Attacco Usa in Iran, parla Antonio Tajani: "Era nell'aria, Italia preoccupata per escalation pericolosissima"

Antonio Tajani non nasconde una certa preoccupazione per l'attacco degli Usa in Iran: "Rischio di un'escalation pericolosissima", il video

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L’attacco Usa in Iran della notte “era nell’aria”. Lo riferisce Antonio Tajani, il Ministro degli Esteri, raggiunto a Gubbio dalle telecamere dei quotidiani italiani. Tajani confessa che i vertici italiani sono “molto preoccupati” per via di una “risposta militare” che “rischia di innescare un’escalation pericolosissima“.

Antonio Tajani: “L’attacco era nell’aria”

Raggiunto a Gubbio dai giornalisti dell’Ansa Antonio Tajani non nasconde una certa preoccupazione per i fatti avvenuti in Iran nella notte tra sabato 21 giugno e domenica 22.

Per il Ministro degli Esteri l’attacco Usa in Iran “era nell’aria” e “lo si percepiva da alcune richieste operative”. Tra queste, “l’allontanamento dei nostri militari dalla base nei pressi dell’aeroporto di Baghdad”.

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L’attacco degli Usa in Iran “era nell’aria”, secondo Antonio Tajani. Il Ministro degli Esteri ha dichiarato che “la risposta militare rischia di innescare un’escalation pericolosissima”

“Non avevamo conferme dirette, ma si capiva che qualcosa sarebbe successo”, continua il Ministro degli Esteri. La mattina di domenica 22 giugno, inoltre, Tajani è stato ascoltato dal Tg4 e ha riferito che “la più importante priorità è la tutela della sicurezza dei nostri concittadini che vivono in Iran e Israele”.

Per questo sono operativi dei convogli che raccolgono gli italiani a Teheran per trasportarli verso Sharm-El-Sheikh dove prenderanno un volo per Verona.

Il rischio escalation dopo l’attacco Usa in Iran

Ai microfoni dell’Ansa Tajani ha riferito: “Siamo molto preoccupati” in quanto “la risposta militare rischia di innescare un’escalation pericolosissima”.

Per questo il Ministro degli Esteri sottolinea come questo sia “il momento di far prevalere la diplomazia“.

L’America blindata dopo l’attacco in Iran

Dopo l’attacco in Iran dal Nuovo Continente sono iniziate le misure straordinarie di sicurezza. L’azione di Donald Trump nel bel mezzo del conflitto tra Teheran e Tel Aviv, infatti, rischia di avere ripercussioni sugli Stati Uniti. Per questo nei più importanti Stati e nelle città più grandi – da Los Angeles a New York – sono scattati i protocolli di sicurezza per monitorare eventuali minacce.

“Lavoreremo incessantemente per proteggere la patria americana”, ha riferito su X Kristi Noem, segretaria alla sicurezza interna. “Le nostre risorse sono pienamente impegnate”, ha dichiarato invece il vice capo dell’Fbi Dan Bongino.

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