Attacco Iran, la paura degli italiani rientrati da Dubai: "Chiamai mia madre per dirle che forse sarei morta"

L'attacco all'Iran ha bloccato migliaia di italiani a Dubai: chi è riuscito a rientrare ha raccontato della paura per i missili in attesa dei voli

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La sera di lunedì 2 marzo sono rientrati a Fiumicino, con un volo charter partito da Muscat, in Oman, 127 italiani che erano rimasti bloccati negli aeroporti per la guerra in Iran e i conseguenti missili su diversi Paesi arabi. Tanta la paura tra chi era a Dubai in vacanza o per lavoro: “Abbiamo avuto paura di morire”, hanno raccontato. Alcuni hanno dovuto fare un viaggio via terra da Dubai oltre il confine con l’Oman per riuscire a partire.

La paura degli italiani rientrati da Dubai

Lunedì 2 marzo è atterrato a Fiumicino il primo volo charter con a bordo 127 italiani che erano bloccati a Dubai e che sono rientrati dall’Oman.

L’attacco di Usa e Israele all’Iran e la conseguente escalation in tutto il Medioriente, con missili e droni che hanno colpito diversi Paesi arabi, hanno avuto e stanno avendo enormi ripercussioni sui viaggiatori.

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Dubai, Abu Dhabi e Doha, infatti, sono tre scali principali e la chiusura di questi aeroporti sta rendendo difficile il rientro di chi deve passare da lì per tornare in Italia dopo una vacanza o un viaggio di lavoro.

“Abbiamo avuto paura di morire”

“La prima notte ho avuto paura di morire, ho chiamato mia madre e la mia famiglia e ho detto che non sapevo cosa stava succedendo”, ha detto una 32enne appena sbarcata.

“Ho detto ‘mi sa che moriremo’ perché era la prima volta che sentivo missili, caccia e i messaggi che dicevano di correre al riparo con coperte e acqua.

Io ero da sola e ho avuto il terrore, volevo andarmene anche se in Oman la situazione era tranquilla”, ha aggiunto.

In taxi da Dubai al confine con l’Oman

Poi il racconto di come sia riuscita a prendere un volo per tornare in Italia: “Abbiamo preso un Uber da Dubai fino al confine con l’Oman”.

“Poi da lì un altro Uber che è venuto a prenderci, e stamattina mi hanno chiamato direttamente dall’ambasciata dicendomi di andare in aeroporto il più velocemente possibile che ci avrebbero fatto uscire il prima possibile”.

La chiusura dell’aeroporto di Dubai, infatti, non permetteva a nessuno di ripartire da lì: “Siamo scappati da Dubai, il giorno in cui dovevamo partire abbiamo visto il fumo sull’aeroporto e siamo dovuto andare in taxi oltre il confine, la paura era data dal fatto che potessero non esserci voli”, ha spiegato un altro italiano.

Ore di angoscia per le famiglie in Italia

“Sentivamo boati, missili che venivano intercettati sulle nostre teste. A Dubai sono state ore di terrore per i missili”, hanno raccontato altri italiani una volta atterrati a Fiumicino.

“Ora lo possiamo raccontare ma abbiamo rischiato di morire“, ha detto un uomo che si trovava negli Emirati Arabi per lavoro.

Per tutti la paura è stata quella di ritrovarsi direttamente in uno scenario di guerra, di non sapere come e quando tornare e come avvisare casa. Per molti, infatti, il pensiero era anche relativo all’angoscia dei familiari a casa in attesa di notizie.

Gli italiani nei Paesi arabi

Sono ancora 58mila gli italiani, tra residente e gente che si sposta per turismo o lavoro, bloccati in Medioriente, di cui 20mila solo negli Emirati Arabi.

In queste ore gli aeroporti principali sono ancora chiusi e c’è ancora molta incertezza sulle prossime ore. Sono migliaia poi gli italiani che hanno programmato viaggi o nei Paesi arabi o che richiedono uno scalo nei Paesi arabi.

Di questo ha parlato, a 1mattina News, Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti.

Cosa deve fare chi ha programmato un viaggio

“La situazione è inedita e complessa”, ha detto Rebecchi. “I tre scali principali di Dubai, Abu Dhabi e Doha mettono a rischio i viaggi di moltissimi italiani, sono i tre più scali importanti”, ha aggiunto.

In questo momento i voli di rientro sono difficili a causa degli aeroporti chiusi mentre nei prossimi giorni potrebbero esserci riaperture parziali.

Fondamentale, ha spiegato Rebecchi per chi ha programmato un viaggio con anche solo un transito in Medioriente, è innanzitutto contattare la propria agenzia o tour operator per le verifiche del caso ed eventuale riprogrammazione (in un altro periodo o verso altre mete) o rimborso del viaggio.

Altra cosa importante è “registrarsi sul sito della Farnesina, registrarsi sull’app “Dove siamo nel mondo” e avere i numeri di telefono delle ambasciate di riferimento.

“I tempi per le riaperture sono ancora incerti ma bisogna essere cauti, ci sono migliaia di persone ferme e la riprogrammazione è complessa”, ha concluso.

Studenti in partenza da Abu Dhabi

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la partenza da Abu Dhabi di circa 200 studenti italiani che partecipavano ad un corso a Dubai.

I ragazzi verranno trasferiti in aereo a Linate. A bordo del volo ci sono anche cittadini italiani in particolari condizioni di salute.

Sono inoltre disponibili per il trasferimento dagli Emirati verso l’Oman alcuni bus, mentre altri voli charter sono stati messi a disposizione dalla compagnia Oman Air .

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