Attentato a Bondi Beach a Sydney, la testimonianza della ragazza italiana: "Tutta la spiaggia era nel caos"
Tra le testimonianze dell'attentato sulla spiaggia di Bondi Beach, a Sydney, c'è anche quella di Letizia, 25enne italiana sfuggita all'attacco
C’erano anche degli italiani sulla spiaggia di Bondi Beach a Sydney, teatro di un attentato che ha portato alla morte di 15 persone. Una delle testimoni, Letizia, giovane ragazza italiana che vive in Australia, racconta lo scenario spaventoso che le si è parato davanti agli occhi, attimi in cui "tutta la spiaggia era nel caos".
- L'attentato sulla spiaggia di Bondi Beach
- Cos'è successo a Sydney, parla la testimone
- Lo spavento e il riparo
L’attentato sulla spiaggia di Bondi Beach
A "Mattino Cinque" è intervenuta Letizia Prete, 25enne italiana che si trovava proprio sulla spiaggia di Bondi Beach quando due uomini armati hanno aperto il fuoco indistintamente contro la folla.
Il bilancio parla di 15 morti e circa 40 feriti. I due sono stati neutralizzati dalle forze dell’ordine, erano un padre e un figlio: il primo è stato ucciso, il secondo risulta essere gravemente ferito e ricoverato.
Cos’è successo a Sydney, parla la testimone
"Mi trovavo con la mia coinquilina francese lì sul posto. Noi abitiamo proprio di fronte alla spiaggia. Erano circa le 18 e 30 e abbiamo cominciato una delle nostre normalissime camminate verso una zona sulla costa est quando abbiamo sentito questi spari", inizia così il racconto di Letizia.
"Ci siamo trovati nel caos più totale. Dei ragazzi, dei lavoratori di un locale sulla spiaggia, ci hanno fatto mettere al riparo, stare al chiuso per qualche ora nel loro ristorante. In un primo momento abbiamo sentito che c’erano dei colpi di sparo, ho guardato la mia amica perché mi ero accorta che fossero degli spari. Lei però credeva fossero solo dei fuochi di artificio", continua.
"Poi però ci siamo girate e abbiamo visto tutta la spiaggia muoversi nel caos, persone scomparire, cadere a terra, gente che correva ovunque. È stato spaventoso", dice la 25enne.
Lo spavento e il riparo
Letizia Prete è originaria di Como ma è in Australia per un master in criminologia e intelligence. In un’altra intervista, al Corriere della Sera, aveva aggiunto. "Sto bene, sto cercando di andare il più lontano possibile dal luogo dell’attentato. Anche perché da quello che sappiamo due attentatori li avrebbero già catturati ma uno è ancora in giro".
Difficile per lei ricostruire quei momenti offuscati dal terrore. "Le persone correvano per scappare via da lì e, correndo, inciampavano, cadevano, c’era un gran caos e quelli continuavano a sparare. Non ho visto sangue o morti, ho pensato solo a scappare", ricorda.
L’attentato ha scombussolato la sua quotidianità: "Ci sono zone in cui non è possibile accedere, anche la casa dove vivo per adesso è inaccessibile perché c’è la polizia che non fa passare". Tutto è avvenuto quando numerose persone si erano riunite per "Hanukkah by the Sea", l’evento che celebra l’inizio della festa delle luci. "Da queste parti c’è una grande comunità di ebrei. Io lavoro per uno di loro, per esempio, e ho tanti amici ebrei. Una mia amica mi ha spiegato di questa loro festa e mi diceva poco fa che non sa cosa farà adesso. Se resterà qui oppure no".
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