{"id":194522,"date":"2023-07-06T08:49:31","date_gmt":"2023-07-06T06:49:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=194522"},"modified":"2023-07-06T12:50:49","modified_gmt":"2023-07-06T10:50:49","slug":"zundapp-ks125-la-storia-della-moto-dei-paninari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/zundapp-ks125-la-storia-della-moto-dei-paninari\/194522\/","title":{"rendered":"Z\u00fcndapp KS125, la storia della moto dei &#8216;paninari&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>I paninari sono stati un fenomeno tipico e solo degli anni ottanta e a parte qualche polaroid sbiadita e un sacco di ricordi di chi quel decennio l\u2019ha vissuto, <strong>questa controcultura<\/strong> non ha lasciato granch\u00e9. Ma \u00e8 proprio scavando nei ricordi che si riconoscono alcuni esempi che codificano lo stile e il genere del paninaro. Tra giacche e smanicati <strong>Moncler,<\/strong> Levi\u2019s e Timberland, anche la<strong> moto \u201cgiusta\u201d<\/strong>, ha trovato collocazione nella sfera del movimento pi\u00f9 volutamente commerciale e consumista della storia d\u2019Italia.<\/p>\n<h3>La storia della Z\u00fcndapp<\/h3>\n<p>Paradossalmente, ci\u00f2 che non \u00e8 mai stato commerciale \u00e8 proprio la motocicletta eretta a icona dai paninari, la <strong>Z\u00fcndapp KS 125. <\/strong><\/p>\n<p>Nata a Norimberga nel 1917 dall\u2019unione di tre aziende di munizioni, la Zunder und Apparatebau Gmbh, dopo la Prima Guerra Mondiale cambi\u00f2 nome in <em>Z\u00fcndapp geselshaft fur den bau von Specialmaschinen,<\/em> costruendo trattori, turbine, cavi e prodotti analoghi. La prima moto fabbricata nel 1921 la Z22, fu proclamata \u201cVolksmotorrader\u201d (vi ricorda qualcosa?) e montava un monocilindrico due tempi da 211 cc con trasmissione finale a cinghia. Dal primo modello ne derivarono altre come la versione sportiva Z2G e la K249 del 1923 da 249 cc. Partecip\u00f2 alle competizioni fin da subito come la Wurgau hill-climb, piazzandosi ai primi tre posti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019azienda lavorava a livelli record<\/strong> e nel 1924 raggiunse le 10.000 unit\u00e0 vendute e la Z249 divenne molto popolare tanto da rimanere in produzione fino al 1927. Nel 1928 il governo tedesco var\u00f2 una legge che defiscalizzava le moto di cilindrata inferiore ai 200 cc e le Z\u00fcndapp di pi\u00f9 grossa cubatura persero popolarit\u00e0 e fu allora che comparve la Z200 con motore monocilindrico due tempi da quattro cavalli e mezzo e cambio manuale a tre rapporti. Negli anni seguenti la sede si spost\u00f2 nel nuovo stabilimento di Norimberga-Schweinau, ma il mercato sub\u00ec degli scossoni con la crisi del \u201829, ridimensionando la produzione di moto. Negli anni trenta ci fu una bella ripresa e dalle linee della fabbrica uscirono i modelli B170, B200, DB 175, K300, K400, K500, K600 e K800.<\/p>\n<p>La lettera \u201cK\u201d stava per Karden e i motori erano dei bicilindrici boxer fissati su telai in acciaio. Nel 1938 cambi\u00f2 nome in Z\u00fcndapp-GmbH Nurnberg e durante la Seconda Guerra Mondiale convert\u00ec la produzione in veicoli militari lanciando un mezzo tattico come il KS750 sidecar. Con le conseguenze del secondo conflitto, la produzione postbellica di motociclette divenne impossibile e dopo essersi occupata della distribuzione di patate e grano macinato per sfamare la popolazione allo stremo, dalle linee uscirono macchine agricole pi\u00f9 utili a rimettere in piedi una Germania devastata. Solo nel 1947 riusc\u00ec a riprendere la fabbricazione di moto con l\u2019uscita della DB200 e dopo il trasferimento della societ\u00e0 a Monaco di Baviera per la progettazione di nuovi modelli, uscirono la KS601 (1950) e la DB205 (1954).<\/p>\n<p>Seguendo la scia tracciata dai nuovi scooter, Vespa e Lambretta, nel 1956 a Monaco presentarono \u201cBella\u201d, con motore bicilindrico trasversale di 151 cc. Negli anni settanta produsse un 125 in varie versioni, che vendette molto. Utilizzata anche nelle competizioni vinse il titolo europeo Classe 125 all\u2019interno del World Motocross Championship nel 1973 e nel 1974 con il belga Andr\u00e9 Malherbe e l\u2019ISDT Trophy nel 1975 e nel 1976 con la nazionale tedesca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-194565\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg\" alt=\"\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zundapp1.