{"id":212008,"date":"2024-01-31T12:08:36","date_gmt":"2024-01-31T11:08:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=212008"},"modified":"2024-01-31T12:08:36","modified_gmt":"2024-01-31T11:08:36","slug":"moto-cinesi-in-europa-una-storia-che-parte-da-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/moto-cinesi-in-europa-una-storia-che-parte-da-lontano\/212008\/","title":{"rendered":"Moto cinesi in Europa: una storia che parte da lontano"},"content":{"rendered":"<p>Incontrare motociclette di <strong>marchi cinesi<\/strong> sulle nostre strade, da un po\u2019 di tempo non \u00e8 pi\u00f9 una novit\u00e0 e i modelli che vediamo assecondano i gusti del motociclista pi\u00f9 esigente. Quello che pu\u00f2 sembrare come un exploit o un\u2019invasione commerciale da parte della potenza asiatica pi\u00f9 discussa degli ultimi anni, \u00e8 in realt\u00e0 un momento attuale, ed \u00e8 per ora il traguardo di un processo iniziato molto tempo fa, risalente agli albori dell\u2019industria.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/moto-cinesi-in-europa-una-storia-che-parte-da-lontano\/212008\/#La_storia_della_moto_in_Cina\" title=\"La storia della moto in Cina\">La storia della moto in Cina<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/moto-cinesi-in-europa-una-storia-che-parte-da-lontano\/212008\/#Le_moto_cinesi_oggi\" title=\"Le moto cinesi oggi\">Le moto cinesi oggi<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_storia_della_moto_in_Cina\"><strong>La storia della moto in Cina<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Per comprendere meglio la storia della moto in Cina occorre tornare indietro nel tempo, a met\u00e0 1800, quando l\u2019Impero Celeste commerciava con le nazioni occidentali esportando pi\u00f9 di quello che importava nel proprio territorio e visse degli aspri conflitti come le due guerre dell\u2019oppio contro la Gran Bretagna e le potenze alleate e dalle quali venne fuori sconfitta e con l\u2019obbligo di concedere diritti ai vincitori. Questa fase si protrasse fino all\u2019inizio del secolo scorso, quando le <strong>rivoluzioni industriali<\/strong> avevano gi\u00e0 sconvolto l\u2019occidente e in Europa spopolavano i primi veicoli a motore prodotti in serie.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 all\u2019epoca ancora un paese <strong>molto chiuso<\/strong> dal punto di vista dell\u2019industrializzazione, legato a tradizioni millenarie e si suppone che motociclette e altri veicoli a motore siano giunti in nel paese con i proprietari che le utilizzavano per poi venderle a qualche cinese abbiente prima del rientro in patria. Solo dopo la Rivoluzione Popolare capeggiata da Mao Zedong si ebbe un sostanziale cambiamento di rotta con l\u2019espansione del comunismo e della sua teoria economica. La Repubblica Popolare, fondata nel 1949, vide la nascita delle prime fabbriche e possiamo dire che la motocicletta sia il veicolo che ha avviato l\u2019industrializzazione della Cina.<\/p>\n<p>Con un salto temporale di circa cinquant\u2019anni, questo enorme paese si \u00e8 avviato alla produzione di quanto era gi\u00e0 stato pensato e progettato nel nostro libero mercato e le fonti confermano che la prima fabbrica motociclistica fu la <strong>Jinggagngshan<\/strong> che apr\u00ec le attivit\u00e0 nel 1951 con la presentazione del primo modello ripreso direttamente dalla <strong>Zundapp K500<\/strong> militare dell\u2019esercito tedesco. In mancanza d\u2019esperienza, i produttori cinesi dovevano trarre ispirazione da qualcosa di gi\u00e0 realizzato e le guerre avevano fornito modelli come le BMW o le Harley Davidson americane, su cui i tecnici si erano formati.<\/p>\n<p>Pechino aveva bisogno delle proprie moto e se n\u2019era accorto bene Mao in un viaggio a Mosca dove visitando una fabbrica automobilistica aveva dichiarato di volerne una uguale in Cina. Nella Cina di Mao il processo che avrebbe dovuto generare quel \u201cbalzo in avanti\u201d stava producendo effetti collaterali molto gravi che culminarono in una tremenda carestia che nel 1960 port\u00f2 alla morte di almeno quattordici milioni di cittadini. La fabbrica voluta dal leader, faceva fatica ad emergere e la prima automobile progettata e collaudata non \u00e8 mai entrata in produzione. Nel frattempo la motocicletta copiata dalla Zundapp K500 era l\u2019unica disponibile anche per l\u2019esercito e nel 1957 era stata affiancata dalla \u201cFiume Yangtze 750\u201d costruita dalla Xiangjiang e Hongdu.<strong> Era un sidecar con motore a due cilindri<\/strong> <strong>boxer<\/strong> copiato dalla russa Ural M72 che a sua volta era copiata dalla tedesca BMW 750 militare della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Le copie di quelli che erano ritenuti i modelli pi\u00f9 adatti allo sviluppo della nazione cominciavano a crescere e gi\u00e0 nel 1979 la Xingfu 250 che derivava dalla Jawa cecoslovacca e fino ad allora era stata relegata al servizio postale, fu proposta anche al pubblico, ottenendo un grande successo e il titolo di \u201cmotocicletta del popolo\u201d. Ma anche la Cina aveva il suo imprenditore d\u2019eccellenza, colui che avrebbe finalmente dato un volto alle moto di questo paese che cambiava pelle e passava da Mao al comunismo liberale di oggi. Zuo Zongshen fond\u00f2 infatti nel 1992 la Zongshen portandola in pochi anni a competere con le concorrenti di settore, avviando il nuovo corso dell\u2019industria motociclistica cinese che viviamo oggi.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_moto_cinesi_oggi\">Le moto cinesi oggi<\/span><\/h3>\n<p>Compiutosi quel passo chiamato appunto balzo in avanti che tanto la politica maoista aveva inseguito senza grossi risultati, eccoci <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/invasione-di-moto-dalla-cina-tra-scetticismo-e-vere-occasioni\/189933\/\">ai giorni nostri con i marchi cinesi<\/a> che acquisiscono le aziende occidentali come Benelli, ad esempio, e ne mantengono integro background storico che gli stessi cinesi non hanno mai avuto, ma sul quale contano per investire i propri capitali (enormi) e la produttivit\u00e0 con cui possono ambire a numeri record in ambito industriale.<\/p>\n<p>Qianjiang, fondata nel 1985 e conosciuta oggi come QJMotor \u00e8 parte del gruppo <strong>Geely che detiene Volvo<\/strong> e il cinquanta percento di Smart e non si \u00e8 mai limitata al rilancio di un marchio acquisito mantenendone vivo il prestigio, ma sfrutta la join venture per produrre le proprie moto per essere concorrenziale e realizzare il sogno di personaggi come Zao Zongshen e altri 1,412 miliardi di persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quello che pu\u00f2 sembrare come un exploit o un\u2019invasione commerciale da parte della potenza asiatica pi\u00f9 discussa degli ultimi anni, \u00e8 in realt\u00e0 un momento attuale, ed \u00e8 per ","protected":false},"author":183220727,"featured_media":212032,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[420889858],"tags":[],"coauthors":[420891188,420891185],"class_list":["post-212008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-moto","iol-hentry"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/01\/moto-cina.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/183220727"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=212008"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":212036,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/212008\/revisions\/212036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media\/212032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=212008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=212008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=212008"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=212008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}