Major. Il nome deriva da Salvatore Maiorca, un ingegnere aeronautico al servizio della Fiat che, gi\u00e0 prima della Seconda Guerra Mondiale, era specializzato nella realizzazione di carrelli d\u2019atterraggio per aeroplani. Come la stragrande maggioranza delle industrie, dopo il conflitto, anche per il Lingotto si manifest\u00f2 la necessit\u00e0 di riconvertire la produzione bellica.<\/p>\n<h3><strong>Eleganza e tecnologia<\/strong><\/h3>\n<p>Uno dei primi argomenti presi in considerazione fu proprio la motocicletta progettata da Maiorca che venne presentata nel 1947 alla Fiera di Primavera di Milano. Costruita nelle<strong> officine Aeritalia<\/strong> del gruppo Fiat, era un esempio di design e tecnologia, caratterizzata da una carenatura avvolgente che nascondeva il propulsore, parte della ruota anteriore, lo sterzo, includeva il fanale e proteggeva le gambe del guidatore. Dotata di monoscocca in acciaio, il sistema sterzante era indiretto e si avvaleva di due bracci meccanici che collegavano il cannotto di sterzo al manubrio.<\/p>\n<p>Somigliante, non a caso, ad un <strong>carrello aeronautico,<\/strong> la vera innovazione stava nel sistema di ammortizzazione. Priva di qualsiasi molla alle forcelle, il telaio era rigido e ad ammortizzare la corsa ci pensavano le ruote brevettate che, all\u2019interno del cerchio e collegate al mozzo centrale, avevano dodici coppie di cilindretti di gomma come elemento elastico. Tale soluzione permetteva un\u2019escursione di 50 mm, conferendo il giusto rapporto di rigidit\u00e0.<\/p>\n<p>Provata all\u2019epoca su un banco che simulava la percorrenza di 40.000 km, il sistema mostr\u00f2 un bassissimo consumo della parti in gomma. <strong>Molto elegante e sinuosa,<\/strong> esteticamente non si perdeva in nessun dettaglio, tanto che i due tubi di scarico erano a pinna di pesce appiattita, ma solo uno era funzionante, mentre l\u2019altro manteneva un certo equilibrio estetico. Inizialmente, infatti, la Moto Major doveva essere una bicilindrica raffreddata a liquido, ma scartata l\u2019idea in favore di un monocilindrico da 350 cc raffreddato ad aria, venne conservata l\u2019eleganza del secondo scappamento.<\/p>\n<h3><strong>Il motore di un grande ingegnere<\/strong><\/h3>\n<p>Ad occuparsi del motore fu un altro noto ingegnere di nome Angelo Blatto, la cui fama era legata al mondo industriale torinese grazie alla precedente societ\u00e0 con Giovanni ed Emilio Ladetto della Ladetto &amp; Blatto le cui moto vinsero il campionato d\u2019Europa a Ginevra nel 1928 e il campionato nazionale nel 1929 nella classe 175 con Alfredo Panella. Sciolta la collaborazione con i fratelli Ladetto nel 1932 Blatto fond\u00f2 la OMB (Officine Meccaniche Broglia) insieme a Carlo Broglia, ma non ebbero una lunga vita e dopo aver prodotto modelli tutti di 175 cc, chiusero l\u2019attivit\u00e0 nel 1935.<\/p>\n<p>Per la Moto Major, Angelo Blatto realizz\u00f2, come abbiamo detto, un monocilindrico da 350 cc con raffreddamento ad aria forzata tramite una ventola posta sull\u2019estremit\u00e0 dell\u2019albero motore. Aveva la frizione multidisco a secco e il cambio a quattro marce con un moderno comando a pedale. La trasmissione finale era affidata ad un robusto cardano.<\/p>\n<p>Purtroppo, questa moto non fin\u00ec mai in produzione cos\u00ec come accadde in un precedente esperimento del 1938, quando venne alla luce un prototipo di scooter. La Fiat decise quindi di non entrare nel mercato delle moto anche dieci anni pi\u00f9 tardi, ma la creazione di Maiorca \u00e8 rimasta una delle migliori opere di design ed eleganza del settore, tanto da ricevere il primo premio del concorso di eleganza al Trofeo BMW Group di Villa d\u2019Este 2018, dedicato alle moto storiche. Quel modello \u00e8 conservato al Deutsches Zweirad und NSU-Museum.<\/p>\n<div class=\"iol-media \"><figure id=\"attachment_177546\" aria-describedby=\"caption-attachment-177546\" style=\"width: 1217px\" class=\"wp-caption alignnone iol-media__figure \"><div class=\"iol-media__lnk\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"iol-media__img wp-image-177546 size-full\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg\" alt=\"moto Major \" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/06\/moto_fiat_1948.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/div><figcaption id=\"caption-attachment-177546\" class=\"wp-caption-text iol-media__caption\">Un modello di moto Major premiata nel 2018 a Villa d&#8217;Este con il Trofeo BMW Group dedicato alle motociclette storiche<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<h3><strong>Un progetto che affascina<\/strong><\/h3>\n<p>Il motivo per cui in quegli anni la pi\u00f9 grossa fabbrica di auto italiana non si sia buttata nel settore moto non si pu\u00f2 sapere, ma \u00e8 certo che la Fiat, che spaziava dal settore auto, all\u2019aviazione, passando per macchine agricole e camion, non avrebbe avuto alcun problema ad aprire linee <strong>per costruire motociclette<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni settanta, un certo Ugo Grandis, ex dipendente della Chrysler Sudafrica, progett\u00f2 una moto equipaggiata dal <strong>motore Fiat della celebre 127,<\/strong> chiamata Shifty. Costruita a Busa di Vigonza (PD), questo veicolo sfruttava parti di altre moto adattate allo scopo di contenere il massiccio 903 cc di derivazione automobilistica e ne furono prodotte una settantina tra il 1977 e 1982. L\u2019idea bizzarra, quanto suggestiva, era quella di un possessore di 127 che, desiderando anche una moto, avrebbe potuto acquistare una Shifty senza motore e spostare quello della sua automobile all\u2019occorrenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono marchi storici come BMW, Honda e Suzuki, che si collocano da anni sia nel settore automobilistico sia in quello motociclistico. 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