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/p>\n<h3>L\u2019esplosione del marchio Z\u00fcndapp in Italia<\/h3>\n<p>L\u2019innovazione arriv\u00f2 nel 1978 con l\u2019introduzione di nuovi modelli raffreddati a liquido e una nuova serie di 50 e 125 cc. L\u2019esplosione degli anni ottanta in Italia and\u00f2 di pari passo con l\u2019uscita dei modelli KS125 e KS 175, un sogno per molti che le definivano \u201cpi\u00f9 motociclette\u201d delle altre di pari segmento.<\/p>\n<p>Come tutto l\u2019outfit degli aderenti a questa moda, <strong>era una motocicletta costosa<\/strong> rinforzata nella sua distribuzione da una concessionaria di via Porta Tenaglia a Milano, adiacente all\u2019area frequentata da quei giovani, tanto da diventare una tendenza dal nulla. L\u2019esplosione del marchio Z\u00fcndapp in Italia deriv\u00f2 soprattutto dal mondo paninaro, che valorizzava la citt\u00e0 come universo in cui muoversi e la versione stradale 125 faceva al caso proprio. Coincidenza, il prezzo la identificava come moto non per tutti, ma di base aveva soluzioni tecniche interessanti e che altre non avevano come le sospensioni da trentacinque millimetri. Alle basse vibrazioni del motore, si aggiungeva il raffreddamento a liquido che dava pochissimi problemi e un miglior rendimento.<\/p>\n<p>Ma come in ogni movimento che si rispetti, anche la moto doveva comunicare un\u2019identit\u00e0 precisa e le modifiche erano all\u2019ordine del giorno. Innanzitutto, la colorazione aveva il suo peso e molti la volevano verde come le Kawasaki o le BMW dell\u2019epoca, poi il manubrio veniva sostituito con un modello pi\u00f9 sportivo per darle quello stile caf\u00e8 racer, ripreso negli anni. A livello tecnico le modifiche riguardanti il motore erano essenziali. Il 125 cc sviluppava 17 Cv per una velocit\u00e0 di punta intorno ai 123 Km\/h. Elaborandolo, molte volte sostituendolo direttamente con il 170 cc, si arrivava comodamente ai 150 Km\/h.<\/p>\n<h3>La triste fine della Z\u00fcndapp<\/h3>\n<p>Il successo della Z\u00fcndapp derivante da quel periodo<strong> fu anche il suo canto del cigno.<\/strong> Nel 1984, l\u2019azienda tedesca chiuse per <strong>bancarotta<\/strong>. La rilevarono prima i cinesi trasformandola in Xun-Da per poi essere assorbita da Honda con la totale scomparsa del marchio storico.<\/p>\n<p>La moto dei ricchi: in un\u2019intervista uscita nel novembre 2007 su un noto mensile di costume, Alessandro Gassmann raccontava il proprio rapporto con le moto e gli aneddoti che ne hanno caratterizzato la passione. Tra questi, racconta che a sedici anni prese la patente, pap\u00e0 Vittorio gli regal\u00f2 una moto e indovinate un po\u2019, era una Z\u00fcndapp KS 125. Lunga vita!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I paninari sono stati un fenomeno tipico e solo degli anni ottanta e a parte qualche polaroid sbiadita e un sacco di ricordi di chi quel decennio l\u2019ha vissuto, questa controcultura ","protected":false},"author":183220727,"featured_media":194562,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[420889858],"tags":[],"coauthors":[420891188,420891185],"class_list":["post-194522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-moto","iol-hentry"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/07\/zunadpp.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/183220727"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=194522"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":194592,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194522\/revisions\/194592"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media\/194562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=194522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=194522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=194522"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=194522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}