{"id":178755,"date":"2022-07-05T13:59:13","date_gmt":"2022-07-05T11:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=178755"},"modified":"2022-07-05T14:04:20","modified_gmt":"2022-07-05T12:04:20","slug":"pantah-la-svolta-epocale-del-successo-ducati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/pantah-la-svolta-epocale-del-successo-ducati\/178755\/","title":{"rendered":"Questa moto \u00e8 stata una svolta epocale per il successo Ducati"},"content":{"rendered":"<p>In un periodo in cui la gamma Ducati si arricchisce continuamente con diverse novit&agrave; e una moto elettrica, il successo della casa di Borgo Panigale sembra quasi scontato. Non &egrave; sempre stato cos&igrave; e a met&agrave; degli anni settanta, i vertici aziendali erano preoccupati per lo scarso successo commerciale delle 350 e 500 cc bicilindriche che, a causa dei problemi meccanici riscontrati, si erano guadagnate l&rsquo;appellativo di Demonio. Bisognava intervenire per sostituirle con un prodotto migliore e non lasciar scoperto il segmento delle medie cilindrate.<\/p>\n<p>All&rsquo;inizio del 1976 l&rsquo;ufficio tecnico avvi&ograve; la progettazione di un nuovo motore bicilindrico a &ldquo;L&rdquo; longitudinale che si basava sull&rsquo;idea dell&rsquo;Ing. Fabio Taglioni, ma che lo stesso progettista lasci&ograve; sviluppare ai pi&ugrave; giovani collaboratori Gianluigi Mengoli e Renzo Neri. Alla fine del 1977, il prototipo non super&ograve; i collaudi perch&eacute;, oltre a non dare risultati soddisfacenti, era poco affidabile. Una situazione che costrinse i tecnici a riprogettare tutta la moto.<\/p>\n<p>Del motore venne ridisegnato completamente il basamento e invertito il senso di rotazione. Per la distribuzione desmodromica, l&rsquo;idea originaria era quella di abbandonare il sistema a coppie coniche tradizionale del bicilindrico di Taglioni, in favore di una catena presente sul prototipo. Anche a questa venne preferita una cinghia dentata che risultava pi&ugrave; efficiente e meno rumorosa. A met&agrave; del 1978, in Ducati avevano un motore che a banco raggiungeva 48 Cv di potenza senza mostrare problemi e si poteva passare alla fase di sviluppo.<\/p>\n<p>Ci volle ancora un anno di lavoro per giungere alle omologazioni nel&rsquo;ottobre del 1979. Subito messa in vendita, ebbe un crescente successo sia per le pi&ugrave; che convincenti prestazioni, sia per l&rsquo;estetica curata da Marco Cuppini. La mezzo litro sportiva, con cui Ducati sostituiva di fatto la serie precedente, venne denominata Pantah, da pantera, ricordando il ciclo salgariano gi&agrave; evocato con il modello Darmah.<\/p>\n<p>Delle varie cilindrate 500, 350, 600, e 650, si calcola un totale di 8.498 esemplari costruiti in cinque anni. Da subito la serie<strong> Pantah<\/strong> mostr&ograve; una grande versatilit&agrave; e ottime possibilit&agrave; di elaborazione che vennero assecondate con una versione racing e un kit di preparazione realizzato da Franco Farn&egrave; (NCR), per la 600 che gareggiava con successo al Campionato Italiano Juniores. Questa spiccata sportivit&agrave; della Pantah ne favor&igrave; la partecipazione a competizioni internazionali come il Campionato Formula TT. Nel 1981 si present&ograve; al Mondiale Tourist Trophy con il britannico Tony Rutter, che vinse la categoria TT2 per quattro stagioni consecutive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-178762\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg\" alt=\"ducati pantah\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/07\/ducati_pantah.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/p>\n<p>Le competizioni non si sono limitate alla pista e nel 1981, l&rsquo;accordo stipulato tra <strong>Ducati e Alfa Romeo<\/strong> port&ograve; i due marchi a partecipare congiuntamente a corse su piste ghiacciate. Una manovra pubblicitaria che vedeva gareggiare sul ghiaccio le Alfasud Sprint e le Pantah Ice Trophy. Questo modello, creato per l&rsquo;occasione, non aveva i freni e le gomme da speedway su ghiaccio erano dotate di lunghi chiodi per aggrapparsi alla superficie, protetti da parafanghi maggiorati. Con una potenza di circa 60 Cv a 9.000 giri, raggiungeva quasi i 200 Km\/h. Priva di carena, era concepita per le gare del Campionato Europeo speedway su ghiaccio, che si disputavano nell&rsquo;area del nord Europa.<\/p>\n<p>Prodotta e venduta dal 1979 al 1984, il modello Pantah segna <strong>un grande cambiamento per l&rsquo;azienda bolognese<\/strong> che trasale dai numeri dei pezzi di allora, dato che questo motore &egrave; stato la base del successo per Ducati uscite dopo, ed ha equipaggiato motociclette sportive, enduro e da speedway anche per i marchi Cagiva e Bimota. Una svolta epocale tanto che il bicilindrico raffreddato ad aria &egrave; ancora presente sulla nuova Scrambler in tutte le cubature.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un periodo in cui la gamma Ducati si arricchisce continuamente con diverse novit&agrave; e una moto elettrica, il successo della casa di Borgo Panigale sembra quasi scontato. 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