{"id":282979,"date":"2025-06-16T15:30:28","date_gmt":"2025-06-16T13:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=282979"},"modified":"2025-06-16T17:42:50","modified_gmt":"2025-06-16T15:42:50","slug":"de-meo-renault-marchionne-crisi-auto-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/de-meo-renault-marchionne-crisi-auto-europea\/282979\/","title":{"rendered":"De Meo chiude con Renault, il fantasma di Marchionne riappare sull\u2019auto europea"},"content":{"rendered":"<p>Un filo rosso unisce <strong>Sergio Marchionne<\/strong> e <strong>Luca de Meo<\/strong>. Il punto d\u2019unione nasce da qualcosa di pi\u00f9 profondo della nazionalit\u00e0 o dei ruoli ricoperti in Gruppi sull\u2019orlo del collasso: la convinzione che l\u2019industria dell\u2019auto europea fosse entrata in un vicolo cieco. Una macchina burocratica disconnessa dal prodotto, dalle fabbriche, dalla domanda. E la volont\u00e0, diversa ma altrettanto radicale, di sfidare quel sistema.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/de-meo-renault-marchionne-crisi-auto-europea\/282979\/#Come_padre_e_figlio\" title=\"Come padre e figlio\">Come padre e figlio<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/de-meo-renault-marchionne-crisi-auto-europea\/282979\/#Lo_strappo_i_tedeschi_e_lAlfa\" title=\"Lo strappo: i tedeschi e l\u2019Alfa\">Lo strappo: i tedeschi e l\u2019Alfa<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/de-meo-renault-marchionne-crisi-auto-europea\/282979\/#La_reazione_alle_difficolta\" title=\"La reazione alle difficolt\u00e0\">La reazione alle difficolt\u00e0<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/de-meo-renault-marchionne-crisi-auto-europea\/282979\/#Due_strategie_una_diagnosi\" title=\"Due strategie, una diagnosi\">Due strategie, una diagnosi<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_padre_e_figlio\">Come padre e figlio<\/span><\/h2>\n<p>Il rapporto tra i due \u00e8 documentato da chi lo ha vissuto in prima persona: de Meo stesso. <em>\u201cAbbiamo sempre avuto relazioni che, prima di tutto, erano professionali. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che, sul lavoro, siamo stati un po\u2019 come <strong>padre e figlio<\/strong>\u201d<\/em>, disse in un\u2019intervista a <em data-start=\"393\" data-end=\"409\">Il Sole 24 Ore<\/em>, sottolineando quanto Marchionne sia stato decisivo per l\u2019inizio della sua carriera. Fu proprio l\u2019allora ad di Fiat ad affidargli le prime responsabilit\u00e0 dirigenziali, aprendogli la porta d\u2019ingresso ai livelli pi\u00f9 alti: <em>\u201cSenza di lui sarei rimasto fuori dalla stanza dei bottoni ancora a lungo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>In quegli anni de Meo lavora al rilancio del brand Fiat e al progetto 500, gestisce il marketing strategico, imposta un linguaggio visivo e commerciale vitale per le sorti del Gruppo. Si costruisce una reputazione fuori dall\u2019Italia. E proprio quella visibilit\u00e0 sar\u00e0 una delle chiavi che gli spalancheranno i cancelli del Gruppo Volkswagen. Prima Seat, poi Cupra.<\/p>\n<p>La figura del maestro era fatta di disciplina e pressione costante. Ma, al tempo stesso, capace di emozioni forti, come dimostra un episodio eloquente:<em> \u201cLo convinsi, quando lanciammo la nuova 500, a un incontro con bambini che facevano domande. Era un sabato mattina, in periferia di Torino. Alla fine si divert\u00ec molto e quasi si commosse\u201d<\/em>. Era il 2007. Fiat cercava di riconquistare desiderabilit\u00e0. Il CEO in carica la rimise in marcia attraverso posizioni nette. Fece della <strong>500<\/strong> un oggetto pop globale, mentre de Meo, dietro le quinte, costruiva il linguaggio che dava senso a quel ritorno.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lo_strappo_i_tedeschi_e_lAlfa\">Lo strappo: i tedeschi e l\u2019Alfa<\/span><\/h2>\n<p>Poi la frattura. De Meo lascia Fiat e va al <strong>Gruppo Volkswagen<\/strong>. <em>&#8220;Ritenevo che la missione in Fiat fosse conclusa, e per il progetto nascente, il progetto Alfa Romeo, non vedevo il supporto da parte del management alla strategia di sviluppo del marchio&#8221;<\/em>. Non fu una semplice scelta di carriera. Fu un gesto di sfiducia verso una parte del management italiano. Una decisione che lasci\u00f2 il segno anche in Marchionne. Il manager meneghino lo aveva ammesso: <em>&#8220;Ho motivo di ritenere, anche se non ne abbiamo mai parlato, che se la sia un po\u2019 presa&#8221;<\/em>. Da l\u00ec le strade divergono. L\u2019asse per\u00f2 resta lo stesso: il confronto con un sistema che sta cambiando le regole senza ascoltare chi produce.<\/p>\n<p>Sergio Marchionne ha guidato Fiat dal 2004 al 2018. Ha fuso l\u2019azienda con Chrysler, portato Jeep nel mondo, rilanciato Ferrari, trasformato un Gruppo moribondo in un impero integrato. Cos\u00ec \u00e8 sorto un colosso che nel 2017 contava oltre 4,7 milioni di veicoli venduti, con margini operativi in crescita costante. La logica? Ridurre la frammentazione, puntare su piattaforme comuni, tagliare i costi di sviluppo senza svuotare l\u2019identit\u00e0 dei marchi.