{"id":187841,"date":"2023-01-25T15:48:07","date_gmt":"2023-01-25T14:48:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=187841"},"modified":"2023-01-25T16:00:51","modified_gmt":"2023-01-25T15:00:51","slug":"tra-colpi-di-genio-e-soluzioni-raffinate-le-moto-piu-anticonformiste-di-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/tra-colpi-di-genio-e-soluzioni-raffinate-le-moto-piu-anticonformiste-di-sempre\/187841\/","title":{"rendered":"Tra colpi di genio e soluzioni raffinate, le moto pi\u00f9 anticonformiste di sempre"},"content":{"rendered":"<p>Il concetto di moto \u00e8 uno dei pi\u00f9 ampi e versatili che la storia della tecnica, dalla rivoluzione industriale a oggi abbia potuto esercitare. Partendo da una sorta di telaio con le ruote spinto da un motore, lo sviluppo ha portato continui miglioramenti, cucendo sempre di pi\u00f9 le moto addosso a chi le deve guidare. Potendo per\u00f2 lavorare di fantasia e metterla al servizio della tecnica, <strong>l\u2019ingegno delle case costruttrici<\/strong> si \u00e8 espresso in tanti concetti, alcuni pi\u00f9 fortunati e altri meno. Sempre alla ricerca di soluzioni utili, vediamo di quanta genialit\u00e0 sono stati arricchiti alcuni modelli, divenuti delle icone di anticonformismo.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/tra-colpi-di-genio-e-soluzioni-raffinate-le-moto-piu-anticonformiste-di-sempre\/187841\/#BENELLI_TORNADO_TRE_900_2002-2008\" title=\"BENELLI TORNADO TRE 900 (2002-2008)\">BENELLI TORNADO TRE 900 (2002-2008)<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/tra-colpi-di-genio-e-soluzioni-raffinate-le-moto-piu-anticonformiste-di-sempre\/187841\/#BUELL_XB12S_2003-2009\" title=\"BUELL XB12S (2003-2009)\">BUELL XB12S (2003-2009)<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/tra-colpi-di-genio-e-soluzioni-raffinate-le-moto-piu-anticonformiste-di-sempre\/187841\/#YAMAHA_1200_V-MAX_1985-1989\" title=\"YAMAHA 1200 V-MAX (1985-1989)\">YAMAHA 1200 V-MAX (1985-1989)<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/tra-colpi-di-genio-e-soluzioni-raffinate-le-moto-piu-anticonformiste-di-sempre\/187841\/#YAMAHA_GTS_1000_1993-1999\" title=\"YAMAHA GTS 1000 (1993-1999)\">YAMAHA GTS 1000 (1993-1999)<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"BENELLI_TORNADO_TRE_900_2002-2008\">BENELLI TORNADO TRE 900 (2002-2008)<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-187862\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/benelli.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><br \/>\nUna delle moto pi\u00f9 anticonformiste del terzo millennio \u00e8 certamente la splendida<strong> Benelli Tornado Tre 900<\/strong> che oltre vent\u2019anni fa ha segnato il ritorno della marca pesarese tra le moto di grossa cilindrata. Prodotta e venduta tra il 2002 e il 2008, s\u2019inseriva tra le maggiori esponenti del segmento delle supersportive come Aprilia RSV 1000, Ducati 999\/1098, Honda CBR 900RR\/1000RR, KTM RC8, Mondial Piega, MV Agusta F4, Triumph Daytona 955i, Yamaha YZF R1, Kawasaki Ninja ZX 10R e Suzuki GSX-R 1000 e con il suo motore da 898 cc \u00e8 stata la prima tre cilindri della storia a partecipare al World Superbike.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019inconsueto frazionamento per una moto iscritta al campionato delle derivate di serie, la pi\u00f9 celebre delle soluzioni in controtendenza adottata dai progettisti della Tornado \u00e8 sicuramente il posizionamento di radiatori con relativi sistema di raffreddamento sotto la sella. Dettata da uno studio fatto sulle zone di pressione e depressione attorno alla meccanica, questa scelta sfruttava il fatto che sopra la ruota, l\u2019aria in depressione fluisse automaticamente senza dover sfruttare l\u2019impatto frontale del radiatore in ordine di marcia. Commercialmente non ha avuto un grosso successo, ma in <strong>Superbike<\/strong> aveva mostrato di essere