{"id":225451,"date":"2024-06-06T20:59:06","date_gmt":"2024-06-06T18:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=225451"},"modified":"2024-06-06T21:03:10","modified_gmt":"2024-06-06T19:03:10","slug":"enduro-monocilindriche-anni-80","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/enduro-monocilindriche-anni-80\/225451\/","title":{"rendered":"Enduro monocilindriche degli anni \u201880: le regine del fuoristrada"},"content":{"rendered":"<p>Gli anni Ottanta sono stati un periodo magico per le <strong>moto da enduro, in particolare quelle monocilindriche<\/strong>. Piacevoli da ammirare e robuste, hanno conquistato il cuore di diversi fan delle due ruote, assurgendo a simbolo di un\u2019epoca. Andava incontro ai gusti e alle esigenze della platea di biker, desiderosi di solcare lande inesplorate in sella alla propria \u201cbambina\u201d. Durante la settimana garantivano delle ottime prestazioni nello scenario urbano e anche nelle escursioni fuori porta sapevano destreggiarsia meraviglia . Tra questi, alcuni esemplari si sono saputi ritagliare un posto nel mito grazie alla loro meccanica e affidabilit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/enduro-monocilindriche-anni-80\/225451\/#Dalla_Yamaha_XT_500_alla_XT_600_Z_Tenere\" title=\"Dalla Yamaha XT 500 alla XT 600 Z T\u00e9n\u00e9r\u00e9\">Dalla Yamaha XT 500 alla XT 600 Z T\u00e9n\u00e9r\u00e9<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/enduro-monocilindriche-anni-80\/225451\/#Kawasaki_KLR_650_gioiello_da_fini_intenditori\" title=\"Kawasaki KLR 650, gioiello da fini intenditori\">Kawasaki KLR 650, gioiello da fini intenditori<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/enduro-monocilindriche-anni-80\/225451\/#Le_italiane\" title=\"Le italiane\">Le italiane<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dalla_Yamaha_XT_500_alla_XT_600_Z_Tenere\">Dalla Yamaha XT 500 alla XT 600 Z T\u00e9n\u00e9r\u00e9<\/span><\/h2>\n<p>Introdotta nel 1975, <strong>la Yamaha XT 500 conferm\u00f2 le qualit\u00e0 progettuali<\/strong> delle aziende giapponesi. A differenza delle connazionali, il marchio nipponico ebbe il merito di capire e accettare l\u2019evolversi dei tempi. Anzich\u00e9 insistere solo su formule gi\u00e0 rodate, abbracci\u00f2 il cambiamento e fu ricompensato. Il propulsore monocilindrico da 500cc era potente e affidabile, adatto ad affrontare delle lunghe escursioni nei percorsi off-road. Con il passare del tempo, la XT 500 ha ottenuto rilievo nel settore e capita di sentire ancora oggi chi ne rimpiange la meccanica e la robustezza. A suon di generose offerte, collezionisti e appassionati se le contendono oggi.<\/p>\n<p>Il vero salto di livello da parte di Yamaha nell\u2019enduro avvenne, per\u00f2, nel 1982, l\u2019anno di debutto della <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/moto\/yamaha-xt-600-z-tenere\/224775\/\">XT 600 Z T\u00e9n\u00e9r\u00e9, l&#8217;enduro da leggenda che conquist\u00f2 il deserto<\/a>. Alimentata da un monocilindrico da 595 cc da 43 CV, aveva un celebre serbatoio dalla forma sferica, il suo \u201csegreto\u201d nella capacit\u00e0 di percorrere lunghe distanze senza ripetute soste a fare rifornimento. In confronto ai predecessori era ben pi\u00f9 avanzata, con un forcellone in alluminio e una sospensione posteriore progressiva Motocross. Inoltre, aveva un freno a disco anteriore, in rottura col solito tamburo. Nonostante non abbia mai vinto la Dakar, conserva un posto d\u2019\u00e9lite nel panorama motociclistico. La combinazione di performance solide, versatilit\u00e0 e affidabilit\u00e0 le confer\u00ec slancio in termini commerciali, una gallina dalle uovo d&#8217;oro, sfruttate dai tecnici nelle creazioni future. Bench\u00e9 la moderna T\u00e9n\u00e9r\u00e9 700 abbia raddoppiato la potenza e i cilindri, l\u2019essenza \u00e8 rimasta immutata.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Kawasaki_KLR_650_gioiello_da_fini_intenditori\">Kawasaki KLR 650, gioiello da fini intenditori<\/span><\/h2>\n<p>Correvano gli anni Ottanta anche al lancio della <strong>Honda XL 600 R. In ritardo rispetto a Yamaha<\/strong>, i vertici della compagnia adottarono un approccio moderno. Perch\u00e9 gli anni passano, le mode pure e ignorare la svolta avvenuta avrebbe significato negarsi sul nascere una rilevante fetta di acquirenti. Il sodalizio tra i dipartimenti della Casa si tradusse in un mezzo duttile come pochi al mondo, capace di destreggiarsi ovunque andasse. Nelle grazie di tanti fan ci \u00e8 entrata soprattutto per il look aggressivo, manifesto di una forte personalit\u00e0, e <strong>l\u2019unit\u00e0 monocilindrica da 600cc<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando i segni del cambiamento erano gi\u00e0 emersi nel comparto motociclistico, venne il turno della <strong>Kawasaki KLR 650, l\u2019ennesimo gioiello da fini intenditori<\/strong>. Da bolidi simili il Costruttore ha definito la propria legacy, che continua fino ai giorni nostri. Approd\u00f2 nel 1987, a raccogliere il testimone della KLR 600, presentata appena tre anni prima. Il monocilindrico DOHC a 4 volte raffreddato a liquido, forte di un\u2019alimentazione gestita da un carburatore Keihlin, aveva una trasmissione a 5 marce e un freno a disco anteriore. Parecchio per l\u2019epoca e cos\u00ec scal\u00f2 le gerarchie al punto da imporsi contro realt\u00e0 agguerrite. Poi, piomb\u00f2 un lunghissimo fermo negli aggiornamenti, sintomatico circa le qualit\u00e0 intrinseche della moto e la sua popolarit\u00e0. Compiuto un primo aggiornamento nel 2008, \u00e8 tornata in Europa due anni fa, con un\u2019estetica fedele al modello del passato, ma rinnovato sotto vari aspetti.