{"id":302372,"date":"2025-11-10T13:45:34","date_gmt":"2025-11-10T12:45:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/?p=302372"},"modified":"2025-11-10T13:52:50","modified_gmt":"2025-11-10T12:52:50","slug":"microlino-minaccia-addio-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-minaccia-addio-italia\/302372\/","title":{"rendered":"Microlino, la citycar elettrica minaccia di abbandonare l&#8217;Italia: servono gli incentivi"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente simbolico nella parabola della <strong>Microlino<\/strong>, la piccola auto elettrica ispirata alla mitica Isetta degli anni Cinquanta. Nata come progetto <strong>italo-svizzero<\/strong>, costruita con cura artigianale nello stabilimento Cecomp di Torino, e celebrata come una delle soluzioni pi\u00f9 intelligenti per la mobilit\u00e0 urbana sostenibile, oggi rischia di finire fuori dall\u2019Europa per trasferirsi in Cina.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio \u00e8 arrivato dal fondatore Wim Ouboter, mente e anima del progetto insieme ai figli Oliver e Merlin. In un\u2019intervista al quotidiano elvetico Aargauer Zeitung, l\u2019imprenditore \u00e8 stato lapidario: <em>\u201cSe l\u2019Europa non agisce, la produzione non avr\u00e0 pi\u00f9 luogo qui in futuro\u201d<\/em>. Un avvertimento che suona come un ultimatum. Dopo 75 milioni di euro investiti e 4.800 Microlino prodotte, la famiglia Ouboter si trova ora di fronte a un bivio: o l\u2019Unione Europea decide di riconoscere il valore dei micro-veicoli elettrici, o il progetto emigrer\u00e0 verso lidi pi\u00f9 accoglienti. In poche parole, servono gli incentivi.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"counter-hierarchy counter-decimal\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\">Indice<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><\/span><\/div>\n<nav><ul class=\"ez-toc-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-minaccia-addio-italia\/302372\/#Uningiustizia_normativa\" title=\"Un\u2019ingiustizia normativa\">Un\u2019ingiustizia normativa<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-minaccia-addio-italia\/302372\/#Torino_appesa_a_un_filo\" title=\"Torino appesa a un filo\">Torino appesa a un filo<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-minaccia-addio-italia\/302372\/#La_Cina_chiama\" title=\"La Cina chiama\">La Cina chiama<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-minaccia-addio-italia\/302372\/#Bruxelles_in_ritardo\" title=\"Bruxelles in ritardo\">Bruxelles in ritardo<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-minaccia-addio-italia\/302372\/#Il_paradosso_europeo\" title=\"Il paradosso europeo\">Il paradosso europeo<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Uningiustizia_normativa\">Un\u2019ingiustizia normativa<\/span><\/h2>\n<p>Alla base del problema non c\u2019\u00e8 la qualit\u00e0 del prodotto \u2013 che anzi, \u00e8 considerata un piccolo gioiello di design e ingegneria \u2013 ma la <strong>mancanza di sostegno istituzionale<\/strong>. In Europa, infatti, i veicoli appartenenti alla categoria L7e, cio\u00e8 i quadricicli leggeri e compatti, non beneficiano di incentivi, crediti di CO\u2082 o agevolazioni fiscali. Nulla di paragonabile, insomma, ai bonus concessi alle auto elettriche tradizionali, che in Italia arrivano fino a <strong>11.000 euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Una disparit\u00e0 che penalizza chi prova a innovare dal basso, con soluzioni pensate per la citt\u00e0, dove l\u2019auto leggera, efficiente e a zero emissioni avrebbe tutto il senso del mondo. Nel frattempo, per\u00f2, modelli come Citro\u00ebn Ami o <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/fiat-topolino-noleggio-hotel\/288257\/\">Fiat Topolino<\/a>, sostenuti da gruppi industriali pi\u00f9 strutturati, riescono comunque a farsi spazio. Microlino, invece, pur avendo convinto gli appassionati, non \u00e8 mai riuscita a sfondare nelle vendite.