la vera alternativa della serie. Affidata al pilota Peter Goddard, il progetto soffriva della poca esperienza nei weekend di gara. Nel round d\u2019esordio non raccolse nemmeno un punto a causa di un ritiro e una caduta, ma nei primissimi giri di gara 1, aveva rimontato una decina di posizioni. Il miglior piazzamento risale all\u2019undicesimo posto di Assen 2002, penultima prova prima del ritiro dalle corse. Nonostante la scarsa vita sportiva, \u00e8 rimasta in catalogo per vari anni facendosi apprezzare da molti di pi\u00f9 di coloro che l\u2019hanno comprata e guidata. Merito di quelle strane ventole sotto la sella che la facevano veramente somigliare a un caccia Tornado.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"BUELL_XB12S_2003-2009\">BUELL XB12S (2003-2009)<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-187863\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/buel.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><br \/>\nErik Buell \u00e8 sempre stato un visionario, uno che di un <strong>motore Harley-Davidson<\/strong> intuiva un potenziale che altri non vedevano. Con la creazione delle moto che portano il suo cognome, ha dato vita a ogni rivisitazione possibile in chiave sportiva del bicilindrico di Milwaukee, mettendo in circolazione vere e proprie roadster brucia semafori. A rendere particolari le Buell non \u00e8 stato solo il modo diverso di sfruttare il potente motore Harley, ma anche le soluzioni tecniche a cui si sono affidati i progettisti per ottimizzare e rendere performanti questi modelli anticonformisti in tutto.<\/p>\n<p>Un particolare \u00e8 certamente il sistema frenante con disco perimetrale. Il principio \u00e8 lo stesso della leva che, aumentando il suo braccio, riduce lo sforzo applicato da questa. Pertanto, spostando il baricentro della pinza verso l\u2019esterno (il perimetro), la potenza della frenata si moltiplica consistentemente. Questa teoria molto valida non ha avuto riscontri in modelli di altre marche perch\u00e9, nonostante l\u2019importanza di avere una frenata solida a cui affidarsi, il risultato \u00e8 sovradimensionato rispetto alla gestione affidata a telaio e sospensioni a cui, in una combinazione ben calibrata, basterebbe il potenziamento di pinze e dischi freno tradizionali. In controtendenza non c\u2019\u00e8 solo il tipo di freno utilizzato, ma anche la scelta di contenere il carburante nel telaio, creando una sorta di falso serbatoio tradizionale e riempire di benzina i travi laterali della struttura portante. Stessa sorte \u00e8 toccata anche al serbatoio dell\u2019olio ricavato nel forcellone. E ci sono altre particolarit\u00e0 che hanno reso uniche e di discreto successo le moto del pegaso come l\u2019utilizzo di semiblock al telaio, inconsueti per una motocicletta in quella che non \u00e8 solo la rilettura della sportiva all\u2019americana, ma si estende ampiamente a tutto il concetto di moto.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"YAMAHA_1200_V-MAX_1985-1989\">YAMAHA 1200 V-MAX (1985-1989)<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-187864\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><br \/>\nPresentata al Salone di Milano del 1985, la Yamaha 1200 V-MAX era una moto concepita per conquistare il mercato americano. Ad Iwata avevano iniziato a lavorare al progetto gi\u00e0 nel lontano 1981 e il risultato ottenuto era un modello grintoso, dalle linee custom e il cuore potente. Equipaggiata da un quattro cilindri a V di 65\u00b0da 1198 cc, sviluppava 145 Cv in grado di bruciare l\u2019asfalto e chiedere di aggrapparsi saldamente al manubrio ad ogni manata di gas.