Artemis 3 delude e missioni per la Luna a rischio cancellazione, il Congresso Usa vuole ripartire da zero

Bocciata l’architettura attuale di Artemis 3 e proposta di annullare le missioni per ripartire da zero. Il Congresso teme l’avanzata cinese sulla Luna

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Il Congresso Usa ha avviato una revisione approfondita del progetto Artemis 3. L’ex capo della NASA Michael Griffin guida le critiche tecniche e finanziarie, chiedendo di cancellare il progetto e ripensarlo da zero. Ritardi, contratti cost-plus e cambi politici compromettono tempi e spese. Sullo sfondo, i timori che la Cina possa anticipare gli Stati Uniti nell’allunaggio.

I dubbi Usa su Artemis 3

Il progetto Artemis 3 della Nasa, quello che dovrebbe riportare l’uomo sulla Luna, rischia la cancellazione dopo l’esame serrato da parte di una sotto-commissione del Congresso Usa.

I parlamentari incaricati di sorvegliare il programma spaziale nazionale hanno espresso ansie crescenti. Il rischio percepito è che gli Stati Uniti stiano perdendo terreno nella competizione, e che la Cina possa piazzare il primo equipaggio umano sulla Luna prima di Washington.

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Il progetto Artemis è sotto accusa per aver ripetutamente sforato il budget e accumulato ritardi

La Luna è lontana

L’udienza è degenerata in un confronto duro quando l’ex amministratore della Nasa, Mike Griffin, ha preso la parola. La sua critica è stata netta e tecnica: l’architettura scelta per Artemis, basata su lander riutilizzabili e su ripetuti rifornimenti in orbita terrestre bassa, appare a suo avviso troppo complessa.

Griffin ha sottolineato che il piano richiede “un gran numero” di voli di rifornimento il cui conto reale è sconosciuto, e che molte delle tecnologie chiave non sono state ancora validate nello spazio operativo. I ritardi e i problemi recenti legati a SpaceX sono stati citati come evidenza pratica delle difficoltà.

Anche altri ex-ingegneri della Nasa avevano sollevato perplessità sulla praticabilità, in tempi rapidi, del trasferimento orbitale del carburante necessario per far funzionare Starship, il vettore scelto per il trasporto di equipaggi e materiali lunari.

“Ripartire da zero”

L’ex capo dell’agenzia è arrivato a una conclusione drastica: il Congresso dovrebbe interrompere l’attuale roadmap. Secondo Griffin, le missioni programmate a partire da Artemis 3 vanno cancellate per ripensare tutto da zero.

Una sorta di ritorno al passato, quindi, verso una soluzione di tipo più “classico”, meno dipendente da passaggi logistici non ancora consolidati.

I problemi di Artemis

Gli esperti ascoltati dall’assemblea hanno puntato i riflettori su problemi strutturali del programma: oltre a incertezze tecniche, Artemis soffre di quindici anni di ritardi e di significativi sforamenti di budget.

Sotto accusa anche il modello di finanziamento largamente usato, i contratti “cost-plus”, che rimborsano i fornitori per le spese sostenute più un margine fisso, senza prevedere penalità severe per ritardi o insuccessi.

A complicare il quadro si aggiunge la fragilità politica: i cambi di amministrazione determinano oscillazioni nelle priorità e nelle risorse assegnate, ostacolando la continuità necessaria per programmi che si misurano su decenni. In altre parole, la coerenza strategica manca e per un progetto del genere sarebbe fondamentale.

Perché è difficile tornare sulla Luna

Le tante difficoltà attorno alle missioni Artemis periodicamente tornano ad alimentare i dubbi sulle reali possibilità di un ritorno dell’uomo sulla Luna. Si tratta di qualcosa che in molti faticano ad accettare, considerando che l’ultimo allunaggio umano risale all’ormai lontanissimo 1976.

Sul tema si è speso in diverse occasioni anche l’astronauta italiano Luca Parmitano. “Nessun governo, nessuna agenzia spaziale oggi si assumerebbe il rischio, come venne fatto con le missioni Apollo, di mandare qualcuno sulla Luna con il timore che non possa ritornare sano e salvo sulla Terra” ha spiegato a Il Bo Live, magazine dell’Università di Padova. “La tecnologia è cambiata, ma sono cambiati anche (e per fortuna) i criteri di sicurezza che governano l’esplorazione spaziale”.

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