{"id":181136,"date":"2022-09-13T15:29:53","date_gmt":"2022-09-13T13:29:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=181136"},"modified":"2024-06-02T21:34:27","modified_gmt":"2024-06-02T19:34:27","slug":"le-indimenticabili-moto-125-piu-belle-e-potenti-degli-anni-80-90","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/le-indimenticabili-moto-125-piu-belle-e-potenti-degli-anni-80-90\/181136\/","title":{"rendered":"Le indimenticabili moto 125 pi\u00f9 belle e potenti degli anni &#8217;80-&#8217;90"},"content":{"rendered":"<p>Le 125 odierne hanno la funzione di colmare un segmento che alcuni marchi lasciano scoperto o che addirittura non hanno mai calcolato, mentre <strong>le piccole ottavo di litro<\/strong> a cavallo tra gli anni 80 e 90 erano vere e proprie motociclette, importanti per il mercato e per i giovani motociclisti a cui erano destinate.<\/p>\n<p>Viviamo un periodo dove la tecnologia, i mercati, la moda, sono sempre pi\u00f9 vicini tra loro in trasformazioni sempre pi\u00f9 rapide. Novit\u00e0, crescita e una legge entrata in vigore nel 1996 che prescrive non pi\u00f9 di 15 CV di potenza massima per i 125 cc, ha indotto le case motociclistiche pi\u00f9 importanti a spostare l\u2019attenzione dei motociclisti sui modelli di media e grossa cilindrata, abbandonando in parte i mezzi pi\u00f9 piccoli destinati per la maggioranza agli adolescenti in transizione verso qualcosa di pi\u00f9 consistente.<\/p>\n<p>Finiva cos\u00ec l\u2019epoca d\u2019oro del 125 due tempi che nel decennio precedente ha raggiunto un climax invidiabile, portando tecnologia e cultura laddove fino a tutti gli anni settanta non era altro che un modo economico per spostarsi, figlio ultimo della motorizzazione di massa di tutte le classi sociali. Tra le moto ad aprire quel corso, la <strong>Laverda LZ<\/strong> con motore Z\u00fcndapp, Gilera TG1, l\u2019Aspes Yuma, il Malanca bicilindrico e di seguito <strong>Moto Morini, Garelli, Fantic Motor e la stessa Z\u00fcndapp.<\/strong> Buoni tentativi, ma meno convincenti di quello che sarebbe venuto dopo a segnare per sempre un\u2019epoca. Si tratta infatti della sfumatura di passaggio da un decennio all\u2019altro, che ci porta dritti alle prime vere sportive del genere.<\/p>\n<h3>Viva l\u2019Italia<\/h3>\n<p>Gilera, dopo la rivisitazione moderna dei suoi vecchi modelli, denominata RV, sforna quelli che saranno la spina dorsale della sua produzione come KK, KZ, MX1, MXR. Da questa base si arriver\u00e0 poi alle prime storiche Race Replica come l\u2019SP01 e l\u2019SP02 degli anni 90.<\/p>\n<p>A questo successo partecipa anche Aprilia che deve gran parte della sua fortuna alla produzione di quegli anni in cui diventer\u00e0 l\u2019azienda maestra del due tempi e leader nelle piccole cilindrate. Con il modello AF1 Project 108, inizia la serie di cui fanno parte AF1 Sintesi e Futura che per tutti gli anni 80 si sono mostrate moto affidabili e pi\u00f9 accattivanti delle rivali. <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/aprilia-marchio-piu-amato-in-italia-quando-la-moto-e-arte\/177960\/\">L\u2019apice arriver\u00e0 con la serie RS<\/a>, evoluzione dei modelli precedenti e fotocopia della moto da Gran Premio dei primi anni 90. Celebre \u00e8 la <strong>colorazione nera-Chesterfield,<\/strong> replica delle moto usate da Biaggi, Ruggia, Jean Michel Bayle e Reggiani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-181146\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/aprilia125.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/p>\n<p>Ma se proprio dovessimo pensare ad un 125 iconico nello stile e nel nome, la mente dei pi\u00f9 ferrati sull\u2019argomento andrebbe al 1990, anno di presentazione della Cagiva Mito. Prima di questa, la fabbrica dei fratelli Castiglioni aveva prodotto l\u2019SST 125, ma il vero salto l\u2019aveva compiuto con l\u2019Aletta Rossa da enduro, grande rivale del Moto Morini KJ Kanguro, l\u2019Aletta Oro e la Freccia disegnata da Massimo Tamburini. Quest\u2019ultima somigliava alla <strong>Ducati Paso<\/strong>, sprigionando un fascino da grande motocicletta. L\u2019arrivo della Mito mise in chiaro il concetto che la moto 125 due tempi aveva possibilit\u00e0 infinite di sviluppo e che sarebbe potuta essere la vera alternativa ai modelli di media cilindrata. Moderna, ciclisticamente valida, sembrava la moto da Gran Premio della classe regina. In pieno stile Castiglioni, usc\u00ec nelle colorazioni Lucky Explorer celebrativa del successo di Edi Orioli alla Dakar e Lawson replica, con il numero sette stampato sul codone, in onore del primo pilota a portare la casa varesina alla vittoria in 500. Altre colorazioni racing e una restyling di fine anni novanta porteranno la Mito a seguire le linee delle sportive Ducati, altro importante marchio di famiglia di quel periodo.