<\/p>\n<p>Classificata come <em>muscle bike<\/em>, oltre alla potenza portava in seno altre peculiarit\u00e0 che l\u2019hanno resa una vera anticonformista. Primo su tutti, anche in questo caso il serbatoio non era attaccato al telaio sopra il motore, ma nascosto sotto la sella e insieme alla posizione bassa e le pedane avanzate, contribuiva ad abbassarne il baricentro in maniera significativa. Quello che compare dietro al manubrio non \u00e8 altro che un guscio di finitura e copre il sistema d\u2019aspirazione dell\u2019aria che alimenta il vorace V4, come si evince dalle generose prese d\u2019aria cromate poste lateralmente. A completare il quadro di questa moto rivoluzionaria, la trasmissione finale a cardano che muove una massiccia ruota 150\/90-15. Tra i modelli pi\u00f9 ricchi di scelte estreme \u00e8 anche quella di maggior successo commerciale (11.500 pezzi dal 1985 al 1989) e lo si deve agli standard delle moto giapponesi, di Yamaha e del grande appeal che la V-MAX di prima generazione esercita ancora nell\u2019immaginario, ma non solo, dei motociclisti di tutto il mondo.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"YAMAHA_GTS_1000_1993-1999\">YAMAHA GTS 1000 (1993-1999)<\/span><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-187884\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/01\/yamaha-1.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/p>\n<p>Una delle cose che normalmente non si pu\u00f2 pensare di una moto da turismo di grossa cilindrata \u00e8 che sia stata concepita per rompere gli schemi. In questo caso \u00e8 nuovamente Yamaha a fornirci l\u2019esempio che smentisce quanto appena detto e per farlo approfitta in grande stile di un concetto di telaio pi\u00f9 volte proposto in precedenza, ma fino ad allora mai usato per conferire comfort sulle lunghe percorrenze. Uscita nel 1993 la <strong>Yamaha GTS 1000<\/strong> doveva sfruttare il sistema di un telaio a <em>omega<\/em>, come quello visto in precedenza sulla pi\u00f9 sportiva e concettuale Bimota Tesi e diventare un\u2019alternativa popolare ai classici telai stradali. Per creare la giusta combinazione, utilizzarono il collaudato quattro cilindri dell\u2019FZR1000, togliergli una trentina di cavalli, addolcirgli l\u2019erogazione mantenendo coppia ai bassi regimi, sostituire i carburatori con l\u2019iniezione elettronica, montare il catalizzatore e dotarla di ABS. A questo punto, il telaio non doveva pi\u00f9 sostenere una classica forcella, ma un braccio d\u2019alluminio orizzontale su cui \u00e8 fissato un ammortizzatore imbullonato all\u2019altra estremit\u00e0 al telaio, mentre il sistema di sterzo \u00e8 separato ed agisce indipendentemente. Lo scopo \u00e8 ottenere una gestione della guida e della frenata totalmente diversa e pi\u00f9 omogenea, funzionale alla guida nei lunghi viaggi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 stabilit\u00e0 nei lunghi curvoni autostradali, annullando i fastidiosi ondeggiamenti di quando si arriva intorno ai 200 Km\/h. Infatti, le azioni di sterzo e ammortizzatore non sono compito di un unico sistema come accade normalmente, ma dipendono da strutture diverse che lavorano in simultanea. Pur contando su una raffinata tecnica non pot\u00e9 esprimere tutto il suo potenziale in quanto alla Yamaha in quel periodo avevano gi\u00e0 un mezzo di buon successo che occupava questo segmento, la FJ che, nella versione 1200 \u00e8 stato prodotto fino al 1996. La GTS offriva lo stesso confort della compagna di listino, senza lo stress della ciclistica tradizionale. Fondamentalmente questa moto costava troppo per gran parte della clientela, mentre all&#8217;altra parte (che poteva permettersi la spesa), \u00e8 mancata la fiducia necessaria a sconvolgere il mercato. E\u2019 stata venduta fino al 1999 e non ha avuto un seguito tecnico nemmeno presso la concorrenza, risultando ad oggi un esperimento riuscito e basta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il concetto di moto \u00e8 uno dei pi\u00f9 ampi e versatili che la storia della tecnica, dalla rivoluzione industriale a oggi abbia potuto esercitare. 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