Antonio Micarelli arrestato per l'omicidio volontario di Antonio Ciurciumel: video inchioda la guardia giurata

Antonio Micarelli incastrato da un video: avrebbe sparato mentre Antonio Ciurciumel fuggiva, ecco il motivo dell'arresto per omicidio volontario

Arrestato per omicidio volontario. È quanto deciso dalla Procura di Roma, rappresentata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, a seguito delle indagini dei carabinieri. Secondo l’accusa Antonio Micarelli avrebbe ucciso Antonio Ciurciumel mentre quest’ultimo tentava di conquistare la fuga dopo una rapina in un appartamento. Ad incastrarlo un video in cui si vedrebbe la guardia giurata mentre spara contro Ciurciumel a distanza ravvicinata, colpendolo in pieno volto.

Il video che incastra Antonio Micarelli

Una telecamera di videosorveglianza installata nei pressi di via Cassia 1004 avrebbe immortalato il momento in cui Antonio Micarelli, il 6 febbraio 2025, ha sparato contro i rapinatori in fuga dall’appartamento della vicina di casa. Secondo la ricostruzione della Procura e riportata da Il Messaggero, l’azione della guardia giurata non si può considerare legittima difesa.

Le immagini mostrerebbero Micarelli mentre esplode dei colpi di pistola a distanza ravvicinata contro i ladri messi in fuga. Il vigilante sparerebbe un primo colpo contro uno dei rapinatori, poi un secondo verso il complice. In entrambi i casi i proiettili non raggiungono i due.

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I carabinieri in via Cassia 1004, dove Antonio Micarelli ha sparato contro il rapinatore Antonio Ciurciumel, uccidendolo. La guardia giurata è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario

Infine Micarelli – secondo la ricostruzione riportata anche dal Corriere della Sera – sparerebbe contro Antonio Ciurciumel, 24 anni, mentre quest’ultimo è intento a scavalcare la recinzione che delimita il condominio.

Ciurciumel viene colpito sulla fronte, e le immagini mostrerebbero il vigilante intento a sparare con il braccio alzato. Queste immagini e la perizia balistica, quindi, hanno portato Micarelli all’arresto con l’accusa di omicidio volontario.

La morte di Antonio Ciurciumel

I fatti risalgono al 6 febbraio 2025. Antonio Micarelli, 56 anni, stava rientrando dal lavoro quando si è accorto che in un appartamento del primo piano del condominio di via Cassia era in corso una rapina. Secondo Corriere della Sera i malviventi avrebbero legato la badante della vicina per costringerla a riferire la posizione della cassaforte.

In quel momento Micarelli avrebbe esploso un colpo per aria per interrompere l’atto criminale del gruppo. Il Messaggero scrive che i rapinatori erano in cinque: quattro nell’appartamento e uno in un’auto, pronto a ripartire insieme ai complici una volta terminata la rapina.

Due malviventi erano fuggiti per le scale, altri due dal balcone. Quindi – secondo l’accusa – Micarelli avrebbe esploso altri colpi e nel cortile del condominio avrebbe avuto una colluttazione con due elementi della banda. In quel momento, secondo la sua versione, l’uomo che attendeva i complici in auto avrebbe tentato di investirlo, quindi il vigilante avrebbe continuato a sparare fino a colpire mortalmente il 24enne.

Perché il vigilante è stato accusato di omicidio volontario

Secondo l’accusa Micarelli avrebbe svuotato il caricatore della sua arma, esplodendo un totale di dieci proiettili. Gli investigatori sostengono che il vigilante avrebbe sparato mentre i malviventi non sarebbero stati in grado di difendersi, dato che in quel momento stavano cercando di fuggire dai proiettili.

Il commento di Matteo Salvini

Dopo la morte di Antonio Ciurciumel, deceduto dopo un delicato intervento cui era stato sottoposto all’ospedale San Filippo Neri, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini aveva lasciato un commento sui suoi profili social.

Il leader della Lega aveva scritto, il 7 febbraio: “Ovviamente ogni morte spiace. Spero solo che adesso la guardia giurata, che ha solo fatto il suo lavoro, non passi dei guai”. Infine Salvini aveva scritto che “il pericolo per i cittadini perbene sono i ladri, non le guardie“.

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