{"id":191356,"date":"2023-04-18T11:52:59","date_gmt":"2023-04-18T09:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=191356"},"modified":"2023-04-18T12:58:46","modified_gmt":"2023-04-18T10:58:46","slug":"questi-quattro-piloti-di-moto-hanno-fatto-la-storia-del-motomondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/questi-quattro-piloti-di-moto-hanno-fatto-la-storia-del-motomondiale\/191356\/","title":{"rendered":"Questi quattro piloti di moto hanno fatto la storia del Motomondiale"},"content":{"rendered":"<p>Che cos\u2019hanno in comune <strong>Mike Hailwood, Randy Mamola, Eddie Lawson e Loris Capirossi?<\/strong> In pi\u00f9 di settant\u2019anni di Motomondiale sono gli unici piloti che hanno vinto almeno una gara della classe regina (500-MotoGP) con<strong> tre marche di moto differenti<\/strong>. Sembra un primato da poco, ma non lo \u00e8 perch\u00e9 spesso, i cicli innescati dai grandi campioni, ad esempio i cinque titoli consecutivi di Michael Doohan o i tre di Kenny Roberts e Wayne Rainey, si sono conclusi in sella ad una marca di moto, spesso la migliore del lotto in quel frangente. Per non parlare dei quindici titoli del leggendario Giacomo Agostini, di cui tredici si sono consumati alla guida di MV Agusta.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019indiscutibile talento, l\u2019aspetto che affascina di pi\u00f9 di questi \u201cfab four\u201d, \u00e8 la versatilit\u00e0 nell\u2019adattarsi al maggior numero di moto possibili e portare al massimo il proprio standard nelle situazioni pi\u00f9 diverse. Diverse come le carriere di questi piloti che, un po\u2019 per i periodi diversi in cui hanno gareggiato e un specialmente per le caratteristiche di ognuno, hanno vissuto stagioni agli antipodi.<\/p>\n<p><strong>Mike \u201cThe Bike\u201d Hailwood<\/strong> \u00e8 stato il pilota britannico pi\u00f9 acclamato e vincente della storia del mondiale velocit\u00e0. Una carriera intrisa di leggenda che l\u2019ha reso il principale avversario di Agostini e l\u2019uomo da battere degli anni sessanta. Gi\u00e0, perch\u00e9 Mike \u00e8 il personaggio che ha di fatto traghettato il mondiale pioneristico dei vari Anderson, Lomas e Duke, verso il motociclismo moderno, quello fatto di motociclette molto pi\u00f9 leggere e performanti e soprattutto, delle prime giapponesi. Ha vinto complessivamente nove titoli ed \u00e8 terzo, a pari merito con Ubbiali e Rossi, nella classifica dei piloti con pi\u00f9 mondiali di sempre. Lo definivano nato con la sella incollata al sedere per l\u2019attivit\u00e0 del padre che commerciava motociclette, ha ottenuto la prima vittoria nella Classe 500 al TT dell\u2019Isola di Man con una <strong>Norton nel 196<\/strong>1, anno in cui ha trionfato anche a Monza, ma con una MV Agusta privata. Passato in MV ufficiale l\u2019anno successivo, ha vinto ventisette volte in quattro stagioni, conquistando quattro Campionati del Mondo 500 consecutivi (\u201862-\u201863-\u201864-\u201865), sulla moto del Conte. Dal 1966 guider\u00e0 le nuovissime Honda arrivate dal Giappone per vincere la concorrenza europea, ma sar\u00e0 solo secondo finale dietro al nuovo beniamino della marca di Schiranna, proprio Agostini. Tra il 1966 e il 1967 conquister\u00e0 otto vittorie con la Honda, terza marca che l\u2019inglese ha portato sul gradino pi\u00f9 alto del podio.<\/p>\n<p>Funambolico e dotato di un talento esagerato, forse troppo, <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/arrivare-secondi-non-e-una-sconfitta-ce-lo-dice-la-storia-di-questi-piloti\/190525\/\">Randy Mamola<\/a> \u00e8 uno dei grandi piloti della scuola statunitense che ha spopolato in 500 tra la fine degli anni Settanta e met\u00e0 anni Novanta. Capace di numeri da \u201ccirco volante\u201d, \u00e8 uno dei pi\u00f9 amati della sua epoca. Celebre anche per essere stato in lunga parte della carriera in lotta per il titolo senza mai conquistarlo. Nato a San Jose nella contea di Santa Clara in California dal 1979 al 1992, ha totalizzato un bottino di tredici vittorie che sarebbe bastato per vincere almeno due titoli iridati. Passato agli annali per essersi classificato quattro volte secondo e due volte terzo, detiene come pochi colleghi il primato di aver vinto anch\u2019egli almeno una gara della classe regina con tre moto di marche diverse. Cinque vittorie con la <strong>Suzuki,<\/strong> quattro con la Honda e quattro in sella alla Yamaha raccontano di fatto quanto sia stato abile ad adattarsi a tutte le moto, con le quali ha ottenuto sempre lo stesso rendimento. Solo in Cagiva non ha vinto gare, ma la moto dei fratelli Castiglioni era agli inizi e doveva ancora raggiungere il livello della concorrenza. Con la marca italiana ha conquistato uno dei cinquantasette podi della sua carriera.