{"id":275411,"date":"2025-04-16T17:44:07","date_gmt":"2025-04-16T15:44:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=275411"},"modified":"2025-04-17T21:02:24","modified_gmt":"2025-04-17T19:02:24","slug":"lancia-beta-montecarlo-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/lancia-beta-montecarlo-storia\/275411\/","title":{"rendered":"Lancia Beta Montecarlo, 50 anni di mito e un prezzo da collezionisti"},"content":{"rendered":"<p><strong>50 anni<\/strong>. Il tempo dei bilanci. Di ci\u00f2 che \u00e8 stato. E di quello che non torner\u00e0. In un Paese lungo e stretto come il nostro &#8211; l\u2019Italia &#8211; sono nate alcune delle auto pi\u00f9 memorabili del Novecento. Una ha lasciato un solco netto: la <strong>Lancia Beta Montecarlo<\/strong>. Nel 2025 compie mezzo secolo. Ma non ha perso nemmeno un grammo di carisma. Auto cos\u00ec si scolpiscono nella memoria, curva dopo curva, con la polvere e l\u2019olio. Ci\u00f2 che le distingue \u00e8 il carattere. E quello, lei, lo ha mantenuto intatto.<\/p>\n<p>Anche chi non c\u2019era ne ha sentito l\u2019eco. Nei discorsi tra padre e nonno, nei garage dove passano storie e graffi, sogni e macchie d\u2019olio. La Montecarlo \u00e8 fatta di quella materia: memoria che resta. Nata per essere una creatura Fiat, fin\u00ec per diventare Lancia e l\u00ec ribalt\u00f2 il tavolo. Una svolta netta, tanto da risvegliare oggi i collezionisti e incendiare le aste.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/lancia-beta-montecarlo-storia\/275411\/#Quando_Pininfarina_oso_da_sola\" title=\"Quando Pininfarina os\u00f2 da sola\">Quando Pininfarina os\u00f2 da sola<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/lancia-beta-montecarlo-storia\/275411\/#Una_staffetta_da_campioni\" title=\"Una staffetta da campioni\">Una staffetta da campioni<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Quando_Pininfarina_oso_da_sola\">Quando Pininfarina os\u00f2 da sola<\/span><\/h2>\n<p>Fine anni Sessanta. Un Paese che risale, che sogna. Fiat saluta la <strong>124 Coup\u00e9<\/strong> e cerca il passo successivo. La piccola X1\/9 tiene alta la bandiera, peccato che manchi la scintilla finale: una vera sportiva, col motore nel posto giusto. Al centro. \u00c8 qui che saltano gli schemi. In gran segreto, Paolo Martin disegna la X1\/8: berlinetta a due posti, V6 da 3.0 litri, opera interamente firmata Pininfarina. Mai successo prima.<\/p>\n<p>Poi arriva il 1973. E con lei, la crisi petrolifera. I piani saltano, la prudenza vince. Ma buttare via quel progetto sarebbe uno spreco indecente. Abarth prende in mano il futuro, costruisce un prototipo da corsa \u2013 la SE 030 \u2013 e lo schiera al Giro d\u2019Italia 1974. Va forte, sorprende, quasi spaventa. L\u2019unica a fermarla \u00e8 la Stratos Turbo di Andruet e \u201cBiche\u201d. Un anno dopo, Ginevra: la Montecarlo \u00e8 pronta. \u00c8 vera. \u00c8 Lancia.<\/p>\n<div class=\"iol-media \"><figure id=\"attachment_275414\" aria-describedby=\"caption-attachment-275414\" style=\"width: 1217px\" class=\"wp-caption aligncenter iol-media__figure \"><div class=\"iol-media__lnk\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"iol-media__img wp-image-275414 size-full\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg\" alt=\"La rivincita della Lancia Beta Montecarlo dopo la prima fredda accoglienza\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/50-anni-Lancia-Beta-Montecarlo.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/div><small class=\"iol-media__copy\"><b class=\"iol-media__copy__src\">Ufficio Stampa Stellantis<\/b><\/small><figcaption id=\"caption-attachment-275414\" class=\"wp-caption-text iol-media__caption\">La Lancia Beta Montecarlo ha avuto la sua rivincita dopo l&#8217;indifferenza iniziale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<p>Muso basso, <strong>coda tronca<\/strong>, lama travestita da macchina: la Montecarlo non implorava applausi. Pretendeva rispetto. Zero cromature, solo un cofano opaco, quasi fosse un avvertimento. Sobriet\u00e0 muscolare, scolpita nel metallo. Telaio monoscocca, 381 centimetri di lunghezza, 119 d\u2019altezza. Una freccia sempre pronta a scattare.<\/p>\n<p>Disponibile in versione <strong>Coup\u00e9 o Spider<\/strong>, con le inconfondibili pinne posteriori. Nessun vezzo, una sfida all\u2019aria. Sotto i 1.000 kg, e in mezzo il Lampredi 2.0, che batte pi\u00f9 forte dei suoi 120 CV ufficiali. Negli Stati Uniti monta fari tondi a scomparsa, in Italia, fari rettangoli carenati. Due volti, una promessa: stile radicale. Dentro, atmosfera da pista: sedili avvolgenti, volante a due razze \u2013 poi sostituito da un Momo a tre \u2013 e cerchi da 13 pollici. Niente finestrini nelle pinne. Era essenziale, perentoria: prendere o lasciare.<\/p>\n<p>Tre anni dopo, il richiamo delle competizioni. Lancia sigla un nuovo patto: Abarth per la meccanica, Pininfarina per il design. La base \u00e8 la Montecarlo stradale, ma viene spinta oltre i propri limiti. L\u2019aerodinamica si fa estrema: passaruota larghi, alettoni, appendici ovunque. La carrozzeria \u2013 Martini Racing, vetroresina pura \u2013 poggia su un telaio tubolare Dallara. Dell\u2019originale resta appena il cuore. E quello, se provocato, fa il diavolo a quattro: un 4 cilindri turbo che sputa quasi 500 cavalli di rabbia compressa.