<\/p>\n<p>A differenza di molti suoi colleghi, respingeva sia il consenso dei salotti sia l\u2019applauso politico. Cercava la tenuta industriale. Il suo metodo era ruvido, privo di concessioni cerimoniose. In compenso, i risultati arrivarono, e proprio su quei numeri si basa ancora oggi buona parte della solidit\u00e0 di <strong>Stellantis<\/strong> (nonostante le incertezze sugli <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/stellantis-piano-stabilimenti-italiani\/260222\/\">stabilimenti italiani<\/a>), nata anche grazie alle fondamenta da lui gettate. Tutto questo senza mai allinearsi alle logiche imposte da Bruxelles.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_reazione_alle_difficolta\">La reazione alle difficolt\u00e0<\/span><\/h2>\n<p>Marchionne era allergico alla <strong>retorica ecologista<\/strong>, ostile agli obblighi normativi imposti dall\u2019alto, critico verso l\u2019elettrico a comando. Non fu mai anti-innovazione. Fu anti-ideologia. E lo disse apertamente: <em>&#8220;Se dobbiamo investire miliardi in una tecnologia che il mercato non vuole, qualcuno dovr\u00e0 pagarne il prezzo. E non sar\u00e0 l\u2019industria&#8221;<\/em>. Rifiutava il dogmatismo green come unica via contemplabile. Nostalgie del motore termico erano estranei ai discorsi. Era un pragmatico che voleva spazio per decidere. E lo fece fino all\u2019ultimo respiro. Mor\u00ec a 66 anni, nel luglio 2018, dopo un ricovero improvviso. Stava ancora lavorando al futuro di FCA. Non ha mai lasciato il tavolo.<\/p>\n<p>Luca de Meo prende le redini di Renault nel 2020. Trova un Gruppo in crisi, reduce dallo tsunami Ghosn, con conti da risanare e un\u2019identit\u00e0 da ricostruire. E lo fa. Promuove il piano Renaulution, razionalizza, rilancia Dacia, d\u00e0 senso ad Alpine, crea un nuovo asse elettrico con Ampere. Quindi, l\u2019annuncio: le <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/de-meo-addio-renault\/282943\/\">dimissioni<\/a>. E il contestuale addio al mondo delle quattro ruote. Il comunicato ufficiale evidenzia che cercher\u00e0 \u201c<em>nuove sfide al di fuori del settore automobilistico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 chiaro. Nessuna fuga da Renault, quanto semmai un abbandono totale. De Meo ha detto pi\u00f9 volte che l\u2019Europa ha smesso di credere nell\u2019auto come progetto culturale. Insieme a John Elkann aveva lanciato <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/futuro-auto-europa-elkann-de-meo\/277637\/\">l\u2019allarme<\/a> nei mesi scorsi: <em>&#8220;L\u2019Europa <strong>rischia<\/strong> di <strong>diventare irrilevante<\/strong> nella nuova era dell\u2019automobile&#8221;<\/em>. Era inevitabile. Il sistema ha smesso di rispondere ai produttori. Si piega ai legiferatori. E De Meo, alla pari Marchionne prima di lui, ha provato a cambiare le cose da dentro. Solo che a un certo punto ha capito che era inutile.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Due_strategie_una_diagnosi\">Due strategie, una diagnosi<\/span><\/h2>\n<p>Marchionne ha reagito alla crisi del sistema con la sfida frontale. De Meo ha preferito uscire nel momento in cui la politica \u00e8 stata sostituita da una gestione regolatoria soffocante. Lo aveva gi\u00e0 denunciato pubblicamente. Il punto non \u00e8 il coraggio, ma la lettura della realt\u00e0. Marchionne operava in un mondo dove si poteva ancora fare leva sul vecchio sapere. De Meo ha trovato un sistema gi\u00e0 inchiodato alla logica delle norme.<\/p>\n<p>L\u2019uscita di de Meo segna la fine di una leadership che vedeva nell\u2019industria un progetto di identit\u00e0 e potere. Marchionne e de Meo avevano in comune una visione: costruire prodotti, potere contrattuale. Oggi compliance e marketing hanno la priorit\u00e0. Marchionne \u00e8 morto dentro la macchina. De Meo ne \u00e8 uscito prima che lo inghiottisse. Nessuno dei due ha vinto. E allora resta una sola domanda, che pesa pi\u00f9 delle altre: se nemmeno loro sono riusciti a cambiare le cose, chi resta in grado di farlo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Marchionne rest\u00f2 fino all\u2019ultimo respiro, De Meo ha scelto di rassegnare le dimissioni. Due strade diverse, ma unite da una lotta contro il sistema","protected":false},"author":183220841,"featured_media":283013,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"amp_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[25915],"tags":[420890863,420890965],"coauthors":[420891349,420891347],"class_list":["post-282979","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-notizie","tag-ferrari","tag-renault","iol-hentry"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/06\/Marchionne-de-Meo-analisi.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/183220841"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282979"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":283029,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282979\/revisions\/283029"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282979"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=282979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}