{"id":280496,"date":"2025-05-28T10:00:51","date_gmt":"2025-05-28T08:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=280496"},"modified":"2025-05-29T15:07:04","modified_gmt":"2025-05-29T13:07:04","slug":"alfa-romeo-alfetta-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/alfa-romeo-alfetta-storia\/280496\/","title":{"rendered":"Alfa Romeo Alfetta, quando la berlina \u00e8 diventata simbolo di sportivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Siamo alla fine degli anni Settanta e il successo della Giulia spinge i vertici di Alfa Romeo a puntare su un\u2019erede in grado di mantenere il dominio del mercato in una categoria importante come le berline. La nuova segmento C del biscione deve portare nuove soluzioni tecniche che possano riscrivere gli standard di sportivit\u00e0 e comfort dell\u2019epoca e, non di meno, deve aggiornare le linee morbide della Giulia con un design pi\u00f9 affine al gusto di quei tempi, fatto di muscoli e tratti decisi.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec, nel 1972, l\u2019<strong>Alfa Romeo Alfetta<\/strong>. Con una presentazione originale a Trieste, pi\u00f9 precisamente al porticciolo di Grignano, lontano dai vari Saloni dell\u2019Auto &#8211; in un evento dedicato &#8211; in cui riscuote subito un notevole successo di critica e pubblico. Complice anche il nome con un richiamo importante: &#8220;Alfetta&#8221; era il nomignolo con cui i meccanici Alfa Romeo di <strong>Formula 1<\/strong> erano soliti chiamare le monoposto 158 e 159 dei primi due anni cinquanta, entrambe vincenti del titolo mondiale. Dare un nome cos\u00ec a una berlina di serie si pone come una vera e propria <strong>dichiarazione d\u2019intenti<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/alfa-romeo-alfetta-storia\/280496\/#Scelte_tecniche_senza_compromessi\" title=\"Scelte tecniche senza compromessi\">Scelte tecniche senza compromessi<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/alfa-romeo-alfetta-storia\/280496\/#Eleganza_italiana_anima_grintosa\" title=\"Eleganza italiana, anima grintosa\">Eleganza italiana, anima grintosa<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/alfa-romeo-alfetta-storia\/280496\/#Tutte_le_versioni\" title=\"Tutte le versioni\">Tutte le versioni<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/alfa-romeo-alfetta-storia\/280496\/#Una_leggenda_senza_tempo\" title=\"Una leggenda senza tempo\">Una leggenda senza tempo<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Scelte_tecniche_senza_compromessi\">Scelte tecniche senza compromessi<\/span><\/h2>\n<p>Alla base dell\u2019Alfetta c\u2019\u00e8 un <strong>progetto tecnico rivoluzionario<\/strong> per l\u2019epoca, pensato con un occhio di riguardo per le prestazioni, in pieno stile Alfa Romeo. L\u2019architettura meccanica riscrive quanto fatto sulla Giulia nella sua interezza, a eccezione del propulsore che viene dotato della cavalleria della 1750 Berlina . Per offrire una <strong>distribuzione dei pesi<\/strong> perfettamente bilanciata, il cambio e la frizione vengono posizionati posteriormente, secondo lo <strong>schema Transaxle<\/strong>, inusuale disposizione di origine americana dove il cambio &#8211; invece di stare attaccato al motore &#8211; si posiziona al posteriore insieme a frizione e differenziale. Sempre al posteriore, i dischi dei freni vengono curiosamente posizionati sulla scocca a monte dei semiassi, per ridurre le masse non sospese e favorire la dinamica.<\/p>\n<p>La vera rivoluzione dinamica avviene per\u00f2 nello <strong>schema sospensivo<\/strong>, con l\u2019anteriore gestito da sospensioni indipendenti a barre di torsione e al posteriore un ponte De Dion con parallelogramma di Watt, la stessa tipologia utilizzata nella monoposto 159 di Fangio del 1951. Anche quest\u2019ultima soluzione si pone l\u2019obiettivo di diminuire le masse non sospese, grazie al differenziale posizionato direttamente alla scocca.<\/p>\n<p><strong>Scheda tecnica <\/strong>Alfa Romeo Alfetta all\u2019uscita nel 1972:<\/p>\n<ul>\n<li>motore anteriore 1.8 litri 4 cilindri in linea con doppio albero a camme;<\/li>\n<li>potenza di 122 CV a 5.500 giri;<\/li>\n<li>velocit\u00e0 massima di 180 km\/h;<\/li>\n<li>peso 1.060 kg.