A chi va l'eredità delle gemelle Kessler? La rivelazione dopo la morte col suicidio assistito mano nella mano

Tutto in beneficenza: prima del suicidio assistito le gemelle Kessler, non avendo parenti prossimi, hanno deciso di devolvere la loro eredità a cinque enti benefici

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Le gemelle Kessler, Alice ed Ellen, icone dello spettacolo del dopoguerra in Italia e non solo, se ne sono andate insieme a 89 anni, così come avevano vissuto. Le due donne sono morte il 17 novembre nella casa in Baviera dove vivevano da quarant’anni. Prima di compiere il suicidio assistito in piena consapevolezza, come prevede la legge tedesca, hanno meticolosamente predisposto cosa ne sarebbe stato dei loro resti e della loro eredità, donata in beneficenza.

L’eredità delle gemelle Kessler

Non avendo parenti prossimi, le due sorelle hanno destinato interamente il loro patrimonio a una lista di enti benefici, come avevano annunciato nel loro libro Goldene Jahre (Anni d’oro): “Non abbiamo figli, né nipoti.

Quindi gli eredi sono Medici senza Frontiere, la Missione Cristoffel per i ciechi, Gut Aiderbichl, l’Unicef e i Malteser“.

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11 aprile 1965 – Le gemelle Alice ed Ellen Kessler allo zoo di Roma con i lama

Il suicidio assistito delle gemelle Kessler

A dare notizia della loro scelta è stata la Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben, l’associazione con cui erano in contatto da anni.

Per quanto riguarda il loro suicidio assistito, sono stati un avvocato e una dottoressa dell’organizzazione a recarsi nella villetta per accompagnare le due sorelle nell’ultimo passo.

La data del 17 novembre era stata fissata con largo anticipo. Le gemelle Kessler hanno manifestato la volontà di morire di propria mano anziché, come hanno detto, finire in una casa di riposo a letto, piene di tubi. Nel loro testamento hanno chiesto che le loro ceneri venissero mischiate.

Come funziona il suicidio assistito in Germania

Prima di iniettare nelle loro vene il liquido letale, è stata effettuata una prova con una soluzione salina per confermare la loro volontà. Poi loro stesse hanno aperto la valvola che ha fatto scorrere il tiopentale, l’anestetico ad alto dosaggio che induce rapidamente l’arresto cardiaco.

Si sarebbero addormentate l’una accanto all’altra, “mano nella mano”, come raccontano fonti presenti alla scena.

La differenza fra suicidio assistito ed eutanasia, per la legge tedesca, e non solo, sta soprattutto nella mano di chi aziona l’erogazione del farmaco letale: si parla di suicidio assistito, come nel caso delle gemelle Kessler, quando ad azionare il farmaco è lo stesso paziente. Se invece vi è somministrazione da parte di altri, si parla di eutanasia.

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