{"id":193300,"date":"2023-06-07T10:57:03","date_gmt":"2023-06-07T08:57:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=193300"},"modified":"2023-06-16T14:04:21","modified_gmt":"2023-06-16T12:04:21","slug":"viaggio-in-sardegna-in-moto-con-la-bmw-r18-transcontinental-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/viaggio-in-sardegna-in-moto-con-la-bmw-r18-transcontinental-parte-2\/193300\/","title":{"rendered":"Viaggio in Sardegna in moto con la BMW R18 Transcontinental (Parte 2)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/viaggio-in-sardegna-in-moto-con-la-bmw-r18-transcontinental-parte-1\/192974\/\">RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI<\/a> (che poi \u0117 una sola): maggio, Sardegna del nord, nove amici, nove moto e un test-ride della <strong>BMW R18 Transcontinental per Virgilio Motori.<\/strong> Dal punto di vista meteorologico il giro si sviluppa secondo la stessa metodologia della raccolta diffenziata: da una parte il secco (primo giorno e mezzo), dall&#8217;altra&#8230;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;UMIDO:<\/strong> Siamo all&#8217;ora di pranzo e decidiamo di innestare le nostre gambe sotto il tavolo di una trattoria fuori dal<strong> circuito turistico ad Oschiri,<\/strong> provincia di Sassari, dopo un giorno e mezzo tutto sommato di tempo buono. Il pranzo tipico sardo si snoda secondo un&#8217;articolata sequenza di portate degno dell&#8217;incoronazione di Re Carlo III. Per essere certo di non perdermi nulla, mi posiziono in modo da poter pescare dai piatti di portata sia alla mia destra che alla mia sinistra: mi ritengo un talentuoso ambidestro da tavola. Viene portato un vino locale sfuso che, tra le varie propriet\u00e0, ha anche quella di farci dimenticare per un po&#8217; cosa dice il meteo. Poi, come tutte le cose belle, anche il pranzo finisce e nel pomeriggio inoltrato veniamo gentilmente invitati a lasciare la trattoria. Usciamo e piove. Non pioviggina, piove. Indossiamo le tute e si parte verso Nuoro su strade che sarebbero state meravigliose, in mezzo a valli di piante da sughero. Curve e pendenze sono da strade di montagna,\u00a0 l&#8217;asfalto \u00e8 in condizioni spesso precarie. La pioggia aumenta, diventa torrenziale e si accompagna a nebbia e freddo (+12\u00b0). Guido e penso al costume chiuso nelle borse: se l&#8217;ottimismo \u00e8 il sale della vita, la sfiga \u00e8 tutto il resto del condimento.<\/p>\n<p><strong>Quando piove, quando sei in moto e il tempo si fa difficile<\/strong>, allora cambia tutto nella testa. Cambia qualcosa dentro di te, come se si attivasse una modalit\u00e0 &#8220;pioggia&#8221;, che prima di tutto modifica il modo in cui ragioni. Non \u00e8 pi\u00f9 una questione di piacere, diventa una questione di guida. Si attivano al massimo tutti i sensi, la moto diventa un&#8217;estensione del corpo cui trasmette segnali. Il cervello li riceve e li elabora continuamente per decidere come avere in ogni momento la velocit\u00e0 giusta per non correre rischi. Quando stai 4 ore sotto una pioggia battente in moto su strade intricate e piene di curve, guidare diventa uno stato mentale. Il pensiero si svuota, ci sono solo le sensazioni e i momenti, ognuno separato da tutti gli altri. Sei al 100% nel presente, c&#8217;\u00e8 solo la prossima curva, poi quella dopo e quella dopo ancora. Potresti andare avanti cos\u00ec fino alla fine delle tue forze, mentre il pensiero galleggia nel vuoto. \u00c8 brutto andare in moto quando piove? No, ma \u00e8 un&#8217;altra cosa: mentre con il sole \u00e8 puro piacere, con la pioggia guidare diventa meditazione e i suoi gesti sono rito e preghiera. La giornata si conclude in un agriturismo isolato a nord di Nuoro, con 1km finale di sterrato fatto di buche, pozze di fango etc. Parcheggiamo e saliamo nelle stanze. Iniziano le complesse operazioni di asciugatura che vedono phone accesi e innestati nelle scarpe come pistole nei foderi. Alcune tra le menti pi\u00f9 acute del gruppo decidono di asciugare i guanti sulla piastra dei fornelli, prima godendosi lo spettacolo del fumo che sale, poi constatando che, secondo il primo teorema delle cattive idee, i guanti sui fornelli tendono presto a squagliarsi.