A Shein multa di 1 milione di euro dall'Agcm per messaggi sull'impatto ambientale "omissivi e ingannevoli"
Multa da un milione di euro a Shein, il colosso cinese della moda accusato di messaggi "ingannevoli" in tema ambientale
Maxi multa al colosso cinese della moda Shein. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha inflitto una sanzione da un milione di euro all’azienda di fast fashion per pratiche commerciali scorrette legate a comunicazioni fuorvianti in tema di sostenibilità ambientale. La società cinese è accusata di greenwashing, di aver promosso la vendita di capi d’abbigliamento “eco friendly” con comunicazioni generiche e prive di informazioni concrete e verificabili.
- Agcm, multa da un milione di euro a Shein
- Le motivazioni
- Codacons: "Enorme rilevanza" della multa Agcm
Agcm, multa da un milione di euro a Shein
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha annunciato di aver inflitto una multa di 1 milione di euro a Infinite Styles Services Co. Ltd, società che in Europa gestisce i siti di compravendita online dei prodotti Shein.
Nel mirino dell’Antitrust sono finiti i contenuti pubblicati sul sito italiano dell’azienda cinese, in particolare nelle sezioni “#Sheintheknow”, “evoluShein” e “Responsabilità sociale”.
Getty/Arnaud Finistre
Secondo l’Agcm in queste e in altre pagine informative e promozionali la società ha diffuso claim ambientali in diversi casi vaghi o eccessivamente enfatici, in altri omissivi e ingannevoli.
Le motivazioni
Il colosso cinese del fast fashion è accusato di greenwashing, cioè di diffondere una immagine attenta all’ambiente non corrispondente appieno alla realtà dei prodotti e dei processi produttivi.
Nel dettaglio, Agcm spiega che le asserzioni contenute nella sezione #Sheintheknow relative alla “progettazione di un sistema circolare” o sulla riciclabilità dei prodotti sono risultate “false o quanto meno confusionarie”.
I claim utilizzati da Shein per descrivere e promuovere i capi di abbigliamento della linea “evoluShein by Design” enfatizzano l’uso di fibre “green” senza indicare in maniera chiara quali siano i sostanziali benefici ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita.
Inoltre queste affermazioni possono indurre i consumatori a ritenere non solo che la collezione sia realizzata unicamente con materiali ecosostenibili, ma anche che i prodotti siano totalmente riciclabili, circostanza che non risulta veritiera.
Infine gli annunci da parte della società di voler ridurre del 25% le emissioni di gas serra entro il 2030 e di azzerarle entro il 2050 sono presentati nella sezione “Responsabilità sociale” in maniera generica e vaga, “risultando addirittura contraddetti dall’incremento delle emissioni di gas serra dell’attività di Shein per gli anni 2023 e 2024”.
Codacons: “Enorme rilevanza” della multa Agcm
“Massima severità contro le false pubblicità ambientali delle aziende”, così il Codacons commenta la multa dell’Antitrust nei confronti di Shein.
“Da tempo denunciamo la prassi delle aziende di ricorrere a ‘green claims’ nelle loro strategie di marketing e nelle comunicazioni commerciali al pubblico, messaggi non sempre corretti che spesso sfociano nel fenomeno del cosiddetto ‘greenwashing’, ossia un ecologismo di facciata basato su affermazioni non veritiere in tema di sostenibilità e rispetto dell’ambiente di prodotti e attività produttive”.
“La multa dell’Antitrust assume enorme rilevanza – conclude l’associazione di consumatori – e deve portare ora a provvedimenti sanzionatori analoghi verso tutte le aziende che ingannano i consumatori attraverso falsi messaggi sulla sostenibilità ambientale”.
Getty/Emanuele Cremaschi