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Torino_appesa_a_un_filo\">Torino appesa a un filo<\/span><\/h2>\n<p>Lo stabilimento Cecomp di La Loggia, alle porte di Torino, rischia ora di restare senza futuro. La produzione, gi\u00e0 <strong>sospesa a marzo<\/strong>, non \u00e8 mai ripartita a pieno ritmo. L\u2019azienda non ha rinnovato i contratti ai lavoratori temporanei, segno che la fiducia nel rilancio \u00e8 sempre pi\u00f9 fragile.<\/p>\n<p>Eppure, la storia della Microlino sembrava destinata a un finale diverso. Un design compatto e accattivante, portiera anteriore come l\u2019Isetta, due posti secchi, autonomia fino a <strong>230 km<\/strong> e ricarica in poche ore da una normale presa domestica. Tutto confezionato in un\u2019estetica vintage, ma con cuore tecnologico. In breve, una formula perfetta per le citt\u00e0 europee. Solo che l\u2019Europa, paradossalmente, non sembra credere in s\u00e9 stessa.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_Cina_chiama\">La Cina chiama<\/span><\/h2>\n<p>Dall\u2019altra parte del mondo, invece, la Cina spalanca le porte. Ouboter ha confermato di essere in contatto con <strong>investitori cinesi <\/strong>interessati al marchio, pronti a garantire incentivi e infrastrutture produttive gi\u00e0 pronte. \u201c<em>L\u00e0<\/em> \u2013 ha spiegato \u2013 <em>esistono condizioni che rendono questo tipo di veicoli <strong>economicamente sostenibili<\/strong>. Se restiamo in Europa, rischiamo di chiudere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nemmeno l\u2019India, che pure era stata valutata come possibile alternativa, pu\u00f2 competere con l\u2019offerta cinese: costi pi\u00f9 bassi, catene di fornitura gi\u00e0 integrate e sostegno pubblico. Tutto quello che, in teoria, l\u2019Europa dovrebbe offrire se davvero vuole guidare la transizione ecologica.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Bruxelles_in_ritardo\">Bruxelles in ritardo<\/span><\/h2>\n<p>A dicembre la Commissione Europea dovrebbe presentare una proposta di legge per creare una nuova categoria intermedia di veicoli elettrici compatti, lunghi fino a 4,2 metri, con prezzi accessibili intorno ai 15.000 euro. Un passo nella direzione giusta, ma forse troppo tardi per Microlino.<\/p>\n<p>Ouboter lo sa bene: i tempi della burocrazia non coincidono con quelli dell\u2019impresa. Ogni mese che passa senza risposte \u00e8 un mese in pi\u00f9 in cui la piccola auto svizzera rimane ferma nei capannoni torinesi, mentre i concorrenti asiatici corrono.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_paradosso_europeo\">Il paradosso europeo<\/span><\/h2>\n<p>Se davvero la <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/microlino-spiaggina-prezzi-italia\/275309\/\">Microlino<\/a> dovesse spostare la produzione in Cina, sarebbe un <strong>paradosso perfetto<\/strong>: un simbolo della mobilit\u00e0 urbana europea, costruito in Italia e disegnato in Svizzera, costretto a emigrare per sopravvivere. Una storia che suona fin troppo familiare.<\/p>\n<p>In fondo, la piccola auto con la portiera anteriore \u00e8 sempre stata una metafora di leggerezza e ingegno, un invito a reinventare la citt\u00e0. Ma ora rischia di trasformarsi nell\u2019ennesimo promemoria di come l\u2019Europa sappia inventare, ma non sempre proteggere le proprie idee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La citycar elettrica Microlino, prodotta a Torino per l&#8217;Europa, valuta il trasferimento: \u201cSenza incentivi, l\u2019Europa ci spinge via\u201d. 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