<\/p>\n<p>Per chiudere la giornata in bellezza ricaricato l&#8217;airbag da moto, stacco l&#8217;alimentazione e&#8230; PUM! fffff &#8221; senza alcuna ragione apparente esplode sul letto. Essendo circondato da gente di un certo livello, scatta una lunga e colorita crisi di riso collettiva. D&#8217;altronde, come si dice, la situazione \u00e8 grave ma non seria. La lunga e impegnativa giornata si conclude con una abbondante cena tipica sarda a base dei medesimi piatti del pranzo: giornata enogastronomicamente eroica.<\/p>\n<p>La mattina dopo, vista la pioggia che prosegue imperterrita a scrosciare manco fossimo nel devonshire, ci semplifichiamo la vita tagliando il giro e decidiamo di puntare diretti verso la statale che porta ad Alghero. L&#8217;idea iniziale \u00e8 di aspettare una finestra di miglioramento meteo prima di partire, ma la ciurma morde il freno, vuole lo scontro frontale con le avversit\u00e0 come pirati in vista del galeone carico d&#8217;oro. Pronti-via e grazie a un GPS settato in modalit\u00e0 &#8220;camporella in jeep&#8221; finiamo in un arzigogolato percorso fatto di stradine accidentate, sterrate, allagate e piene di pendenze proibitive.<\/p>\n<p>Mi muovo in prima col gas appena puntato e i piedi gi\u00f9 dalle pedane, mentre do fondo a tutto il mio esteso vocabolario di improperi acquisito in decenni di cattive frequentazioni. Usciti dal pantano mi avvicino fischiettando a chi guidava il gruppo e cerco di distruggere a morsi il GPS, ma vengo bloccato appena in tempo. Troviamo la statale ed arriviamo ad Alghero ancora sotto una pioggia battente. Configurate tutte le ormai rodate procedure di asciugatura, ci dedichiamo al cous cous di pesce con la fregola, specialit\u00e0 della meravigliosa Alghero e dei suoi ristoranti tra le antiche mura spagnole fortificate. Il giorno successivo piove solo a sprazzi e riusciamo a goderci la strada che porta a Capo Caccia e poi ad Argentiera, oggi museo a cielo aperto dedicato ai duri tempi in cui questa terra viveva di miniere e non di turismo.<\/p>\n<p>Arriviamo a <strong>Porto Torres<\/strong> e ci imbarchiamo alla volta di Genova, dove la mattina successiva rivediamo per la prima volta il sole. \u00c8 il momento della conta dei danni, tutto sommato limitati: a causa della troppa acqua un Goblin si \u00e8 impossessato del cruscotto di una HD Ultra Glide facendo lampeggiare le spie come fosse la consolle dell&#8217;Enterprise. Ormai quasi arrivati a destinazione, la frizione di una Ducati ci saluta definitivamente ed arriva al traguardo a bordo di un carro attrezzi. Difetto di produzione visto che \u00e8 la seconda frizione che si mangia in 26.000 km con due proprietari differenti&#8230;\u00a0 La BMW R18 Transcontinental invece arriva in box sporca, dopo aver affrontato tutto quello che si \u00e8 trovata sotto le ruote in modo impeccabile, nonostante fosse molto, ma molto distante da ci\u00f2 per cui \u00e8 stata pensata: 10 e lode per la capacit\u00e0 di adattamento. Ma qual&#8217;\u00e8 il giudizio e com&#8217;\u00e8 andato il test-ride della R18 Transcontinental sulle strade della Sardegna? Alla prossima puntata!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/viaggio-in-sardegna-in-moto-con-la-bmw-r18-transcontinental-parte-3\/193762\/\"><strong>CONTINUA&#8211;&gt;<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI (che poi \u0117 una sola): maggio, Sardegna del nord, nove amici, nove moto e un test-ride della BMW R18 Transcontinental per Virgilio Motori. 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