Agguato in pieno giorno con kalashnikov a Bari, 5 arresti per tentato omicidio: risolto il caso lungo 9 anni
Arrestati i presunti autori del tentato omicidio di Nicola Vavalle, colpito da colpi di kalashnikov a Bari.
Cinque arresti a Bari per tentato omicidio premeditato e detenzione illegale di arma da guerra aggravati dalle modalità: l’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, dopo indagini che hanno permesso di individuare il movente, ossia rafforzare il dominio del clan Strisciuglio sul territorio.
Le indagini e l’operazione dei Carabinieri
Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, l’operazione è stata portata a termine dal Comando Provinciale di Bari, che ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone. Queste sono accusate, a vario titolo, di tentato omicidio premeditato in concorso e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra – nello specifico un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov – con l’aggravante delle modalità mafiose.
Il contesto criminale e il movente
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e sviluppate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, sono state supportate anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli arrestati, tutti ritenuti appartenenti al gruppo criminale del quartiere San Pio, parte del più ampio clan Strisciuglio, attivo nell’area di Bari e provincia.
Secondo quanto emerso, il movente dell’azione criminale sarebbe stato quello di consolidare il ruolo egemonico del clan Strisciuglio nel territorio di competenza, in particolare nel quartiere San Pio/Enziteto. L’eliminazione fisica della vittima sarebbe stata decisa dopo che quest’ultima, poche ore prima, aveva compiuto un’aggressione fisica ai danni di un fiancheggiatore del clan per futili motivi.
L’agguato a Modugno: la dinamica dei fatti
L’episodio contestato risale al 18 giugno 2016, quando nella zona Cecilia del Comune di Modugno, compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari, la vittima – già nota alle forze dell’ordine – stava percorrendo via Caposcardicchio a bordo della propria auto. Si tratta di una strada molto trafficata e popolata, anche per la vicinanza dell’ospedale San Paolo, uno dei principali nosocomi regionali.
In pieno giorno e in orario di massima affluenza urbana, davanti a numerosi ignari passanti, la vittima è stata raggiunta da un’azione di fuoco da parte di un commando composto dagli indagati. Uno di loro ha esploso numerosi colpi d’arma da fuoco con un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov, mirando direttamente alla vittima.
L’azione violenta sarebbe stata la risposta immediata a un’aggressione subita da un affiliato, con l’obiettivo di eliminare fisicamente il responsabile e lanciare un messaggio di forza sul territorio.
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.