<\/p>\n<div class=\"iol-media \"><figure id=\"attachment_190533\" aria-describedby=\"caption-attachment-190533\" style=\"width: 1217px\" class=\"wp-caption alignnone iol-media__figure \"><div class=\"iol-media__lnk\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"iol-media__img size-full wp-image-190533\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/03\/randy-mamola.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/div><small class=\"iol-media__copy\"><b class=\"iol-media__copy__src\">getty images<\/b><\/small><figcaption id=\"caption-attachment-190533\" class=\"wp-caption-text iol-media__caption\">Randy Mamola<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<p>Della stessa dottrina di Mamola, ma con un carattere introverso ed opposto al connazionale, <strong>Eddie Lawson ha vinto quattro titoli mondiali della classe 500<\/strong>. Talento purissimo e mai sopra le righe, il pilota originario di Upland nella Contea di San Bernardino in California, ha vinto complessivamente trentuno gare ed \u00e8 salito sul podio settantotto volte. Capace di attirare l\u2019interesse di personaggi come Kenny Roberts e Giacomo agostini, che l\u2019hanno voluto come pilota nei rispettivi team, Lawson ha conquistato tre volte la classe 500 in sella alla Yamaha, per poi firmare il poker con l\u2019Honda ufficiale. E\u2019 ricordato per essersi laureato campione per due anni di seguito prima con la moto di Iwata e l\u2019anno dopo l\u2019HRC. Ma dopo una carriera piena di soddisfazioni dove si \u00e8 aggiudicato il 40% dei campionati che ha disputato, \u00e8 entrato definitivamente nel cuore degli appassionati italiani per aver portato alla <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/cagiva-il-mito-delle-corse-nato-dal-genio-italiano\/174912\/\">Cagiva la prima storica <\/a>vittoria nel Motomondiale. Dopo un anno di adattamento, in cui non era comunque mai arrivato pi\u00f9 indietro dell\u2019ottavo posto, salendo due volte sul podio, nel 1992 ha vinto il Gran Premio d\u2019Ungheria, entrando nella storia insieme al marchio di Varese, terza marca condotta in trionfo.<\/p>\n<p><strong>Loris Capirossi \u00e8 uno di quei piloti da cui ti puoi aspettare di tutto.<\/strong> Romagnolo dal talento asciutto e personaggio caparbio oltre che molto intelligente nella guida, ha conquistato titoli nelle classi 125 e 250, con Honda e Aprilia. Passato in 500 nel 1995, la sua prima stagione con una Honda \u00e8 stata di adattamento alla categoria per passare in Yamaha l\u2019anno dopo. Nel 1996 ha vinto l\u2019ultima gara del campionato in Australia in sella alla marca dei tre diapason, ma dopo aver sofferto molto il cambio di categoria, \u00e8 ritornato in 250 per altri tre anni. Nel 2000 si ripresenta in top-class con la Honda e il 28 maggio vince il GP d\u2019Italia al Mugello. Poi, per tre anni solo podi fino al passaggio in Ducati che, con l\u2019avvento della categoria MotoGP, schiera il progetto \u201cdesmosedici\u201d di cui Loris diventa il pilota di punta. Nelle prime cinque gare ottiene due podi e tre ritiri, ma il 15 giugno a Barcellona, Capirossi regala a Borgo Panigale la prima storica vittoria in MotoGP che corrisponde alla terza marca a salire sul gradino pi\u00f9 alto del podio insieme a romagnolo.<\/p>\n<p>Non ci sono per ora altri titolari di un record simile e per quanto possa sembrare facile per i campionissimi, i numeri e i profili di chi \u00e8 riuscito nell\u2019impresa ci dicono che non lo \u00e8 per nulla. La <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/motor-sport\/motogp-vs-superbike\/190841\/\">MotoGP di ultima generazione<\/a> ha rimescolato le carte e ci sono tanti piloti che potrebbero tentare di eguagliare i vecchi colleghi e accedere a questo ristretto club, ma per ora sembra che le iscrizioni siano chiuse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che cos\u2019hanno in comune Mike Hailwood, Randy Mamola, Eddie Lawson e Loris Capirossi? 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