<\/p>\n<h3>Arrivano i giapponesi<\/h3>\n<p>Contemporaneamente al fermento che vedeva modelli delle nostre aziende spuntare come funghi con versioni aggiornate praticamente ogni sei mesi, i giapponesi non potevano restare a guardare. I dirigenti del sol levante volevano partecipare a questo festival fatto di monocilindrici da 30 CV, con scarico ad espansione e profumo di miscela. Dalle loro sedi italiane uscirono i primi modelli destinati al nostro mercato che, sulla scia del successo dei loro marchi gi\u00e0 dagli anni 70, incontrarono buona accoglienza.<\/p>\n<p>Dividendo in due settori questa categoria, Honda fece uscire contemporaneamente la CB125 stradale e l\u2019XL125 enduro. La seconda ebbe un iniziale successo individuata come l\u2019omologa delle cilindrate superiori della casa dell\u2019ala che partecipavano ai raid africani con buoni risultati, seguita poi dal modello MTX-R che ricordava ancor pi\u00f9 da vicino le maggiori Transalp, Africa Twin e Dominator. Il passo stradale lo fecero con l\u2019NS-F, <strong>vera e propria naked<\/strong> per come la intendiamo ancora oggi e l\u2019NS-R, che con lo stesso propulsore proponeva la versione carenata. Il 1988 fu la volta dell\u2019NSR che poteva vantare 31 CV dichiarati e uno stile inconfondibile che l\u2019avvicinava di molto alle grosse CB e VFR.<\/p>\n<p>Paradossalmente, Honda \u00e8 stata le prima e l\u2019unica a mettere in strada dei 125 che potessero competere con lo strapotere delle nostre aziende. In Yamaha, con il modello TZR125 prodotto negli anni 80 non ebbero fortuna, ma fondamentalmente ad Iwata si impegnarono su questo tema e non presero le decisioni adeguate ad essere competitivi sul mercato. Esteticamente inferiore alle concorrenti e con uno stile gi\u00e0 obsoleto al momento del lancio, per i risultati si dovette attendere il 1991. In ritardo sugli altri la TZR125 R era un\u2019altra moto rispetto la precedente, moderna e finalmente accattivante. Questo modello tocc\u00f2 l\u2019apice con la versione Marlboro replica che riproduceva la livrea della 500 GP di Wayne Rainey, con tanto di numero 1 impresso, celebrativo dei tre titoli mondiali conquistati dal californiano.<\/p>\n<p>Anche Suzuki, che gi\u00e0 aveva una buona tradizione con i motori due tempi 500 e 250, decise di allinearsi alle connazionali producendo l\u2019RG Gamma 125. Bella, moderna, uguale alla RGV Gamma 250, molto apprezzata dai motociclisti esperti, fu solo un tentativo di completare il proprio catalogo e come nel caso di Yamaha dieci anni prima, i vertici di Hamamatsu non credevano veramente nella categoria e con le normative in arrivo, colsero l\u2019occasione per non dare seguito al progetto.<\/p>\n<h3>L&#8217;arrivo del terzo millennio<\/h3>\n<p>Il terzo millennio ha ridotto definitivamente lo spessore di quel periodo e di quel concetto di moto che, stando all\u2019andamento attuale, \u00e8 praticamente impossibile che possa tornare in auge. Purtroppo sembra normale, scontato e soprattutto che la tecnologia abbia portato benefici tali da far credere che non varrebbe pi\u00f9 la pena sporcarsi con olio da miscelare alla benzina, con il rischio di grippare. Di fare i conti con scarichi rumorosi e fumanti di tutti i colori e motori che scaldano tantissimo a regimi folli.<\/p>\n<p>Eppure Jan Vitteven, maestro indiscusso del due tempi, per anni alla corte di Noale e responsabile dei motori da corsa che hanno vinto titoli nelle classi 125 e 250 con i migliori piloti in circolazione, ha ribadito pi\u00f9 volte che l\u2019obbligo di ridurre la potenza dei mezzi immatricolati e la scelta in primis di Honda di far morire quella categoria in virt\u00f9 di aprire altri mercati, ha concluso la storia di un concetto che avrebbe avuto tante possibilit\u00e0 di sviluppo e innovazione che possiamo solo immaginare. E pensate un po\u2019, oggi non inquinerebbe come crediamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le 125 odierne hanno la funzione di colmare un segmento che alcuni marchi lasciano scoperto o che addirittura non hanno mai calcolato, mentre le piccole ottavo di litro a cavallo ","protected":false},"author":183220727,"featured_media":181145,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[420889858],"tags":[],"coauthors":[420891188,420891185],"class_list":["post-181136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-moto","iol-hentry"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/09\/honda_nsr.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/183220727"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181136"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":181142,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181136\/revisions\/181142"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181145"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181136"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=181136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}