Alex Britti spiato dall'ex compagna con una telecamera nascosta dentro casa, donna condannata
La 35enne è stata condannata a 6 mesi con l'accusa è di interferenze illecite nella vita privata di Alex Britti, disposto anche un risarcimento di 6mila euro
Con l’accusa di avere spiato il suo ex compagno Alex Britti, con telecamere piazzate all’interno dell’appartamento del cantante, una 35enne è stata condannata dal tribunale di Roma a 6 mesi. Nello specifico, l’accusa è di interferenze illecite nella vita privata. Il giudice ha disposto anche un risarcimento, in favore dell’artista, di 6mila euro.
- Alex Britti spiato dentro casa
- Chi è l'ex compagna condannata
- Come Alex Britti veniva spiato e perché
Alex Britti spiato dentro casa
La vicenda risale al 2022. Secondo l’accusa, la donna spiava Alex Britti, che nel procedimento è parte civile, all’interno della sua casa.
Come? Tramite “apparecchio di videoregistrazione, dotato di scheda di memoria e collegamento internet per essere controllato da remoto”.
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Inoltre la donna “illecitamente si procurava notizie e immagini attinenti alla vita privata di Britti”.
Chi è l’ex compagna condannata
La ex compagna del cantante che è stata condannata è Nicole Pravadelli. I due sono stati fidanzata dal 2013 al 2019 e a giugno 2017 hanno avuto un figlio, Edoardo.
Originaria di Milano, la 35enne si era trasferita a Roma negli anni della relazione e della convivenza col cantante.
I due, tra cui c’è una differenza di età di 22 anni, si sono conosciuti nel 2013, durante un viaggio di lavoro di Alex Britti in Sardegna.
Come Alex Britti veniva spiato e perché
Per monitorare la vita privata di Britti, l’ex compagna avrebbe utilizzato un baby monitor, il classico dispositivo cioè per il controllo a distanza dei bambini.
Il dispositivo, infatti, consentiva la registrazione di immagini e suoni e poteva essere controllato anche da remoto, tramite internet.
Nicole Pravadelli avrebbe installato il dispositivo nella casa romana di Britti nel maggio 2022: il suo obiettivo era raccogliere prove della presunta relazione del cantante con un’altra donna. Prove che poi avrebbe voluto utilizzare nella causa civile per l’affidamento del figlio.
Proprio in merito a questo Nicole Pravadelli, tramite il legale, Luisa De Martino, aveva replicato spiegando di aver “agito a tutela dell’interesse superiore del figlio minore e nell’adempimento di un dovere e obbligo genitoriale”. Nella replica veniva poi aggiunto che “la sig.ra Pravadelli non ha mai richiesto l’affido esclusivo del figlio, né ha mai chiesto di allontanarlo dal padre” ma “ha sempre sostenuto la necessità di un affido condiviso“.
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