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_staffetta_da_campioni\">Una staffetta da campioni<\/span><\/h2>\n<p>Silverstone, 1979: il battesimo di fuoco. La Montecarlo incrocia Porsche 935 (oggetto di culto anche di <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/curiosita\/porsche-pablo-escobar\/158782\/\">Pablo Escobar<\/a>) e BMW M1, pronte a schiacciarle con la forza tedesca. Sottovalutano la rivale, perch\u00e9 Lancia sfodera il carattere della fuoriclasse e, giro dopo giro, il Campionato Marche Divisione 2 Litri finisce nella bacheca di Torino. Antipasto leggero. Nel 1980 e 1981 alza <strong>due titoli mondiali assoluti<\/strong>. La Montecarlo diventa staffetta per piloti di razza: Hans Heyer, Riccardo Patrese. Markku Al\u00e9n, Michele Alboreto, Attilio Bettega. Al Giro d\u2019Italia 1980, una con Patrese e Al\u00e9n, l\u2019altra con Alboreto e Bettega. L\u2019apoteosi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, sbarca la <strong>Serie II<\/strong>. Aggiornata, senza pi\u00f9 agire da mina vagante. Adesso si chiama semplicemente Montecarlo, pi\u00f9 diretta, pi\u00f9 affilata. I cerchi crescono a 14 pollici, i finestrini nelle pinne posteriori riempiono un vuoto estetico. Ma soprattutto, nuovi freni. I vecchi entrano troppo presto, come un pugno sferrato a vuoto. I tecnici imparano a dosarne la forza. Eppure, i risultati della prima serie restano ineguagliati. Appena 1.940 esemplari venduti. La parabola si chiude, ma con dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo lascito brucia sottopelle nelle eredi. In testa, la <strong>037<\/strong>. Stessa filosofia: compatta, nervosa, aggressiva. Stessi partner: Abarth per la meccanica, Pininfarina per il tratto, Dallara per il telaio. Un\u2019evoluzione su base Montecarlo, il testimone pi\u00f9 nobile che potesse passare. Nel 1983, la <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/iconica-lancia-rally-037-ritorno\/187995\/\">037<\/a> vince il titolo iridato di rally, l\u2019ultima a farlo con la trazione posteriore, davanti alle Audi 4&#215;4.<\/p>\n<div class=\"iol-media \"><figure id=\"attachment_275415\" aria-describedby=\"caption-attachment-275415\" style=\"width: 1217px\" class=\"wp-caption aligncenter iol-media__figure \"><div class=\"iol-media__lnk\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"iol-media__img wp-image-275415 size-full\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg\" alt=\"Lancia Beta Montecarlo: 490 CV di puro carattere\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/04\/Lancia-Beta-Montecarlo-storia.jpg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/div><small class=\"iol-media__copy\"><b class=\"iol-media__copy__src\">Ufficio Stampa Stellantis<\/b><\/small><figcaption id=\"caption-attachment-275415\" class=\"wp-caption-text iol-media__caption\">La Lancia Beta Montecarlo da rally sprigionava fino a 490 CV: abbastanza per aggiudicarsi due titoli mondiali assoluti consecutivi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<p>Gli onori, alla fine, se li sarebbe presi lei. Ma senza la Montecarlo, quella leggenda non sarebbe mai nata. Niente base tecnica, niente mondiale. La Beta Montecarlo fu un ponte sporco di fango tra la brutale HF e l\u2019eleganza chirurgica della 037. Un codice genetico che oggi Lancia prova a risvegliare, con il recente ritorno nel mondo dei <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/ritorno-lancia-rally-successo\/275145\/\">rally<\/a>.<\/p>\n<p>All\u2019epoca, per\u00f2, fu fraintesa. Troppo disciplinata per i ribelli, troppo sporca per quelli con la puzza sotto al naso. N\u00e9 carne n\u00e9 pesce, dissero. Ma il tempo \u2013 quando ha pazienza \u2013 sa essere giustiziere. Meno di 9.400 gli esemplari prodotti tra Europa e Stati Uniti, molti inghiottiti dalla ruggine, dimenticati in garage, abbandonati nell\u2019incuria. Eppure, chi ci ha creduto allora oggi sorride. Perch\u00e9 la Montecarlo \u00e8 diventata un oggetto del desiderio. Una \u201cFerrari dei poveri\u201d, l\u2019hanno chiamata. Proporzioni da supercar, firma Pininfarina, sound da vera italiana. Emozioni sincere, ancora abbordabili:<strong> 25-40.000 euro<\/strong> per un buon esemplare. Occhio per\u00f2: stanno salendo.<\/p>\n<p>La si incontra nei raduni storici. Nei musei. Nei video dell\u2019Heritage Stellantis. Alcuni collezionisti la riportano in pista, la spingono in cronoscalate, le danno la seconda possibilit\u00e0 che merita. Adesso, finalmente, qualcuno la guarda per ci\u00f2 che \u00e8: una berlinetta onesta, sferzante, sexy. Mai mercificata. Solo strada, metallo, verit\u00e0. I salotti? Mai vista. \u00c8 rimasta sporca, oltraggiosa, testarda. E mentre tanti miti si sbiadiscono tra le foto ingiallite, la Montecarlo continua a mordere l\u2019asfalto nei ricordi. Rifiuta gli applausi facili. Ti guarda, accende il motore e se ne va.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ha fatto innamorare pochi, ma quelli giusti. 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