Abu Mazen ad Atreju, prima i sorrisi poi la stoccata a Meloni: "Auspico che l'Italia riconosca la Palestina"
Abu Mazen ha parlato ad Atreju, introdotto da Giorgia Meloni: l'augurio del presidente di Anp sulla Palestina è un messaggio alla premier
Abu Mazen è stato ospite di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, e, dal palco, ha lanciato una stoccata a Giorgia Meloni. “Auspico che l’Italia riconosca la Palestina“, ha detto il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). Il suo arrivo è stato accolto da applausi e sorrisi. La premier ha spiegato come la sua presenza faccia “giustizia di tante falsità sentite sul governo”.
- Abu Mazen ad Atreju
- La frecciata all'opposizione
- La stoccata a Giorgia Meloni
- Cosa aveva detto la premier sul riconoscimento della Palestina
Abu Mazen ad Atreju
Prima i sorrisi, poi la stoccata. Abu Mazen è stato l’ospite d’onore di Atreju, l’evento organizzato da FdI, in corso a Castel Sant’Angelo, a Roma.
Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese ha approfittato dell’invito per ribadire il suo messaggio e la fiducia in quello che il governo sta facendo, auspicando però che presto anche l’Italia riconosca la Palestina.
ANSA
La stretta di mano tra Abu Mazen e Giorgia Meloni
La frecciata all’opposizione
Introdotto da Giorgia Meloni, Abu Mazen è stato accolto da un lungo applauso in una sala gremita che lo attendeva e intorno alla quale erano state disposte ingenti misure di sicurezza.
I due si sono incontrati a Palazzo Chigi, prima di andare ad Atreju, e, come riferisce una nota di Palazzo Chigi, “hanno discusso gli ultimi sviluppi nella regione e in particolare la necessità di consolidare il cessate il fuoco a Gaza attraverso la piena attuazione del Piano di Pace del Presidente Trump“.
Sul palco, poi, Meloni ha presentato così il suo ospite. “Sono molto contenta che sia qui ad Atreju, la sua presenza dimostra quanto l’Italia sia stata centrale e protagonista nella difficile crisi mediorientale e quanto possa essere ancora centrale e protagonista nel difficile percorso verso la pace con la prospettiva dei due Stati. E fa giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano negli ultimi due anni. È una partecipazione alla quale tengo particolarmente, perché la questione di cui ci occupiamo ora è stata una di quelle su cui abbiamo lavorato di più negli ultimi anni, soprattutto come governo italiano”.
La stoccata a Giorgia Meloni
“Auspichiamo con fiducia che l’Italia possa proseguire verso questo tracciato per il riconoscimento dello Stato palestinese che andrebbe a rafforzare il principio dei due Stati e le fondamenta della pace nella regione”, questo il sunto di quanto detto dal leader di Anp.
Abu Mazen ha poi ripercorso gli eventi recenti e la collaborazione tra la Palestina e l’Italia. “Esprimo gradimento per la vostra postura a sostegno del processo di pace, ringrazio l’Italia che ha sempre supportato i nostri sforzi, così come per l’addestramento della nostra polizia civile, gli aiuti umanitari e gli aiuti medici, oltre al supporto per il valico di Rafah. Lo stato di Palestina non sarà una preoccupazione securitaria per nessuno ma anzi sarà un partner per la costruzione della pace”, dice.
“Il nostro indirizzo è quello di una pace stabile e duratura con due stati, la Palestina può avere l’assetto del 1967 a fianco di Israele, nel rispetto reciproco, unico modo per garantire pace permanente nella nostra regione. L’assenza di uno stato palestinese è fonte di instabilità del territorio e di estremismo che influenza tutta la sicurezza della Regione. Distinguiamo il diritto di ogni stato ad avere la propria sicurezza che è legittimo, e chi impone con la propria forza un’occupazione. Vogliamo vivere nella nostra patria con libertà e dignità in uno stato che rigetta la violenza, così come fa l’Italia”, chiosa Abu Mazen.
Cosa aveva detto la premier sul riconoscimento della Palestina
Prima di lui, Giorgia Meloni aveva ricevuto a Palazzo Chigi un ostaggio israeliano 21enne, Rom Braslavski, rimasto per 738 giorni ostaggio di Hamas.
Sul riconoscimento dello stato della Palestina, la premier aveva posto come condizioni necessarie quelle della liberazione degli ostaggi e dell’addio di Hamas, parlando con la stampa a margine dell’assemblea generale dell’Onu.
“Il riconoscimento della Palestina è subordinato a due condizioni, ossia la restituzione degli ostaggi da parte di Hamas e la sua esclusione da ogni forma di governo nella Striscia. Io personalmente continuo a considerare che il riconoscimento della Palestina in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità non risolva il problema, non produca risultati tangibili, concreti per i palestinesi. Dopodiché si dice che però il riconoscimento della Palestina può essere un efficace strumento di pressione politica e va bene, capisco, però dobbiamo anche capire su chi. Io penso che la principale pressione politica vada fatta nei confronti di Hamas perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che la guerra finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi”, questo era stato il suo intervento.
ANSA