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Eleganza_italiana_anima_grintosa\">Eleganza italiana, anima grintosa<\/span><\/h2>\n<p>Se a convincere gli alfisti ci pensano le meraviglie tecniche, a conquistare la massa \u00e8 invece il design. Con Alfetta il centro stile Alfa Romeo riesce a esaudire le richieste del mercato, progettando una vettura in controtendenza rispetto alla precedente Giulia. Linee tese, proporzioni equilibrate, frontale basso e marcato: una silhouette che parla il linguaggio dell\u2019<strong>eleganza anni Settanta<\/strong> ma con quella dose di aggressivit\u00e0 tipica delle Alfa. Dentro, l\u2019abitacolo \u00e8 spazioso e ben rifinito, pensato per il comfort ma con un\u2019impostazione di guida orientata al dinamismo.<\/p>\n<p>Al contrario di quanto si possa pensare, la scelta delle <strong>dimensioni generose del bagagliaio<\/strong> dell&#8217;Alfetta non deriva dalla visione del team stilistico, quanto da una presa di posizione dell\u2019ingegnere austriaco <strong>Rudolf Hruska<\/strong>, a quei tempi a capo del progetto <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/alfa-romeo-alfasud-sprint-6c-storia-ritorno\/238066\/\">Alfasud<\/a> contemporaneo all&#8217;Alfetta. Hruska, fermamente deciso che il bagagliaio di un\u2019auto debba poter contenere comodamente quattro valigie di medie dimensioni, imposta il design posteriore della Alfasud secondo questo criterio e, durante la presentazione interna dei due prototipi, si rende conto che l\u2019Alfetta \u00e8 dotata di un baule pi\u00f9 piccolo rispetto a quello di una vettura di segmento inferiore. Cos\u00ec la linea del bagagliaio viene alzata, la pendenza del lunotto resa pi\u00f9 aggressiva e, finalmente, le quattro valigie possono entrare nell\u2019Alfetta.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tutte_le_versioni\">Tutte le versioni<\/span><\/h2>\n<p>Parallelamente alla berlina, nel 1974 un\u2019altra icona Alfa Romeo nasce sotto lo stesso nome: la <strong>Alfetta GT<\/strong>. Con la firma stilistica di Giorgetto Giugiaro per <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/italdesign-vendita-pretendenti\/279719\/\">Italdesign<\/a>, la GT e le successive GTV e GTV6 (quest\u2019ultima con il <strong>V6 Busso<\/strong> da 2.5 litri, ora vero e proprio oggetto di culto) utilizzano la stessa meccanica transaxle e il ponte De Dion della berlina, ma traducono tutto in chiave pi\u00f9 emozionale. Due porte, sedili sportivi, strumentazione orientata al pilota: delle coup\u00e9 nate per entusiasmare, e ci riescono benissimo. Un\u2019arma in pi\u00f9 per conquistare un mercato che gi\u00e0 elogiava a gran voce il progetto Alfetta.<\/p>\n<div class=\"iol-media \"><figure id=\"attachment_280510\" aria-describedby=\"caption-attachment-280510\" style=\"width: 1217px\" class=\"wp-caption alignnone iol-media__figure \"><div class=\"iol-media__lnk\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"iol-media__img wp-image-280510 size-full\" src=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg\" alt=\"Alfa Romeo Alfetta GT 2000, una coup\u00e9 disegnata da Giugiaro\" width=\"1217\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg?resize=1217,694 1217w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg?resize=300,171 300w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg?resize=687,392 687w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg?resize=768,438 768w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg?resize=1024,584 1024w, https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta-GT-2000.jpeg?resize=280,160 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1217px) 100vw, 1217px\" \/><\/div><small class=\"iol-media__copy\"><b class=\"iol-media__copy__src\">Ufficio Stampa Stellantis<\/b><\/small><figcaption id=\"caption-attachment-280510\" class=\"wp-caption-text iol-media__caption\">Alfa Romeo Alfetta GTV 2.0 Grand Prix la coup\u00e9 