<\/p>\n<p>Una traccia indelebile l\u2019ha lasciata pure la <strong>DR 600<\/strong>. Prodotta da Suzuki dal 1985 al 1990, <strong>combinava le propriet\u00e0 di una stradale a quella di una off-road<\/strong>. Di conseguenza, riusciva a destreggiarsi ovunque, sia in citt\u00e0 sia nei tratti pi\u00f9 insidiosi. Il cuore pulsante era un monocilindrico da 589 cc, in grado di sviluppare una potenza di 32 kW, pari a 43,5 CV. Unito a un telaio leggere e maneggevole, era sempre all\u2019altezza delle aspettative. Il sedile, ampio e comodo, era adatto anche nei lunghi viaggi e la riparazione era facile, al punto che buona parte erano eseguibili in autonomia, invece di recarsi in officina, con ovvio risparmio\u00a0 economico.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_italiane\">Le italiane<\/span><\/h2>\n<p>E le italiane? Non rimasero ferme. Introdotta nel 1987, dur\u00f2 quattro anni la <strong>Cagiva T4-500, &#8220;tuttotreno&#8221; successiva all\u2019Ala Rossa 350<\/strong>, ma con alcune rilevanti modifiche. Dotata di un quattro tempi di 500 cm\u00b3, era in realt\u00e0 una versione maggiorata dell\u2019unit\u00e0 della sorella minore, la T4-350. L&#8217;incremento di cilindrata venne ottenuto aumentando l\u2019alesaggio da 82 a 94 mm. Usc\u00ec in diverse interpretazioni, tra cui la \u201cE\u201d (Enduro), la \u201cR\u201d (Racing) e la \u201cM\u201d (militare), differenziate principalmente nella ciclistica e nell\u2019avviamento. Ad esempio, la \u201cE\u201d aveva un avviamento sia a pedale che elettrico, mentre la \u201cR\u201d contava un ammortizzatore posteriore pluriregolabile e un avviamento esclusivamente a pedale. Dal peso di 140 kg, la Cagiva T4-500 generava una potenza di 40 CV a 7.000 rpm.<\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni Ottanta pure <strong>Aprilia diede con la Tuareg una personale interpretazione<\/strong> delle enduro monocilindriche. Offerta con un motore a due tempi con cilindrate di 50 e 125 cc e uno a quattro tempi da 350 e 600 cc, ebbe pure un\u2019edizione Rally da 50, 125 e 250 cc. Per passare dalla velocit\u00e0 massima a una completa fermata, si affidava a un singolo disco frenante montato sulla ruota anteriore e a un freno a tamburo ubicato sulla ruota posteriore, in maniera da beneficiare di una <strong>potenza di arresto ottimale<\/strong>.<\/p>\n<p>Giapponese di \u201cpassaporto\u201d, ma italiana di adozione, la <strong>Honda NX 650 Dominator fu tenuta a battesimo nel 1987 a Taormina<\/strong> e le vendite in Italia presero il via nel febbraio successivo. Ebbe una carriera abbastanza lunga, lunga 14 anni, in cui mantenne il <strong>propulsore monocilindrico da 644 cm\u00b3 di cilindrata<\/strong>. Raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero in testa comandato da catena con quattro valvole radiali, erogava 39 CV a 6.400 giri al minuto e una coppia di 4,7 kgm a 5.250 giri\/min. Eclettica oltre ogni limite, la maneggevolezza della NX 650 Dominator dipendeva da una commistione di fattori: il telaio robusto, la forcella telescopica anteriore, il monoammortizzatore posteriore e i freni a disco, anteriori e posteriori. Dei requisiti che le valsero una poltrona in prima classe tra le enduro monocilindriche di allora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le moto da enduro monocilindriche degli anni Ottanta hanno lasciato un&#8217;impronta indelebile nel mondo delle due ruote: riscopriamo le migliori","protected":false},"author":183220841,"featured_media":227744,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":""},"categories":[420889858],"tags":[420890914,420890917],"coauthors":[420891349,420891347],"class_list":{"0":"post-225451","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-moto","8":"tag-fuoristrada","9":"tag-moto-enduro","10":"iol-hentry"},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2024\/06\/Honda-Dominator-650-moto-monocilindriche.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/183220841"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=225451"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227745,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225451\/revisions\/227745"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media\/227744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=225451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=225451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=225451"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=225451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}