disegnata da Giugiaro<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<p>Dopo il debutto del modello &#8220;milleotto&#8221; nel 1972, gi\u00e0 nel 1975 arriva l&#8217;<strong>Alfetta 1.6<\/strong>, una variante che ora verrebbe chiamata entry-level pensata per ampliare la base clienti, ma senza rinnegare la filosofia del Biscione. Il vero salto prestazionale avviene con l&#8217;<strong>Alfetta 2000<\/strong>, lanciata nel 1977. Sotto il cofano, un 2.0 litri bialbero da 130 cavalli che la trasformava in una delle berline pi\u00f9 veloci della categoria. Ma la potenza non \u00e8 l\u2019unico elemento distintivo: la 2000 si riconosceva per interni pi\u00f9 curati, dettagli cromati e una strumentazione ridisegnata. Vuole essere l\u2019Alfetta dei manager, dei professionisti, di chi cerca un\u2019auto di rappresentanza senza rinunciare al piacere di guida.<\/p>\n<p>Nel 1982 l\u2019Alfetta diventa la prima vettura italiana a portare un motore diesel sovralimentato. La <strong>2.0 Turbodiesel<\/strong> vuole rivolgersi a un target pi\u00f9 orientato alle lunghe percorrenze e meno alla sportivit\u00e0. Probabilmente proprio per questo non viene accolta con lo stesso entusiasmo delle precedenti versioni.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_leggenda_senza_tempo\">Una leggenda senza tempo<\/span><\/h2>\n<p>L\u2019Alfa Romeo Alfetta <strong>esce di produzione<\/strong> nel 1984, ma il suo mito \u00e8 rimasto intatto. Ancora oggi \u00e8 oggetto di culto per gli appassionati e pezzo forte nei <strong>raduni d\u2019epoca<\/strong>. Merito di un progetto tecnico audace e di un carattere unico, in grado di rendere sportiva persino una berlina famigliare. La guidavano ministri, industriali, banchieri, ma anche tanti italiani comuni che volevano distinguersi e raccontare la propria passione per la guida, senza ostentare. Grazie a un progetto cos\u00ec sportivo, l\u2019Alfetta diventa una delle vetture pi\u00f9 utilizzate dalle <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/alfa-romeo-tonale-diventa-auto-polizia\/208486\/\">forze dell\u2019ordine<\/a> e, bisogna dire, anche da chi la legge la infrangeva, vivendo da protagonista alcuni dei pi\u00f9 grandi<strong> inseguimenti dell\u2019epoca<\/strong>.<\/p>\n<p>In quegli anni, l\u2019Alfetta era ovunque: nei film polizieschi, nei parcheggi dei palazzi del potere, nei garage di chi cercava un\u2019auto solida ma coinvolgente. Era la perfetta incarnazione dell\u2019italianit\u00e0 su quattro ruote. Perch\u00e9 alla fine, \u00e8 questo che ha fatto l\u2019Alfetta: ha dimostrato che <strong>una berlina pu\u00f2 lasciare il segno.<\/strong> Con buona pace delle concorrenti tedesche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Alfa Romeo Alfetta dal 1972 ha rivoluzionato il concetto di berlina sportiva e portato soluzioni tecniche di Formula 1 per un piacere di guida unico","protected":false},"author":183220896,"featured_media":280506,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[420890036],"tags":[420890801,420890809,420890963,420890935],"coauthors":[420891450,420891439],"class_list":["post-280496","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-auto-epoca","tag-alfa-romeo","tag-auto-sportive","tag-berline","tag-design","iol-hentry"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/05\/Alfa-Romeo-Alfetta.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280496","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/183220896"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=280496"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280496\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":280761,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/280496\/revisions\/280761"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media\/280506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=280496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=280496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=280496"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=280496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}